Il calcio racconta Lorenzo e Manolo, due storie agli antipodi

 di Gennaro Di Finizio Twitter:   articolo letto 11543 volte
Il calcio racconta Lorenzo e Manolo, due storie agli antipodi

Possibilità. Occasioni. Chance. Nella vita contano, ed anche tanto. Quando meno te lo aspetti, te ne capita una da cogliere al volo. Quando meno te lo aspetti, rischi di aver esaurito quanto avevi a disposizione. Storie agli antipodi. Come quelle di Manolo Gabbiadini e Lorenzo Tonelli, entrambi protagonisti contro la Sampdoria, ma con due strade che viaggiano su binari diametralmente opposti.

Quella di Gabbiadini è una di quelle storie che lasciano un rammarico dentro. Arrivato a Napoli con tante belle speranze, pronto a spaccare il mondo con la maglia azzurra. Un giovane di belle promesse, mai esploso. Chi sa perché. Un po’ il mancato ambientamento con la città –che lo ha sempre sostenuto, bisogna dirlo- ma a volte è proprio quel feeling che stenta a sbocciare. Non è colpa di nessuno. Un po’ una posizione tattica che non lo ha mai visto a suo agio al 100%, Manolo quel ruolo di prima punta non l’hai mai preso in mano con la giusta convinzione. Ed allora ecco il divorzio, inevitabile. Le qualità ci sono, ed è indiscutibile, ma ora al ragazzo servono stimoli che probabilmente all’ombra del Vesuvio non riuscirebbe più a trovare.

Poi c’è Lorenzo, Tonelli di cognome. Uno che è arrivato in punta di piedi, quasi a non voler dar fastidio. Quarto o addirittura quinto difensore, nonostante conoscesse già mister Sarri. Ci ha lavorato per anni insieme, ha già nella propria testa quei movimenti della difesa sarriana che altri ci mettono tempo ad assimilare. Eppure la sua occasione, vuoi per infortuni o vuoi per gerarchie, non ce l’ha avuta. Fino a sabato, contro la Sampdoria di Giampaolo, che caso strano lo ha allenato proprio l’anno scorso ad Empoli, dopo Sarri. Lorenzo scende in campo dall’inizio, gioca una partita diligente, ma è nel finale che trova la sua El Dorado. Quel gol a tempo quasi scaduto, un tiro che si infila sotto la traversa e regala tre punti pesantissimi alla sua squadra. Esordio decisivo, quasi da favola.

Due reti all’opposto: quella di Gabbiadini potrebbe essere l’ultima, un saluto ai tifosi che lo hanno sempre osannato anche nei momenti più difficili. Quello di Tonelli, invece, suona più come un “Ciao, sono Lorenzo” urlato verso la curva. Verso i suoi “nuovi” tifosi, quelli che lo hanno visto giocare una sola volta in azzurro, ma che già amichevolmente lo hanno ribattezzato “Lollo”. Ciao Manolo, ciao Lorenzo.