Il tormento di Allegri sul bel gioco e la frase manifesto dell’Ancelotti pensiero
(di Arturo Minervini) - Finalmente solo calcio. Finalmente dichiarazioni dal campo, considerazioni tattiche, probabili cambiamenti formazioni e tutto quello che accompagnano la vigilia della trasferta di Genova. C’è un Ancelotti che in conferenza risponde con serenità alle domande e affronta un tema che era stato uno dei tormentoni della scorsa stagione e che è rimasto un tormento per Massimiliano Allegri, in particolare nel costante confronto dialettico e tattico con Maurizio Sarri.
Il Carletto pensiero sul rapporto esistente tra vittoria e bel gioco: “Se giochi bene hai più possibilità, ma il calcio è strano e non sempre giocando bene ti porta alla vittoria. Il traguardo finale è la vittoria, ma bisogna capire come arrivarci, ovvero sfruttare al massimo le capacità dei giocatori. Si può vincere in tanti modi, non c'è un sistema o una filosofia vincente. Per me la filosofia è collettiva, creare un'atmosfera positiva ed un gruppo positivo e coinvolto”. Chiaro che per Ancelotti si tratti di una commistione di elementi, senza che esista un rapporto diretto ed esclusiva tra l’uno e l’altro. Per vincere non è necessario giocare sempre bene e giocare bene non sempre significa portare a casa la vittoria, ma almeno aumenta le possibilità che ciò accada.
La posizione di Allegri e la costante crociata contro il bel gioco, a prescindere: “Non voglio diventare un modello ma quando smetterò mi dovranno spiegare, visto che non lo capisco bene, cosa vuol dire giocare bene. Il discorso del giocare bene è difficile da spiegare, io non lo capisco, magari qualcuno me lo spiegherà in futuro. Quando ho iniziato a fare l'allenatore, mi piacevano i vincenti, Capello, Lippi, senza nulla togliere a Sacchi. Nell'albo non scrivono chi ha giocato meglio, ma chi ha vinto. A me piace vincere, io sono anche contento di giocare male, ci sono partita in cui è necessario per portare a casa le vittorie”. Per il tecnico della Juventus quello del bel calcio resta sempre un tasto dolente, imprigionato nello slogan bianconero della vittoria come unica cosa che conta. Sarà anche vero, ma esprimere un calcio fatto di zero idee con a disposizione campioni del calibro di Cristiano Ronaldo e soci non è sicuramente il massimo per un allenatore.
In questo nuovo scontro dialettico appare chiaro, in primis, che i toni saranno più bassi. Ancelotti è tipo pacato e dalla comunicazione molto più british rispetto a Sarri, quindi difficile aspettarsi scontri infuocati come nello scorso anno. Sul piano tattico, invece, appare molto interessante capire come si evolveranno i progetti tecnici di Napoli e Juventus nelle tappe precedenti allo scontro diretto del prossimo 30 di settembre. Tanti temi nel frullatore, molte curiosità da fugare su questa nuova sfida Napoli-Juventus che potrebbe riproporre un tema già trattato abbondantemente nello scorso anno: bel gioco contro esasperazione delle individualità.
Serie A Enilive 2025-2026
![]() |
VS | ![]() |
| Napoli | Milan |
Editore: TC&C SRL - Testata giornalistica
aut. Tribunale Napoli n. 4 del 12/02/2020
Iscritto al Registro Operatori
di Comunicazione al n. 18246
Direttore editoriale: Antonio Gaito
Direttore responsabile: Francesco Molaro




