Il Diario di Minervini - Mentana e quelli ‘anche’ ridicoli e piagnoni, I Rave party scandalo, il solito Libero e l’ombra Cavani

04.04.2020 18:44 di Arturo Minervini Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
Il Diario di Minervini - Mentana e quelli ‘anche’ ridicoli e piagnoni, I Rave party scandalo, il solito Libero  e l’ombra Cavani

Giorno 34 senza Napoli: 29 febbraio l’ultima partita del Napoli, poi tutto quello che è noto. Nel mondo che scorre a velocità ridotta, c’è un calcio che cerca di programmarsi un futuro, di fissare delle scadenze che ancora non sa se potrà rispettare. Forse, però, è doveroso provarci. Per ritrovare un senso, per orientare un domani che dovrà riavere il sapore di normalità.

Lotte, litigi, insulti fuori luogo. Posizioni che nascondo evidenti interessi individuali, fratture che rischiano di complicare un’equazione già a prova di genio. Incastrare date, allenamenti, impegni, trasmissioni televisive è missione che farebbe impallidire anche il Matt Damon di Will Hunting. 

Provarci, però, sarà necessario. Perché sarebbe un primo passo versa quella routine che adesso manca come l’aria, che andrebbe a ricomporre una parte della nostra quotidianità prima degli sconvolgimenti arrivati insieme al virus. 

La posizione del Napoli resta chiara, sin dall’inizio. Coerente con le prime reazioni, il club azzurro vuole che si faccia tutto il possibile per terminare il campionato, come conferma la ferrea volontà di non lasciare partire nessuno dei tesserati in questa sosta forzata. De Laurentiis vuole tenere tutti sulla corda, tutelare salute ed investimenti e farsi trovare pronto qualora dovessero aprirsi schiarite sul paese e, conseguentemente, sul pallone.

Giornate con volti simili, che vengono segnate da notizie che lasciano sognare o che ci lasciano senza parole. Cavani, ad esempio. Una chimera che aleggia con tutto il sapore suggestivo che ancora lo accompagna, parole che non chiudono del fratello agente ed un contratto in scadenza col Psg che lascia una porticina aperta. Niente di facile, niente di vicino, niente di concreto. Giusto uno spiraglio, dove si intravede la sagoma lontana del Matador che attacca la profondità come un levriero. In questi giorni di reclusione forzata, una spolverata di illusione non può far troppo male.

Quello che fa male, invece, sono l’immagini di due ‘rave party’ che hanno spopolato in settimana, trattati però con atteggiamento differente dai media. Imbarazzanti le immagini arrivate da Pozzuoli, prontamente condannate dalle istituzioni locali, amplificate chiaramente dall’eco avuto sui media nazionali. In pochi, invece, si sono imbarazzati nell’assistere al rave party tenutosi in Lombardia per la presentazione del nuovo Ospedale costruito in tempi record. Un vero e proprio assembramento in spazi chiusi, ancor più pericoloso ed in assoluto disprezzo delle regole vigenti. 

In tutto ciò che ANCHE Enrico ‘Chicco’ Mentana. Le parole sono importanti, usarle nel modo giusto altrettanto. Perché è facile confondersi nei clichè, nuotare nelle acque del luogo comune che assumono le tonalità del pregiudizio. Affermare che “A Napoli ci sono ANCHE delle eccellenze” è artificio retorico che fa ghignare quelli che sotto la bandiera dell’Italia tengono nascosta tutta la loro intolleranza. È assist perfetto per chi vuole andare a seminare odio e creare spaccature. Lo avrà fatto anche in buona fede, ma gli effetti restano palesi e la precisazione è ancor più preoccupante. “Ridicoli piagnoni che vi attaccate a un anche, imparate l'italiano. Amo Napoli più di voi evidentemente”. Proveremo a credere ANCHE a questo. Ma ci risulta davvero difficile. 

Libertà, quella che più manca. Quella che per fortuna appartiene ancora agli organi di stampa. Ma dov’è il limite della libertà di espressione? La domanda andrebbe posta a chi ieri, sul quotidiano Libero, ha titolato: “Quarantena alla napoletana: tutti in strada. Ha ragione De Luca: ci vorrebbe il lanciafiamme”. Forse ci sarà sfuggito qualcosa. Forse i moniti quotidiani che arrivano da ogni città d’Italia fanno meno rumore nella redazione condotta da Feltri e Senaldi. Domande che resteranno irrisolte, così come il fastidio che generano certi atteggiamenti unilaterali nei confronti di un Sud che sembra doversi giustificare anche per errori mai commessi. Siamo un pochino stufi…