Allarme infortuni, Sarri: “Calendario assurdo, si rischia troppo! L’AIC non dice nulla”
La vittoria per 3-1 contro il Pafos, all’esordio nella fase campionato di Conference League, non basta a Maurizio Sarri per archiviare la serata senza preoccupazioni. Nel post partita, l’allenatore dell’Atalanta interviene ai microfoni di Sky Sport e torna sul tema dei troppi infortuni muscolari, soffermandosi in particolare sulle condizioni di Giacomo Raspadori, costretto a fermarsi dopo aver calciato il rigore del momentaneo 2-0. Il tecnico nerazzurro punta il dito contro il calendario troppo fitto e i rischi per la salute dei calciatori, chiamando in causa anche gli impegni con le Nazionali: "Fai un esposto alla Lega, all'UEFA, alla FIFA... Sono troppi per tutti, non solo per noi. Siamo sottoposti a un calendario assurdo con tutte le conseguenze del caso. Ho letto di diverse situazioni in questi tre giorni europei, quindi è un rischio che purtroppo si corre. In più, quando i giocatori tornano dalle Nazionali, è un altro rischio: Scalvini si è fatto male appena rientrato dalla Nazionale e Raspadori è tornato pure lui acciaccato dalla Nazionale. Questo è il calendario e la grande meraviglia che mi fa è vedere che l'Associazione Calciatori non dice niente".
Sarri dopo Atalanta-Pafos: "Dobbiamo trovare equilibrio e solidità"
Oltre alle preoccupazioni per gli infortuni, Sarri analizza la prestazione della squadra, capace di indirizzare la partita già nel primo tempo con Elmas dopo appena un minuto, Raspadori su rigore al 18’ e Scamacca al 44’. Nella ripresa l’Atalanta gestisce il vantaggio, concedendo agli avversari soltanto il gol della bandiera di Biel allo scadere: "Siamo entrati bene in partita e, a differenza della gara con il Venezia, abbiamo avuto tantissime occasioni. Stasera abbiamo scelto meglio quando andare diretti e quando palleggiare: non abbiamo concesso praticamente nulla all'avversario, se non quella palla nel finale per cui mi dispiace aver preso gol. Il divario tecnico si è visto perché abbiamo fatto una buona partita; in queste sfide c’è sempre il rischio di non vederlo, anche perché il Pafos contro la Fiorentina ha perso solo 3-2 sul finale, quindi non era una pratica semplicissima. La squadra ha fatto bene, sono due partite in cui abbiamo innalzato notevolmente la capacità di essere pericolosi e ora dobbiamo trovare anche equilibrio e solidità".
Il tecnico si sofferma infine sulle prospettive del gruppo e sul percorso di crescita avviato a Bergamo: "Qui è abbastanza facile: la società è un modello, io perlomeno non avevo mai incontrato una situazione di questo tipo. Poi è chiaro che è una squadra che viene da tanti anni di un calcio completamente diverso e quindi le difficoltà possono essere di questo tipo, però c’è disponibilità da parte dei giocatori che stanno crescendo. Spero che abbiamo ancora tanti margini di miglioramento: dove possiamo arrivare nel primo anno sinceramente non lo so, ma nel medio periodo ci siamo prefissati di voler arrivare piuttosto in alto".
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