Chiariello: "Gattuso via subito! Altro che amichevoli di giugno, basta buonismo..."

Chiariello: "Gattuso via subito! Altro che amichevoli di giugno, basta buonismo..."
Oggi alle 11:10Le Interviste
di Fabio Tarantino

Nel corso del suo consueto editoriale per Radio Crc, Umberto Chiariello ha affrontato alcuni dei temi principali relativi al momento attuale della Nazionale italiana: "Che oggi vadano a casa Gravina e Buffon è, come dire, di default, non c’è discussione. E a proposito, che vada a casa pure Gattuso, che a nessuno venga in mente di fargli fare le amichevoli di giugno ancora come commissario tecnico: si faccia come con Di Biagio, Silvio Baldini guiderà le due amichevoli da tecnico, in attesa che venga nominato il nuovo commissario tecnico, quindi che deve essere nominato dal nuovo presidente federale, non può essere nominato dalla politica, questo deve essere chiaro.

Quindi noi non avremo un nuovo allenatore della nazionale se non dopo la nomina del nuovo presidente, che avverrà a giugno, e le amichevoli di giugno che le guidi l’uomo oggi immediatamente successivo a Gattuso nel ruolo gerarchico, che è l’allenatore dell’Under 21, Silvio Baldini. Gattuso deve andare a casa subito, senza se e senza ma, basta con questo buonismo nei suoi confronti: è tra i principali artefici del debacle in Bosnia e, come vanno a casa Gravina e Buffon, va a casa anche Gattuso, senza se e senza ma.

Si dia subito corpo alle riforme. Io sono per un commissariamento immediato, ma le dimissioni di Gravina vanno anche in questo senso, perché lui vuole dare battaglia, mica si è arreso: lui rimane in carica nella UEFA. Se pensate che Gravina si sia fatto da parte, vi sbagliate: Gravina ha una strategia in testa e le sue dimissioni immediate sono per evitare il commissariamento, per evitare l’arrivo di Malagò immediato e per poter ancora orientare le scelte del calcio italiano, in combutta con Marotta e i suoi sodali che lo proteggono in Lega.

Quindi si stia attenti: da oggi parleremo di campionato, sì, ma che non vada in cavalleria tutto quanto accaduto, tutto quanto dovrà accadere, perché sennò fra quattro anni avremo ancora lacrime da spendere, perché ormai è chiaro che noi non possiamo pensare di andare al Mondiale per diritto divino, perché siamo quattro volte campioni del mondo e due volte campioni d’Europa. Ci hanno sbattuto fuori Svezia, Macedonia e Bosnia, tre squadre, specie le ultime due che non stanno manco tra le prime cinquanta nazionali del mondo. Una quarta volta potrebbe succedere ancora, perché rifondare non è facile, ci vuole tempo, ci vogliono anni, ci vuole un ciclo giusto, ci vuole una nazionale che abbia carta bianca, che abbia gli spazi giusti, una riforma dei campionati che dia più spazio nei momenti giusti, non una sosta ogni mese che spezza i campionati: va fatta una programmazione.

E quindi oggi quello che voglio dire è che non mi sta bene che tagliare le teste non basta e non serve a niente se non c’è un progetto affidato a gente che sa come si gestisce, sa come si lavora, che ha profilo internazionale, che ha carisma e che abbia soprattutto i poteri per poterlo fare, perché se i presidenti non capiscono che l’Italia fuori dal Mondiale per vent’anni è una rovina per tutto il sistema calcio italiano, vuol dire che questa miopia ci porterà a sbattere di nuovo".