Pavarese sicuro: "Allegri? Non immagino spaccature vista la sua grandezza caratteriale"
L'ex direttore sportivo del Napoli, Gigi Pavarese, intervenuto sulla nostra Radio Tutto Napoli, ha analizzato il momento difficile della squadra di Massimiliano Allegri, soffermandosi sulle responsabilità della società, sull'emergenza infortuni e sulla possibilità di un cambio in panchina. Nel corso dell'intervista, Pavarese ha parlato anche delle difficoltà offensive degli azzurri e dell'ipotesi di ricorrere ai giovani della Primavera. Di seguito le sue dichiarazioni.
Il Napoli sta attraversando un momento delicato. Che ruolo deve avere il direttore sportivo Giovanni Manna?
"Io credo che Manna, nonostante la sua giovane età, abbia già un'esperienza tale da saper affrontare questi momenti, cosa che sicuramente sta facendo, coadiuvando al meglio Max Allegri. Sono certo che stiano lavorando nell'interesse, non solo personale, ma soprattutto nell'interesse del Napoli".
Allegri ha ricevuto poco dal mercato? La società ha ritenuto la rosa già sufficientemente competitiva, ma i risultati non stanno arrivando.
"Sono contento per Angelo Fabiani, perché dopo tanto cattivo lavoro adesso sta godendo i frutti della sua competenza, del suo lavoro e della sua professionalità. Sono veramente felice per Angelo. Per quanto riguarda il Napoli, credo che dobbiamo un po' riavvolgere il nastro e considerare quello che è stato il finale della stagione scorsa e soprattutto l'arrivo di Allegri, quando contavamo di poter recuperare gli infortunati. Alcuni giocatori infortunati nello scorso anno sono venuti meno e ahimè questo andamento è continuato anche con la gestione Allegri. Bisogna cercare di capire a fondo la problematica del perché di tutta questa serie di infortuni, che non riguarda solo il Napoli, cerchiamo di essere chiari. È chiaro che noi dobbiamo guardare nel nostro orticello, nel nostro giardino, e purtroppo i numeri non tornano. Al di là di quelli che sono i regali, tutti confidavamo in una squadra che numericamente fosse subito dopo, anche se di un gradino al di sotto, quella dell'Inter. Forse per certi aspetti anche superiore alla Roma in alcuni ruoli, valutando i singoli. Però è chiaro che c'è qualcosa che, al di là degli infortuni e di certe scelte, non funziona: quella scintilla non è scattata, non è scoccata. Io mi auguravo che Max lavorasse soprattutto sull'identità e particolarmente sul senso di appartenenza, che è stata forse una delle armi vincenti di Conte, che aveva riportato quel carattere, quella fame, quella voglia di lottare, quella grinta che per certi aspetti era mancata soprattutto dopo Spalletti. Io confido molto in Max perché è un uomo preparato, un tecnico sapiente, forte, che ha vinto tanto e sono certo che solo lui possa trovare le giuste soluzioni per uscire da questo momento di impasse. Sono convinto che già domani sera vedremo delle risposte, anche perché credo che i giocatori siano tutti feriti nell'orgoglio. Mi auguro che ci sia quella voglia di lottare l'uno per l'altro, come è stata la forza che ha caratterizzato il Napoli di Conte in particolare".
In caso di risultato negativo contro il Bodo/Glimt, se fossi De Laurentiis esonereresti Allegri?
"È chiaro che il mio è un giudizio sempre dall'esterno, non vivendo la quotidianità e non vivendo quello che è l'umore dello spogliatoio. Se si arriva a certe decisioni è proprio perché magari c'è una spaccatura caratteriale all'interno con il tecnico, che io personalmente non riesco neanche a immaginare, per la grandezza caratteriale di un uomo come Allegri, che ha visto passare tanta acqua sotto i suoi ponti e ha l'esperienza, ma soprattutto la personalità, per farsi accettare dal gruppo e per farsi capire".
Allegri anche oggi in conferenza stampa è apparso molto tranquillo, nonostante le difficoltà della squadra. È l'atteggiamento giusto?
"È giusto che sia così, perché in questo momento bisogna essere dei bravi pompieri e non degli incendiari. È chiaro che probabilmente caratterialmente uno vorrebbe dire ciò che pensa, ma noi molte volte nel nostro lavoro dobbiamo indossare una maschera. Sono convinto che nel chiuso dello spogliatoio, tra le quattro mura, Allegri si sia fatto sentire, eccome. È giusto che sia così. Bisognerà vedere le risposte caratteriali dei calciatori, soprattutto da un punto di vista di intensità e di impegno".
Il calendario del Napoli è molto complicato, a partire dalle sfide contro Bodo/Glimt e Roma. Come deve affrontare questo momento la squadra?
"Ogni partita è un'insidia e lo sappiamo, perché comunque giocano contro il Napoli e già di per sé l'impegno aumenta. Poi, tenendo in considerazione quello che è il valore di questa squadra e soprattutto il valore dei singoli calciatori, è chiaro che dall'altra parte l'impegno si triplica, non si raddoppia. Noi dobbiamo essere bravi adesso a isolarci, cioè Allegri deve essere bravo a isolare i ragazzi. Per me il Napoli è il Napoli, io non sono un tifoso, sono un ultrà del Napoli. Ho avuto il privilegio di lavorare all'interno del Napoli, ricoprire cariche importanti, avere anche grandi responsabilità e continuerò sempre a essere un ultrà del Napoli. La bravura di Allegri deve essere soprattutto quella di isolare la squadra da quello che è il malessere, e la forza di noi tifosi deve essere quella di accantonare il momento e guardare partita dopo partita. Adesso abbiamo due partite troppo importanti per il nostro cammino. In Champions domani sera bisogna assolutamente vincere, essere vicini a questi ragazzi e fargli sentire tutto il nostro incoraggiamento, tutta la nostra forza e tutta la nostra convinzione che bisogna andare in campo per vincere. E poi c'è la Roma sabato, un'altra partita importante per quello che riguarda il futuro del campionato".
Il Napoli sta segnando poco, con Hojlund e Lucca in difficoltà. Un giovane come Milton Pereyra della Primavera potrebbe rappresentare una soluzione?
"Ma voi vi rendete conto delle responsabilità che andremmo a gravare su un ragazzo giovanissimo? Vorrebbe dire bruciarlo immediatamente. Io non conosco realmente questo ragazzo o altri, il problema è che comunque devi tener conto che questo è un momento particolare, molto difficile, e bisogna uscirne con le nostre forze. È chiaro che se il ragazzo può essere l'arma in più... Del resto, in un momento così particolare, coloro che davano verve da un punto di vista fisico e atletico erano Vergara e Favasuli. Ahimè, forse nelle intenzioni di Allegri c'era quella di puntare su entrambi alla ripresa, ma purtroppo anche loro fanno parte dell'elenco degli infortunati".
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