Ho visto un angelo KVero

Khvicha tocca il primo pallone e sembra già aver chiaro il piano.
20.02.2023 07:47 di Arturo Minervini Twitter:    vedi letture
Ho visto un angelo KVero
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Il minuto 12 di Sassuolo-Napoli segna una transizione, una tappa fondamentale del transumanesimo. Quando Khvicha Kvaratskhelia riceve palla al a centrocampo, accade qualcosa di magico, un processo evolutivo che porta il numero 77 in una dimensione differente, a cui non possono accedere i comuni mortali.

Khvicha tocca il primo pallone e sembra già aver chiaro il piano. Sombrero al primo avversario, ma gli occhi sono già puntati verso l’obiettivo grosso: la porta. Avanza Kvara, con la visione periferica si accorge che un avversario si sta lanciando in scivolata per intervenire sul pallone, per fermarlo in qualsiasi modo. Se ne frega Kvara, che sposta leggermente il pallone ed accelera, spara il gas dalla marmitta e lascia solo una traccia del suo passaggio. Quel che accadrà negli istanti successivi è la natura conseguenza di uno stato onirico del numero 77, che analizza con spietata lucidità le contromosse che la difesa aveva apportato alla sua cavalcata e all’attacco in profondità di Osimhen. E mentre galleggia in quel tempo, quando pensi che stia prendendo tempo per ragionare, eccolo il destro al veleno che ti manda al tappeto.

Non volava sopra al Vomero ma ci sono pochi dubbi: abbiamo visto un Angelo. Un Angelo Kvero. Che mantiene ben oltre le promesse fatte. Che è una scoperta continua, uno stupore rinnovato ad ogni giocata. Che è, di fatto, il miglior calciatore della nostra Serie A. Imprendibile Kvaratskhelia.