La ‘condanna’ sul mercato del Napoli: margine di errore pari a zero

Detto in parole più semplici: per essere competitivo il Napoli deve avere tantissimo dai suoi acquisti più onerosi.
18.05.2019 17:27 di Arturo Minervini Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico Gaetano
La ‘condanna’ sul mercato del Napoli: margine di errore pari a zero

Arriva l’Inter e la suggestione di un match sempre interessante. Il Napoli però, lo dimostra anche la cena con clima sereno tenutasi a Villa D’Angelo, ha una porzione importante dei propri pensieri rivolta al prossimo anno e, inevitabilmente, alla campagna di rafforzamento per la prossima stagione. Tanti nomi già accostati al Napoli, suggestioni già sfumate e la frase di Carlo Ancelotti ‘Non arriveranno giocatori da 10 milioni di ingaggio’ a fare da spartiacque e frenare la fervida fantasia degli esperti seriali di mercato e di nomi roboanti.

Qui, però, non ci abbandoneremo alla tentazione di enucleare la folta schiera di calciatori già inseriti nell’orbita azzurra. Qualcuno credibile, altri molto meno, ma ormai ci siamo abituati. Si voleva però porre l’accento su una situazione che spesso non viene presa in considerazione nelle varie analisi. Una piccola spada di Damocle, una condanna che in qualche modo accompagna il Napoli nelle proprie scelte: l’impossibilità di sbagliare, la consapevolezza di avere un margine di errore pari a zero rispetto alle sue rivali.

Contro una Juventus che ha risorse quasi illimitate, con l’Inter rimpinguata dal potere economico infinito di Suning, il Napoli è società che invece si autofinanzia con la buona gestione e con la capacità di acquistare bene e cedere ancora meglio. Una linea sottilissima, che il Napoli calpesta con l’animo dell’equilibrista sempre pronto a trovare lo slancio per non cadere verso il pavimento che non ha protezioni.

Detto in parole più semplici: per essere competitivo il Napoli deve avere tantissimo dai suoi acquisti più onerosi. In caso contrario, ecco che qualche piccolo problema si innesca. Prendiamo come riferimento l’ultima campagna acquisti: il più pagato, Fabiàn a 30 milioni, è stato tra le rivelazioni del nostro campionato. Così come Meret, costato circa 25 milioni. La falla nei piani del Napoli è rappresentata da Simone Verdi: un investimento da 25 milioni, cifra altissima in relazione alle possibilità del Napoli, che non ha portato i frutti sperati. 

Sempre con la stessa necessità. Ecco perché il Napoli non può lasciarsi guidare dall’impulso nelle scelte di mercato. Ecco perché, prima di finalizzare un acquisto, il club prende al vaglio ogni fattore e lo analizza con grande ponderazione. Non ci sono dubbi che la società andrà investire del denaro nel prossimo mercato, quello che si deve sperare è che il 2° acquisto più costoso non si riveli una piccola delusione. È la condanna di un club che vuole e riesce da diversi anni ad andare oltre i propri limiti e le previsioni. Per una squadra ancora più competitiva non si potranno commettere passi falsi.