Conte ct dell'Italia? Troise: "Nulla va escluso, ma nome forte ora è un altro"
Ciro Troise, giornalista del Corriere del Mezzogiorno, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video.
Per quanto riguarda il calcio italiano, tutto quello che c'è da rifondare: da dove ripartiresti?
"No, guarda, io di solito si riparte dal basso; io ripartirei dall'alto, cioè dalle cose più facili. Perché dal basso ci sarebbero tantissime cose da fare e si fa una grande confusione nell'affrontare la tematica. Io partirei dall'alto, cioè dall'idea di prendersi conto che, con tutti i problemi che possiamo avere, l'Italia ha sempre avuto squadre con nelle corde la possibilità di qualificarsi al Mondiale. Quindi ripartire da questa consapevolezza, cioè dal fatto che si è sbagliato: al di là dei problemi, si è sbagliato nel prepararsi per andare a questa partita, si sono sbagliate le scelte, si ha poco coraggio. Io ho il mio sogno: la prossima volta non voglio solo andare al Mondiale, ma in campo ci devono stare i più giovani. Voglio vedere una nazionale la cui ossatura sia composta da ragazzi giovani, con due o tre giocatori di esperienza che ti puoi tenere, però con il coraggio di lanciare i più giovani. Ho visto l'Under 21 poco prima dell'Italia: ci andrà prima o poi una nazionale giovane. Quindi partirei da queste, che sono le cose più facili e che secondo me danno una credenza maggiore nel risultato sportivo. Poi la sintesi è che negli ultimi vent'anni abbiamo abbassato il livello in tutte le categorie; invece bisogna provare a fare una rivoluzione per alzarlo in tutte le categorie. Poi bisogna vederli, guardarli questi ragazzi che comunque, giovanissimi, per esempio nell'Under 21 c'è qualcuno importante soprattutto in zona offensiva, non di quelli che ti possono cambiare le partite, ma comunque profili interessanti. Questi non vengono proprio visti, presi in considerazione, perché si punta su chi già c'era, come Zaccagni, che si pensava addirittura potesse essere decisivo."
Napoli-Milan: quanto inciderà la partita di domenica anche sul morale delle squadre?
"No, io credo che la partita di domenica potrebbe dare ulteriore adrenalina a entrambe le squadre, che avranno la motivazione di affrontarsi in un big match e di prendersi il secondo posto, che a livello morale per il Napoli rappresenterebbe tanto, perché sarebbe un colpo a tutte le difficoltà che ha avuto. Quindi, al di là di tutto, sarà comunque una partita di grandissima carica e motivazione. Però sicuramente, se domenica si vince, l'entusiasmo aumenterebbe ancora di più."
In vista della sfida, in che condizioni arriva Højlund dopo tutto questo minutaggio?
"Allora, Højlund ha 27 gare consecutive da dividere tra Napoli e nazionale; in queste 27 gare gli hanno risparmiato, tra Conte e Riemer, solo 44 minuti. Arriva abbastanza stanco, perché ha fatto 201 minuti in nazionale in due partite, e arriva anche deluso perché ha sbagliato un rigore. Quindi arriva un giocatore stanco e deluso, però fortunatamente si gioca tra 3-4 giorni, quindi c'è la possibilità di smaltire e recuperare energie. Io penso che, in attesa di capire come andrà con Lukaku, il suo vice sarà Giovane, sia per risparmiargli qualche minuto, sia come doppio centravanti al suo fianco, che è il ruolo che Lukaku ha fatto di più. Numeri alla mano: 64 minuti Lukaku in campo, 39 da doppio centravanti e 25 al posto di Højlund."
Conte possibile commissario tecnico dell’Italia?
"Non si può escludere. Oggi nel mondo della federazione non si capisce molto, perché bisogna capire quali saranno i candidati e chi la spunterà. Il nome più forte è quello di Roberto Mancini, anche perché è più semplice da liberare. Però il nome di Conte in questi ambienti non si può escludere. Credo che l’amichevole di giugno la farà Baldini, e un pensiero a Baldini io lo farei. Conte fa parte della lista di nomi, ma per me non è il favorito: il favorito resta Roberto Mancini. Se dovesse vincere Malagò, è un nome molto vicino a lui e soprattutto è il più semplice da liberare, perché un conto è liberarsi da situazioni più complesse, un altro è avere un allenatore già disponibile. C’è anche un’opzione, con contratto fino al 2028."
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