Da Baggio a Pandev, le grane di Lotito

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© foto di Federico de Luca
giovedì 2 luglio 2009, 17:45Serie A
di La Redazione
fonte Epolis - Edizione Roma
Il presidente della Lazio protagonista di tanti bracci di ferro con i calciatori in scadenza di contratto e non sono mancate le cause legali

Il calcio mercato ha aperto ufficialmente, già da oggi la lista delle trattative concluse comincerà a sfilare. Per il presidente biancoceleste sarà il sesto mercato estivo da quando, nel luglio 2004, prese la Lazio sull’orlo del fallimento. Ogni estate però, si è presentata una grana, un ostacolo da scavalcare. La stagione successiva, precisamente a maggio, scoppiò la prima, vera, grana: Dino Baggio e Paolo Negro, due degli ultimi reduci dell’epoca cragnottiana, furono messi fuori rosa perché non intenzionati a 'moralizzare' i propri stipendi. I due denunciarono la Lazio per mobbing e Lotito fu costretto a risarcirli.

Nell’estate 2006, inutile ricordarlo, scoppiò lo scandalo Calciopoli: il mercato passò in secondo piano ma andò avanti. Il primo assalto a Oddo da parte del Milan venne respinto. In uscita, invece, fece clamore il divorzio da Di Canio, che infiammò i giorni immediatamente precedenti all’esplosione di Calciopoli. L’addio si consumò poi al termine della stagione, facendo da preludio a una caldissima estate, l’estate degli epurati. Dieci giocatori non partirono per il ritiro di Auronzo e rimasero a Formello per allenarsi in disparte. Motivi tecnici e di spogliatoio spinsero la società alla scelta estrema, esponendo Lotito a una lunga sequela di cause, tutte perse. Mutarelli e Stendardo citarono la società, come avvenne qualche anno prima con Baggio e Negro, avendo la meglio.

Eccoci al presente, ai separati in casa Pandev, Ledesma e De Silvestri, ai circa 40 calciatori che partiranno per il prossimo ritiro. All’ennesimo ostacolo, al quarto diesse (Tare) in cinque anni.

Fabio ZIzolfi