Crisi Napoli, Garbo: "Conte lascia macerie! Ora è dura rimettere insieme i cocci"
Il giornalista Daniele Garbo, intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, ha analizzato il momento difficile del Napoli di Massimiliano Allegri, soffermandosi sulle responsabilità del tecnico, sulle caratteristiche della rosa e attribuendo anche ad Antonio Conte le responsabilità delle crisi azzurra. Di seguito le sue dichiarazioni.
Allegri oggi in conferenza stampa si è mostrato sereno e fiducioso, sostenendo che le prestazioni del Napoli siano state buone:
"Sicuramente questa partenza del Napoli è una grande delusione. I tifosi si aspettavano di più, probabilmente anche il presidente De Laurentiis si aspettava di più da un allenatore esperto come Massimiliano Allegri. Io credo che sostanzialmente il Napoli abbia dei problemi, nel senso che questa è una squadra con un'età media molto avanzata, la più alta della Serie A, se non ricordo male, ed è una squadra che deve essere rinnovata. Ho la sensazione che sia una squadra più o meno a fine ciclo. Quindi c'è bisogno di un allenatore che incida molto sui giocatori, sul gioco e così via. Io temo che la scelta di Allegri non sia stata felicissima in questo senso. Allegri è un bravissimo allenatore, molto esperto, bravo nel gestire giocatori importanti, campioni e soprattutto nel gestire le situazioni difficili. L'abbiamo visto al Milan, alla Juventus, è uno che in queste situazioni di solito si esalta. Però ho il sospetto che a Napoli servisse un altro tipo di allenatore, uno che costruisca. Lui non costruisce moltissimo, lui gestisce e forse a Napoli sarebbe servito di più un allenatore tipo Vincenzo Italiano, ad esempio, che in una squadra che secondo me nei prossimi due o tre anni si deve rinnovare molto, probabilmente avrebbe fatto di più al caso di De Laurentiis".
Qual è l'antidoto per questo Napoli? Sembra che la squadra fatichi a seguire Allegri...
"Sì, questo è vero. Aggiungiamoci anche i rapporti non idilliaci fra l'allenatore e alcuni giocatori importanti, uno su tutti De Bruyne ovviamente, perché ricordiamo la sceneggiata che abbiamo visto a Venezia. Io credo che l'unico antidoto sia ottenere risultati e vincere le partite e ovviamente, come dici tu, la situazione non è semplice, perché le prossime due partite sono molto complicate. Una in Champions, in cui il Napoli deve ricominciare a fare punti, perché altrimenti va a finire come l'anno scorso quando è arrivato trentesimo, se non ricordo male, nella classifica della Champions, cosa che non è assolutamente accettabile per una squadra come il Napoli. E poi ci sarà la Roma, che è una delle due squadre più forti del campionato secondo me. Quindi, per invertire la tendenza, che dobbiamo fare? Bisogna cominciare a vincere le partite. Io non so se l'ambiente napoletano probabilmente non sia neanche l'ambiente più indicato per uno come Allegri, oppure Allegri non sia l'allenatore più indicato per un ambiente come quello di Napoli. Però, francamente, mi sembra che anche il presidente abbia detto che non ha nessuna intenzione di voltare pagina, di esonerare Allegri, anche perché gli costerebbe parecchi soldi, credo. E poi per andare a prendere chi? Questa è la domanda vera, perché tu mandi via Allegri, chi prendi poi? Io credo che la cosa fondamentale sia cercare di ricostituire il gruppo, e questo è un compito che spetta prima di tutto all'allenatore, evidentemente, ma anche alla società, che deve fare quadrato intorno all'allenatore, cercando di far capire alla squadra che questo allenatore rimarrà anche in futuro e che quindi, non dico giocargli contro, ma non seguirlo in tutte le sue richieste è una cosa inaccettabile per la società. Quindi, facendo quadrato tutti, società, allenatore e giocatori, se i giocatori seguono l'allenatore se ne può uscire. Se i giocatori pensano solo a se stessi le cose possono solo peggiorare".
Allegri è conosciuto soprattutto per la sua capacità di gestire gli spogliatoi. Se il gruppo non lo segue, non è anche questa una sua responsabilità?
"Ma sicuramente. Devo anche aggiungere una cosa rispetto a quanto ho detto in precedenza: ricordatevi che nella storia di Antonio Conte, quando lui lascia una squadra, di solito lascia le macerie, e temo che sia esattamente quello che sta avvenendo al Napoli. Perché con Antonio Conte il primo anno i giocatori lo seguono entusiasti, il secondo anno cominciano a storcere il naso o addirittura non lo sopportano, il terzo anno chi ci arriva non lo può vedere più. E dovunque è andato Conte, quando lui ha lasciato una squadra, ha lasciato di solito macerie. Quindi rimettere insieme i cocci diventa ovviamente molto complicato, anche per un allenatore di grande esperienza come Massimiliano Allegri. Ripeto, se lui ha delle colpe sicuramente ne ha, perché quando le cose vanno male le colpe vanno poi suddivise. Io credo che però alla base di tutto ci sia una scelta sbagliata del tipo di allenatore che serviva al Napoli, e questo attiene esclusivamente al presidente De Laurentiis".
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