Capuano: "Alisson lo conosco bene, l'ho visto dal vivo. Dico una cosa"
Eziolino Capuano, allenatore, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).
Quanto incide il lavoro dell’allenatore, del preparatore atletico e dello staff quando arrivano così tanti infortuni?
"Ne parlavo anche ieri con alcuni vostri colleghi. Quando c’è una serie così notevole di infortuni bisogna andare a capire la natura degli stessi. Sicuramente, come dice Antonio, le tante partite ravvicinate incidono. Poi bisogna distinguere tra infortuni muscolari e traumatici.
Prendiamo l’infortunio di Di Lorenzo: io lo chiamo un infortunio ‘da VAR’. Le nuove normative hanno creato questo terrore nei difendenti di tenere le braccia dietro al corpo. Di Lorenzo, saltando, aveva le braccia dietro, perde coordinazione e cade in modo maldestro. È come un velocista che corre con le mani dietro la schiena: manca la fase coordinativa".
Il Napoli è una squadra che lavora e gioca ad altissima intensità.
"I tanti infortuni hanno inevitabilmente inciso anche sui risultati. Ma attenzione: il Napoli è comunque nelle prime quattro. L’Inter, con onestà, ha un organico superiore a tutte. Io non butterei via il campionato del Napoli, assolutamente. Quando vinci devi continuare a vincere, quando fai male devi almeno fare discretamente: nel calcio questa empatia si perde spesso."
Quindi quanto incide davvero l’allenatore?
"Io dico 70% i giocatori e 30% l’allenatore. Anzi, più la categoria è bassa e più incide l’allenatore, più la categoria è alta e meno incide. Avere De Bruyne o non averlo cambia tutto. Avere Lukaku o non averlo cambia tutto."
Dal mercato sono arrivati Alisson Santos e Giovane. Cosa ti aspetti da loro per il futuro del Napoli?
"I giovani vanno aspettati. Anche se un 2003, per me, non è più un giovane: giovane è un 2007 o un 2008. Giovane è un buon giocatore, ha già fatto vedere cose interessanti in Serie A. Alisson lo conosco bene, l’ho visto anche dal vivo: è un giocatore di prospettiva, ma ha bisogno di tempo per ambientarsi. Però vi dico: perché non parlate di Vergara? Conte ha avuto il coraggio di metterlo in campo e oggi è sotto gli occhi di tutti. Giocare a Verona è una cosa, giocare a Napoli è un’altra. A Napoli la pressione mentale è enorme, e quella può fare la differenza."
Avresti ripreso Insigne a Napoli in questa finestra di mercato?
"Io sono sempre stato un estimatore di Insigne. Per me è stato uno dei giocatori più forti. Oggi ha un’età più avanzata, quindi sono scelte che vanno fatte con razionalità. Per l’amore che ha per Napoli io forse l’avrei preso, senza puntarci subito, ma poteva far comodo."
Per chiudere: quanti gol segnerà Alisson da qui a fine stagione?
"Questo non lo voglio dire. Mi auguro solo che faccia bene al Napoli. Ancora mi rompono le scatole per la storia di Mertens (ride, ndr). Chiudiamola così, è stata una bellissima chiacchierata."
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