Venezia-Napoli, Gaito: “Gara da esonero! Progetto fallito, nessuno rende in questo anti-calcio"
Il direttore di Tuttonapoli Antonio Gaito è intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, l'unica radio tematica sul Napoli e live tutto il giorno su sito, app smartphone e smartTv e DAB Campania per analizzare la sconfitta degli azzurri contro il Venezia, quinta battuta d'arresto nelle prime nove partite stagionali ed una prestazione per almeno un'ora di gioco improponibile: “Per quanto il risultato sia clamoroso, va detto che è dall'inizio della stagione che questo Napoli non ci soddisfa, già dall'estate in realtà avevamo grosse perplessità. È dall'inizio della stagione che questo Napoli dà l'impressione di poter perdere contro chiunque. È chiaro che ora fa effetto, perché di fronte c'era il Venezia, una squadra debolissima dal mio punto di vista, una squadra che non a caso aveva zero punti, ha cambiato allenatore pochi giorni prima e Davide Nicola ha avuto pochissimi allenamenti. Il Venezia sembrava super organizzato e il Napoli una squadra che ha l'allenatore da due giorni. Questo dovrebbe farci riflettere, al di là dei 20 minuti finali in cui poteva pure fare dei gol, ma non sarebbe cambiato il giudizio. Ma ormai non è neanche un discorso 'secondo me' o 'secondo te', sono dati oggettivi, ci sono dati negativi in ogni fase e record di sconfitte e sterilità offensive addirittura da 20 anni”.
Gaito su Allegri: “Partita da fine ciclo, da esonero dell'allenatore”. Le critiche al progetto tecnico
Il direttore ha evidenziato soprattutto l'assenza di un'identità collettiva, contestando la tendenza ad attribuire le responsabilità ai singoli calciatori anziché all'organizzazione della squadra. “Allegri non riesce neanche a dare una solidità difensiva alla sua squadra, è bastato un retropassaggio sbagliato per farci trovare totalmente impreparati. È una partita incommentabile del Napoli. Sentivo parlare ancora di individualità, ma se nessuno rende, vogliamo farci una domanda? Come fate a giudicare i singoli? Perché è tutta la squadra che non funziona, non c'è un giocatore che io salvo da settimane. Com'è possibile che tutti siano diventati scarsi? Tutti logori, tutti vecchi, tutti da cedere. Questa partita è la classica partita che dovrebbe sancire la fine di un progetto tecnico, qualora sia mai iniziato. È una partita da fine ciclo, da esonero dell'allenatore. Poi vogliamo dare tempo ad Allegri, che ha un triennale, quindi so che è molto difficile, ma l'idea di Allegri, tutto quello che ha provato, che sta portando avanti, è un fallimento. È svuotato, triste, inconcludente. Il Napoli è a metà classifica. Ora io sfido anche il più critico verso la rosa a dire che questa è una rosa da metà classifica. Ma stiamo scherzando?”.
Napoli, Gaito boccia la difesa a tre: “Cinque difensori e due play contro il Venezia, come fai a creare pericoli?”
Tra gli aspetti maggiormente contestati dal direttore c'è la scelta di schierare una formazione troppo prudente contro un avversario che, secondo la sua analisi, avrebbe dovuto essere affrontato con maggiore coraggio. Nel mirino soprattutto la difesa a tre, l'utilizzo contemporaneo di due centrocampisti di impostazione e il ritardo nei cambi. “Ti presenti a Venezia con cinque difensori in campo e sai che devi fare la partita. Tra l'altro due play, neanche un centrocampista di inserimento. I due play non hanno toccato un pallone oltre la trequarti, se vedete le mappe. Tu vai con cinque difensori e due play a Venezia, è già questo che la dice lunga sul lavoro che sta portando avanti Allegri. Poi vai sotto nel punteggio e lui porta avanti per altri minuti la difesa a tre. Come si fa ad attendere ancora con la difesa a tre bloccata su un mezzo attaccante del Venezia? E Allegri non risponde neanche in conferenza sul perchè”. Il giornalista ha inoltre criticato la gestione offensiva della squadra, soffermandosi sull'utilizzo di Alisson Santos prima dell'infortunio. “A un certo punto si giocava solo su Alisson Santos. Ma che gioco è? Ma che schema è? Ma che proposta di gioco è? Entra Alisson Santos, lo schema è palla ad Alisson Santos. Alla fine ha fatto cinquanta scatti e si è fatto male. Il Venezia metteva tre giocatori da quella parte e il Napoli non andava mai su Politano dall'altro lato. Mi sembra veramente un quadro tragicomico, come si difende tutto questo? ”.
Gaito sullo spogliatoio del Napoli: “La squadra non crede in quello che sta facendo”. Poi le parole su Di Lorenzo
Guardando ai prossimi impegni contro Bodo/Glimt e Roma, Gaito ha espresso forte preoccupazione anche per l'atteggiamento dei calciatori. In particolare, il direttore ha interpretato il linguaggio del corpo di Giovanni Di Lorenzo durante la conferenza stampa come un segnale delle difficoltà del gruppo. “Chi ama il Napoli vi dice le cose come stanno! Diffidate da chi dice tutto bene da settimane, crdendo di fare il bene del Napoli. Se voi vedete la conferenza stampa di Di Lorenzo, ragazzi, è preoccupante. Testa bassa, tono di voce bassissimo. La squadra non crede in questo allenatore, la squadra non crede in quello che sta facendo. Qui si tratta di una squadra che non si riconosce in questo calcio. Poi chi guarda distrattamente le cose può dire che non si impegnano, ma molti di questi giocatori hanno visto il calcio vero, hanno vinto gli scudetti col calcio vero e pure il primo anno di Conte c'era grande solidità almeno, qui cosa c'è? Lo fanno alla fine perché sono professionisti, ma poi non riescono ad esprimersi, non è un calcio che li può esaltare”.
Gaito critica De Laurentiis: “Il passato non conta e non cambia l'attualità”
Infine, ha chiamato in causa anche il presidente Aurelio De Laurentiis, contestando la scelta di valutare Allegri principalmente sulla base dei successi ottenuti in carriera anziché sui risultati e sulle prestazioni attuali. “Se si fosse chiamato in un altro modo ora sarebbe già esonerato. Mi meraviglia anche che non esca di riflessioni in corso da parte della società, solitamente se ne parla, è accaduto anche per altri allenatori blasonati quest'anno che non avevano fatto così male. Però solo perché si chiama Allegri, ha un contratto lungo, non si parla in questi termini. Il momento del Napoli richiederebbe questi discorsi. L'altro giorno De Laurentiis era contento del passaggio alla difesa a tre, che abbiamo visto inguardabile oggi a Venezia, con tre centrali bloccati. Vediamo se lo sarà ancora. ‘Come si fa a discutere una persona che ha vinto così tanto?’, disse De Laurentiis pochi giorni fa. Ma dovrà capire che aver vinto in passato, tanti anni fa ormai, non cambia l'attualità. Non si giudica su quello che è il palmarès, ma si deve giudicare l'attualità. Questa è una lezione che a De Laurentiis sfugge in questo momento”.
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