Di Benedetto: “Mercato da 4! Allegri si gioca la credibilità. De Bruyne? Deve farsi esame di coscienza”
Il vice direttore di Tuttomercatoweb Lorenzo Di Benedetto, intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania, ha analizzato il difficile avvio degli azzurri, con appena tre vittorie nelle prime otto partite, e le insidie della trasferta contro il Venezia: “Non è assolutamente un buon inizio quello di Massimiliano Allegri sulla panchina del Napoli. Il tempo sta per scadere, non sto dicendo che Allegri sia in bilico, ci mancherebbe, ma bisogna trovare la quadra, cominciare a fare punti e a vincere le partite per non rischiare di fare una stagione un po' anonima. Il Napoli chiaramente non vuole farla e non può permettersi di farla. Ci sarà un cliente scomodo, perché chi ha incontrato il Venezia nelle prime giornate, fino a questo momento, è stato tra virgolette fortunato. Il Venezia le ha perse tutte e non dava l'impressione di essere una squadra in grado di mettere in difficoltà più di tanto le avversarie. Oggi si è presentato Davide Nicola, gli sono state fatte anche delle domande sulla partita contro il Napoli, però è stata più una conferenza stampa di presentazione. Abbiamo sentito un Nicola molto carico e sappiamo benissimo, soprattutto all'inizio delle sue avventure, quanto voglia tirare fuori subito il massimo dai suoi giocatori. Quindi non sarà uno scherzo per il Napoli giocare contro il Venezia, perché il Venezia ha fame di punti e quando c'è il cambio di allenatore c'è sempre una svolta anche all'interno dello spogliatoio”.
Il Napoli deve resistere fino al mercato di gennaio?
“Ti rendi conto da solo che se il 16 ottobre ci facciamo delle domande sul mercato di gennaio vuol dire che è stato fatto qualche errore grosso nel mercato estivo. Non ti nascondo che su Tuttomercatoweb, quando ho fatto il pagellone del calciomercato, al Napoli ho dato 4, perché mi sembrava un non-mercato. È stato il voto più basso che ho dato. Una squadra che comunque negli ultimi due anni aveva fatto un primo e un secondo posto, era lecito e logico aspettarsi qualcosa di più e qualcosa di diverso. Così non è stato. Adesso parlare del mercato di gennaio è per forza di cose prematuro. Tu dici giustamente che il Napoli deve rimanere aggrappato a tutte le competizioni, però non puoi mica vivere la stagione cercando di sopravvivere. Negli ultimi anni il Napoli ha vinto due scudetti, è stato sempre in Champions League a parte qualche rarissima occasione, si è tolto delle grandi soddisfazioni, ha vinto anche altri trofei. Quindi il Napoli è una squadra che non può cercare di sopravvivere fino al mercato di gennaio quando siamo a un mese e mezzo dalla chiusura del mercato precedente. Allegri ha a disposizione una squadra che non deve sopravvivere, ma deve fare qualcosa di più. Poi è logico, ci sono gli infortuni. Il non aver avuto McTominay ha inciso, perché secondo me è il miglior giocatore della Serie A, lo dico senza problemi. Non averlo avuto è tanta roba, non aver avuto Anguissa è lo stesso. Gli infortuni si pensava fossero colpa di Conte, ma si vede che non era così e quindi anche su questo c'è da riflettere tanto in casa Napoli”.
Tre vittorie in otto partite sono troppo poche, nonostante le assenze?
“È sicuramente troppo poco. Il Napoli ha le carte in regola per poter e dover fare meglio, questa è la base di partenza. Poi è vero, recupera dei giocatori importantissimi, però nel frattempo ha perso Neres, quindi bisogna capire a che punto sono, parlando dello stato di forma, i giocatori. C'è chi, come mi immagino Alisson Santos, ci metterà pochissimo per entrare in forma, perché avendo quel fisico ci vuole molto meno rispetto, per esempio, a McTominay. L'abbiamo visto, ti dico la verità, più brillante di quello che pensavo contro il Frosinone in quei 25 minuti che ha giocato, però poi ha fatto fatica con il Villarreal. Bisogna capire quando saranno al 100%. A prescindere da questo, tocca ad Allegri, che non può pensare di potersi permettere il lusso di non mettere mano alla sua squadra e di non essere un fattore. È un allenatore pagato molto bene, ha un curriculum di tutto rispetto, ha avuto una grandissima chance come quella di andare a Napoli dopo aver fatto un disastro clamoroso l'anno scorso al Milan, nel finale di stagione. Allegri si gioca tanto anche nella sua credibilità futura. Del passato di Allegri sappiamo tutto, è uno degli allenatori più vincenti che ci sono stati negli ultimi anni in Serie A, però adesso il passato è il passato. Si gioca il presente e il futuro”.
Come giudichi il caso De Bruyne-Allegri?
“Anche l'affaire De Bruyne non è la miglior fotografia del momento del Napoli. Io vi dico la verità, l'ho scritto anche su Tuttomercatoweb: bisogna che De Bruyne si faccia un esamino di coscienza. Capisco che tu sia stato uno dei centrocampisti migliori al mondo per tanti anni, però non hai più 25 anni. Nessuno ti ha puntato una pistola alla tempia per firmare per il Napoli. Prima litighi con Conte e dici, prima del Mondiale, che è un bene che Conte se ne sia andato. Un giocatore non si può permettere una cosa del genere. Adesso Allegri ti dice di stare 20 metri indietro e tu ti fai gli affari tuoi e vai dove ti pare? Non funziona così. Puoi essere chiunque, però devi stare a ciò che ti dice l'allenatore. Altrimenti, come dico molto spesso quando ci sono giocatori che vogliono fare tutto in solitaria, penso a Leao per esempio, prendi una bella racchetta, vai in un campo da tennis e fai quello che ti pare. Se vuoi giocare a calcio devi stare a delle regole che valgono per tutti, anche per i campionissimi”.
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