Osimhen è un fenomeno, ma ad una sola condizione: che vada altrove

17.07.2020 07:54 di Arturo Minervini Twitter:    Vedi letture
Osimhen è un fenomeno, ma ad una sola condizione: che vada altrove

(di Arturo Minervini) - Altrove. È un posto dove ritrovarsi, scappare via con la fantasia, affidare i dolci pensieri in una giornata di noia. Altrove è il posto in cui, secondo una parte dei tifosi del Napoli, Victor Osimhen sarebbe fortissimo, un fenomeno assoluto destinato a scrivere pagine importanti della storia del calcio. Sì, altrove ma non a Napoli. 

Il processo mentale non è nuovo, anzi più che consolidato nel tempo, e si ripete con costanza scientifica ad ogni sessione di calciomercato. Lo schema viene declinato in maniera abbastanza semplice e si muove sulle montagne russe così come ogni trattativa che si rispetti.

Se Osimhen è vicinissimo al Napoli, al punto che ci sono già i tifosi ad attenderlo all'esterno di qualche lussuoso hotel sul lungomare, allora Osimhen è solo una scommessa. Uno per cui è follia investire così tanti soldi. Ed il discorso non cambia se i soldi da investire siano 40, 50, 60, 80 o 1000. L'investimento resta comunque sproporzionato al valore.

Se arrivano invece notizie che raccontano di frenate nell'affare, tutto cambia. L'entità di Osimhen si trasferisce appunto altrove. In un iperuranio di calciatori perfetti, invincibili, una condizioni celestiale che appartiene a pochissimi al mondo.

Le frasu che accompagnano queste due diverse situazioni sono puntualmente le seguenti.

Caso A: "Se veramente era buono mica lo prendevamo noi?"

Caso B: "Quelli buoni alla fine il Napoli non li prende mai"

Il sistema può essere ripetuto all'infinito. Applicato ad ogni tipologia di calciatore, a prescindere da ruolo, età, nazionalità, peso, religione, orientamento politico, gusti musicali, serie tv preferite, abbonamenti a riviste di cucina, parco auto, parenti, zii, nipoti, cugini di settimo grado, prole sparsa nel mondo. E tutto il resto. Si chiama Sindrome dell'Altrove. Ed ha già colpito Victor Osimhen.

#Osimhen è ad un passo dal #Napoli e la sua storia è incredibile. #Osimhen nel dialetto di alcuni popolo della Nigeria del Sud significa ‘Dio è buono’. Chissà quante volte ci avrà fatto a cazzotti con quel Dio Victor nella sua infanzia. Perde la madre a sei anni, da lei raccoglie in eredità il lavoro che permetteva di mangiare qualche boccone: vendere acqua in bustina ai semafori. Ma #Osimhen non perde la fede, come potrebbe uno che si chiama ‘Dio buono’ Nel pallone vede la grande speranza, ma anche un paio di scarpe da calcio può diventare una montagna da scalare. Eccolo, mentre fruga nella discarica a cielo aperta di Lagos a caccia di due scarpe. Una destra ed una sinistra. Non importa che siano di marche e modelli differenti. La strada non bada a questi dettagli insignificanti. La strada ti divora se non stai attento. Se non sei fortunato. Se da un cumulo di rifiuti non trovi scarpini del tuo numero. La rincorsa di Victor inizia da lì. Con lo sguardo alto verso un sole rovente ed i primi calci ad un pallone che nemmeno rimbalza.

Un post condiviso da Arturo Minervini (@arturo_minervini) in data: 2 Lug 2020 alle ore 2:32 PDT