Da 0 a 10: il nuovo devastante centravanti, gli imbarazzanti commenti su De Bruyne, la Mandrakata di Allegri e il record di Politano

Da 0 a 10: il nuovo devastante centravanti, gli imbarazzanti commenti su De Bruyne, la Mandrakata di Allegri e il record di PolitanoTuttoNapoli.net
© foto di www.imagephotoagency.it
Oggi alle 11:37In primo piano
di Arturo Minervini
Napoli-Bodo 4-3, il nostro da 0 a 10: l'acquisto del centravanti devastante, le vergognose accuse a De Bruyne, la Mandrakata di Allegri e il record di Politano

Zero all’inversione a U, di un Napoli che avrebbe potuto chiudere la pratica in mezz’ora, s’è ritrovato invece a dover lottare, a sporcarsi le mani, a fare i conti con la paura. Calo fisico evidente, per una squadra che non riesce ancora ad essere dominante per più di una cinquantina di minuti. La tenuta è quella di un matrimonio a Las Vegas: grandi promesse, tutto sembra meraviglioso, poi dopo cinquanta minuti finisce la luna di miele e devi cercare un avvocato divorzista.

Uno l’autogol, ma noi la rete l’assegniamo a Giovane. Alla sua voglia di buttarsi per terra a recuperare quel pallone, all’attacco feroce all’area di rigore, all’umiltà nelle dichiarazioni post gara. Non è un campione, ma sa fare bene tante cose: utile come il coltellino di MacGyver. Il suo ingresso valorizza anche Lucca, ieri di gran lunga alla sua miglior partita stagionale.

Due sconfitte sul groppone e tutto da perdere: la condizione mentale del Napoli era barcollante come uno dei protagonisti di Qualcuno volò sul nido del cuculo. Allegri è stato bravo a trasmettere leggerezza, quasi strafottenza, presentandosi in conferenza parlando di cavalli con Pellegatti. Qualcuno ci ha visto superficialità, magari era una strategia studiata per alleggerire questo peso. Una Mandrakata.

Tre gol presi che proprio ci fanno incazzare. Allegri è conosciuto come un maestro della difesa, ma questa sua convinzione di doversi concedere all’avversario per un tratto di partita, non sta portando frutti. "La porta è sempre aperta", cantava Giorgio Gaber. Solo che lui parlava di libertà, mentre il Napoli sembra averlo preso come un ordine tattico… Sarà il caso di riflettere su un certo atteggiamento difensivo?

Quattro gol e potevano essere almeno sette. Nella stessa frase ci sta una buona notizia, le quattro pappine, ed una pessima notizia: tutti quelli sbagliati, sprecati, buttati via per imprecisione. Occasioni cristalline, gestite male o con poca incisività stanno diventando una costante, rimpianti che sommati possono compromettere l’esito della stagione. “Delitto e castigo”: il delitto è sprecare tutti quei gol, il castigo rischia di arrivare alla fine di una gara dominata. E non va bene.

Cinque gli indisponibili e tutti, Buongiorno escluso, sarebbero serviti maledettamente nel momento di difficoltà contro il Bodo: gli strappi di Alisson e Neres, la vivacità di Favasuli e la forza nelle gambe di Vergara.  Come in un film dell’orrore, che provi a fare benzina ma trovi tutti i distributori chiusi. Ah no, non succede solo nei film.

Sei e mezzo a Spinazzola, che ci mette lo zampino in due gol. Il primo assist, per il gol lampo di Politano, fa parte della classica giocata di Leo. La seconda giocata, meno vistosa ma fondamentale, è il recupero palla sulla trequarti che avvia l’azione del 3-2. Per Allegri è fondamentale ritrovare il miglior Spinazzola, la sua capacità di graffiare nella trequarti avversaria. Devono girare le gambe, perché sulla qualità non sono mai esistiti dubbi.

Sette alla miglior partita di Noa Lang da quando è al Napoli. Finalmente una prestazione solida, soprattutto sul piano dell’interazione con i compagni, lui che pare sempre Di Caprio in The Revenant, quando gioca con la sindrome del solitario. Noa legge bene le situazioni, salta pure l’uomo un paio di volte e fa quel velo che è zucchero spolverato sul primo gol di Scott. Jamme jà!

Otto al gol più veloce in Champions della storia del Napoli. Quanta bellezza nel mancino al volo di Politano, che gioca una gara totale e fa pure l’assist del 3-2, giusto per ricordare che spesso sono proprio i compiti assegnati a limitarne la produzione offensiva. Dalle stalle alle stelle,  dopo la clamorosa gaffe in Spagna, con quel sinistro che sembra telecomandato: se gli chiedi di fare il terzino, poi non puoi lamentarti se segna con la frequenza delle eclissi solari.

Nove ai due gol del centravanti più centravanti che il Napoli ha in rosa. L’istinto per la porta di McTominay non ce l’ha nessuno in questa rosa, il suo sentire la porta come un rabdomante l’acqua nel terreno. Una storia incredibile, una scoperta totale proprie capacità dal suo arrivo in azzurro. “Si conobbero. Lui conobbe lei e se stesso, perché in verità non s'era mai saputo. E lei conobbe lui e se stessa, perché pur essendosi saputa sempre, mai s'era potuta riconoscere così”. Lo Scott Rampante.

Dieci al balsamo tra i piedi di De Bruyne, carezze sulla guancia al bambino dentro ognuno di noi, quello che stropiccia gli occhi alle giocate immaginifiche del belga. Come ne ‘I sogni segreti di Walter Mitty’, Kevin ha delle visioni che appartengono solo a lui, cose che solo lui vede e che solo lui può raccontare. Racchiude il sentimento vero del calcio, che altro non è che il timore di una gioia inespressa. Quella gioia che trova pieno compimento negli scatti fotografici del Genio KDB. “Certe volte non scatto, se mi piace il momento, piace a me, a me soltanto, non amo avere la distrazione dell'obbiettivo, voglio solo restarci dentro.”