L'urlo disperato di Vigorito contro il calcio marcio (ed una stampa cieca)

Per quanto ancora farsi prendere in giro? Perchè non chiudere prima la giostra una volta scoperto il trucco?
09.05.2021 19:02 di Arturo Minervini Twitter:    Vedi letture
L'urlo disperato di Vigorito contro il calcio marcio (ed una stampa cieca)
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© foto di Carlo Giacomazza/TuttoSalernitana.com

Siamo tutti Oreste Vigorito. Lo siamo stati almeno una volta nella vita. Ed è stato un momento fantastico, dove abbiamo messo parte la diplomazia, le frasi di circostanza e gli artifici del qualunquismo. Quelli che sono molto cari a quelli che hanno così tante scarpe che non sanno nemmeno più dove infilarci i piedi. Li riconoscete subito, hanno un sorriso che diventa ghigno appena volti l’angolo.

Oreste Vigorito non è come loro. Forse quella gente non lo merita uno come Oreste Vigorito. Uomo come pochi, in un mondo di pochi uomini. Oreste Vigorito ha tirato giù la tenda, ha scoperto i fili, resta un teatro triste col viso ancor più triste delle marionette senza cuore e senza coraggio, personaggi rubati nella parte peggiore del Mago di Oz.

Vigorito ha detto ciò che pensava, ciò che in molti pensano da troppo tempo ma che a livello istituzionale nessuno aveva il coraggio di fare. Che questo calcio sia marcio, malato, viziato, guasto come un frutto andato a male. Perchè i tuttologi del niente ci hanno ricordato come Mazzoleni non potesse intervenire nel gol annullato a Osimhen col Cagliari e poi ci ritroviamo lo stesso Mazzoleni intervenire sull’intensità di un contatto.

Per quanto ancora farsi prendere in giro? Perchè non chiudere prima la giostra una volta scoperto il trucco? “La gente vuole essere ingannata” recita un’ispirato Michael Caine in ‘The Prestige’. Ma una volta scoperto come funziona l’illusione, non c’è più gusto. Resta solo uno show triste, che uno come Oreste Vigorito davvero non lo merita.