Centoventotto milioni spesi, senza mai comprare l’unica cosa che davvero serve

 di Arturo Minervini Twitter:   articolo letto 80073 volte
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Centoventotto milioni spesi, senza mai comprare l’unica cosa che davvero serve

Avete presente la tortura della goccia cinese? Consiste nel far cadere sulla vittima gocce d’acqua in maniera costante e leggenda popolare narra che nel tempo questa pratica può provocare la perforazione del cranio o un forte disagio psicofisico. Di quelle gocce sentiamo sempre il rumore, mentre cadono al suolo anche nei giorni più belli. Sono tra noi, impietose sulle nostre teste, a ricordarci che probabilmente non saremo mai capaci di acquisire quell’equilibrio che è fondamentale in ogni settore nella vita. 

Riavvolgiamo il nastro. Riportiamo le aspettative a mercoledì 15 dicembre, prima dell’inizio della sfida al Real Madrid. Il giardino era fiorito, la consapevolezza alta, la convinzione di poter giocare una gara dignitosa concreta. Alle spalle una serie di diciotto risultati utili consecutivi, consensi raccolti in tutta Italia e la capacità di intorbidire i pensieri di Zinedine Zidane, che cercava contromisure guardando il Napoli dar spettacolo nel nostro campionato. Da quel momento una serie incredibile di sfortunati eventi. Le amnesie in difesa, qualche giovane che paga dazio con il Bernabeu, Martens che non trova la rete che avrebbe completamente cambiato gli scenari. E poi… E poi accade che Aurelio De Laurentiis si presenti davanti alle telecamere arrabbiato, magari deluso, come può accadere ad ogni tifoso. In quel momento dovrebbe mettere davanti all’istinto la razionalità, di un risultato che lascia ancora speranze in ottica del ritorno. In ogni caso, qualsiasi cosa gli passasse per la testa in quel momento, avrebbe fatto bene a comunicarla a Maurizio Sarri in maniera privata, non certo quando gli occhi di tutto il mondo sono puntati su di lui. Sappiamo tutti, purtroppo, che è andata diversamente…

In estate il Napoli ha speso centoventotto milioni di euro sul mercato. Ha acquistato giocatori dal presente brillante e dal futuro splendente, eppure manca ancora qualcosa. Tutto quel denaro, tutta la progettualità, tutte le ambizioni non arriveranno mai a pieno compimento se questo club non imparerà ad essere una squadra anche fuori dal campo. Una fusione di intenti tra società, presidente, allenatore, squadra, tifosi. Queste crepe che si aprono non fanno altro che suscitare malumori e dare spazio ad uscite fuori luogo come quella dell’agente di Allan (il brasiliano ha giocato da titolare 16 volte su 31 gare tra campionato e Champions). Il caos genera caos. Le parole possono avere effetti più duraturi di una rete subita. La proiezione del proprio ego nel cielo, come fosse lo stemma di Batman a Gotham City, è soddisfazione illusoria e fugace. Citando proprio il Cavaliere Oscuro: “Sai una cosa? Certe persone non vogliono essere salvate. Perché la salvezza implica un cambiamento. E il cambiamento richiede uno sforzo maggiore dal restare uguali. Occorre coraggio per guardarsi allo specchio e vedere oltre il proprio riflesso.” A buon intenditor…