Si chiude il campionato. Ecco i numeri del Napoli e... dell'ex Mazzarri!

Si chiude il campionato. Ecco i numeri del Napoli e... dell'ex Mazzarri!TuttoNapoli.net
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lunedì 20 maggio 2013, 17:50Zoom
di Vincenzo Perrella
Nell'ultima giornata di Serie A 2012-2013, il Napoli subisce una sconfitta indolore a Roma, essendo il suo secondo posto già ufficiale. Ora si programma il futuro col neo tecnico.

Il Napoli chiude il campionato con la 6° sconfitta su 38 giornate. Per il resto, la stagione 2012-2013 ha riservato numeri da favola: 23 vittorie e 9 pareggi che assommano il punteggio finale a 78 punti in classifica (fallito il record di sempre di media punti, quello del Napoli di Maradona campione d’Italia. Forse è anche giusto così). I gol segnati sono 73 (miglior attacco d’Italia) e quelli subiti sono 36 (seconda miglior difesa d’Italia).

Un secondo posto finale da cui ripartire. Avremmo detto solo questo, se non ci fosse stato l’addio di Mazzarri al Napoli. In quattro anni con lui allenatore, 261 punti conquisati: 52 punti (su 59 totali) il primo anno, 70 punti il secondo, 61 punti il terzo, 78 punti quest’anno.

Ad ottobre 2009 Mazzarri rileva la panchina del Napoli da Donadoni, dopo un disastroso inizio. Rivitalizza la squadra, rivelandosi un ottimo motivatore. Rivaluta calciatori come Aronica, Grava e Pazienza (tanto per citarne alcuni), cosa che non gli riesce coi giovani (Fernandez, Vargas, Uvini e Lorenzo Insigne), ritenuti da lui più un problema che un vantaggio. Probabilmente Lavezzi ed Hamsik (lanciati da Reja) non avrebbero mai esordito (a 23 anni il primo e a 19 il secondo) con Mazzarri. Forse neanche Cavani. Secondo molti, il Matador (capocannoniere quest’anno con 29 centri, 104 gol in 138 gare) è diventato un gran goleador grazie a Mazzarri. Eppure il suo esordio nel Napoli è forse dovuto all’addio di Quagliarella alla maglia azzurra. Il tecnico livornese ha mostrato difficoltà anche coi ragazzi della primavera (in quattro anni, solo in due hanno esordito in prima squadra e per pochissimi minuti). Oltretutto, Mazzarri ha creato un divario tra gli undici titolari (definiti “titolarissimi”) e il resto della rosa (i “non titolarissimi”), così da costringere 11 giocatori a giocare sempre (con ovvi cali fisici) mentre altri aspettavano invano il loro momento.

Una gestione della rosa non sempre perfetta, ma efficace. Alcuni hanno la sensazione che l’apporto di Mazzarri fosse superiore rispetto a quanto De Laurentiis gli avesse messo a disposizione. Altri invece pensano il contrario. La verità sta nel mezzo. Mazzarri è un buon motivatore, però ha mostrato pecche nella lettura delle partite e nelle sostituzioni (tardive), ma soprattutto nei cambi tattici, con una ossessione per la difesa a tre (marchio di fabbrica suo). Oltretutto, la qualità di gioco è stata mono tono, mai eccelsa, fondata molto sul contropiede, di cui la squadra azzurra è maestra. Nonostante ciò, il Napoli ha fatto bei risultati, grazie a cui ha partecipato due volte all’Europa League e due volte alla Champions, ma anche vinto una Coppa Italia. E Mazzarri? E’ divenuto il tecnico più pagato d’Italia. E’ dunque più Mazzarri a dover dire grazie al Napoli o il contrario? 

Ma perché Mazzarri ha lasciato il Napoli? Il tecnico labronico non ha più sentito stimoli. Forse per lui conta più rialzare una squadra in crisi e riportarla verso l’alto che ripartire da un secondo posto e cercar di vincere lo scudetto e partecipare alla Champions League. Cioè, timore di non ripetersi. Solo così si spiega la sua scelta (che ormai covava da due anni).

Per cui, il nuovo tecnico scelto da De Laurentiis, dovrà essere temerario, bravo a motivare ma anche un fine tattico. E il Napoli non dovrà essere un punto di partenza, ma di arrivo.