Conte-Italia, Forgione: "Narrazione, ma chi ha dato la notizia che è disponibile?"
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "Gattuso, per quanto io non sia feroce nei suoi confronti, soprattutto per quella che è stata la parentesi Napoli, che non è stata poi così disastrosa, anzi, secondo me ha fatto anche bene, però non è un allenatore che può cambiare un movimento, non può cambiare una nazionale. Il problema è che oggi tu puoi mettere Gattuso, puoi mettere Guardiola, puoi mettere qualsiasi allenatore su quella panchina, ma il materiale è veramente scarso, è veramente scarso. Non sai più come devi farla questa nazionale, come comporla: non c'è qualità, non c'è niente. Quindi adesso poi prendercela con Gattuso, secondo me, che per carità, ribadisco, era inappropriato, ma era anche caduto in un momento sbagliato".
Però il materiale è davvero così scarso? L'Italia resta sesta al mondo per valore, 800mln per Trasnfermarkt, e vale molto più della Bosnia: non doveva comunque passare?
"Sì, c'era la possibilità. Ovviamente non è che fosse una nazionale così inadeguata da non poter battere la Bosnia, non c'è dubbio su questo. Il problema è che poi manca la personalità, perché se vai in un campo come quello, anche con 10 mila spettatori che ti stanno addosso, quello pesa. Quindi che cosa è mancata a questa nazionale? Personalità. Gli sono tremate le gambe, lo hai visto anche ai rigori, che sono la cartina di tornasole: li sbagli in quella maniera, mentre loro sono stati cinici, non avevano paura, avevano il sangue agli occhi; i nostri invece hanno avuto le gambe molli. Quindi il problema è non tanto la qualità, che comunque non è alta, ma proprio il carattere."
Il sistema di gioco italiano, come il 3-5-2, è ancora sostenibile a livello europeo?
"È un problema del calcio italiano, non solo della nazionale ma anche dei club. È evidente che il metodo italiano non funziona, la tattica esasperata non funziona, perché davanti alla tecnica ci deve essere la qualità e noi di giocatori di qualità non ne abbiamo. Gli altri, quando hanno qualità, sopperiscono ai limiti: se hai uno che salta l'uomo hai già risolto. Nel calcio vince chi crea superiorità numerica e in Italia non la creiamo più. Cerchiamo stranieri per farlo, ma poi in Europa paghiamo, perché gli altri hanno più qualità e la qualità vince."
Napoli-Milan può riaprire il campionato? Dipenderà anche da Inter-Roma?
"Io penso che lo capiremo dal risultato dell'Inter. Se l'Inter non vince con la Roma, allora sia Napoli che Milan scenderanno in campo per vincere: nessuna delle due si accontenterà del pareggio. Sarà una partita aperta e interessante. Il pareggio non servirebbe a nessuno, mentre se l'Inter vince allora il Milan potrebbe anche difendere la posizione. Quindi l'atteggiamento cambierà molto in base a quel risultato."
Le voci su Conte in Nazionale sono credibili o solo narrazione?
"Io contesto questa narrazione, che è puramente giornalistica. Vorrei capire chi ha dato la notizia che Conte sarebbe disponibile: non c'è nulla di concreto. Si ipotizza, ma al momento non ci sono condizioni tali da portarlo via da Napoli; anzi, le indicazioni sono di volontà di restare. Inoltre Conte la Nazionale l'ha già allenata: tornare ora sarebbe un salto nel buio, perché questa è una situazione molto più complicata, una vera patata bollente."
Il problema è quindi strutturale e parte dai settori giovanili?
"Il calcio italiano deve rifondarsi da zero in tutte le componenti: dai settori giovanili alle strutture, agli istruttori, fino agli stadi e anche alla classe giornalistica. È tutto il sistema che va riformato. Ci sono tanti capitoli su cui intervenire e non si è ancora partiti. Ci vorranno 10-15 anni per tornare a livelli importanti: al momento il tunnel è ancora molto lungo."
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