Scotto: “Livello abbassato notevolmente dopo Spalletti! Allegri ha fatto scelte cervellotiche"
Giovanni Scotto, giornalista de Il Roma, ha analizzato sul proprio canale YouTube la sconfitta del Napoli contro il Villarreal, soffermandosi sul rendimento europeo degli azzurri e sulle difficoltà emerse in questo avvio di stagione: "Secondo me, il livello generale di questa squadra si è abbassato notevolmente, non dopo l'era Conte, ma già dall'ultimo anno di Spalletti. Mi dispiace soprattutto perché la cartina di tornasole è l'Europa, dove il Napoli fatica appena si alza il livello degli avversari, dando quasi l'impressione di essere una squadra di categoria inferiore. Prima non era così. Nell'anno dello scudetto con Spalletti, nonostante la delusione per l'eliminazione ai quarti contro il Milan, gli azzurri avevano dimostrato di essere competitivi anche in Europa. Penso anche al Napoli di Ancelotti e alla grande vittoria contro il Liverpool. Il problema, però, è strutturale e riguarda diverse squadre italiane. Basta guardare l'Inter, che sembra dominare in campionato e poi incontra difficoltà in Europa contro il Club Brugge, avversario che tra l'altro il Napoli dovrà affrontare. Quello che mi preoccupa maggiormente, in vista della partita di martedì contro il Bodø/Glimt, è che il Napoli da troppo tempo non riesce più a imporsi al Maradona nelle competizioni europee. Dopo questa sfida arriveranno le trasferte contro Club Brugge e Manchester City, poi le gare con Viking e Qarabag. Ci saranno quindi le occasioni per costruire la qualificazione ai playoff, che a mio avviso non è affatto compromessa nonostante le due sconfitte. Serviranno almeno dieci punti".
Scotto sulle scelte di Allegri e la crisi del Napoli
Il giornalista ha poi concentrato la propria attenzione sulla prossima trasferta di campionato, considerata uno snodo fondamentale per evitare che le difficoltà si trasformino in una crisi più profonda: “Secondo me, il livello generale di questa squadra si è abbassato notevolmente, non dopo l'era Conte, ma già dall'ultimo anno di Spalletti. Mi dispiace soprattutto perché la cartina di tornasole è l'Europa, dove il Napoli fatica appena si alza il livello degli avversari, dando quasi l'impressione di essere una squadra di categoria inferiore. Prima non era così. Nell'anno dello scudetto con Spalletti, nonostante la delusione per l'eliminazione ai quarti contro il Milan, gli azzurri avevano dimostrato di essere competitivi anche in Europa. Penso anche al Napoli di Ancelotti e alla grande vittoria contro il Liverpool. Il problema, però, è strutturale e riguarda diverse squadre italiane. Basta guardare l'Inter, che sembra dominare in campionato e poi incontra difficoltà in Europa contro il Club Brugge, avversario che tra l'altro il Napoli dovrà affrontare. Quello che mi preoccupa maggiormente, in vista della partita di martedì contro il Bodo/Glimt, è che il Napoli da troppo tempo non riesce più a imporsi al Maradona nelle competizioni europee. Dopo questa sfida arriveranno le trasferte contro Club Brugge e Manchester City, poi le gare con Viking e Qarabag. Ci saranno quindi le occasioni per costruire la qualificazione ai playoff, che a mio avviso non è affatto compromessa nonostante le due sconfitte. Serviranno almeno dieci punti".
Tornando alla sconfitta contro il Villarreal, Scotto ha criticato alcune decisioni di Allegri, pur riconoscendo il peso delle numerose assenze: “Qualche aspetto positivo comunque c'è stato. Il Napoli è rimasto in gara e ha costruito diverse occasioni. Non possiamo neppure dimenticare il peso degli infortuni. Detto questo, Allegri ha proposto una formazione a mio avviso cervellotica, a cominciare dal turnover in porta, che si poteva evitare. Anche l'impiego di Di Lorenzo a sinistra, pur dettato dall'emergenza, mi ha lasciato molto perplesso. Ho trovato incredibile sentire i telecronisti parlare di una sua grande prestazione, perché personalmente ho avuto un'impressione opposta. Favasuli e Olivera erano indisponibili, Lobotka è stato preservato, mentre McTominay è stato schierato nonostante una condizione fisica ancora precaria. Forse anche il gol sprecato è stato una conseguenza di questa situazione. C'è poi il discorso De Bruyne, che continua a giocare novanta minuti anche quando appare evidente che non riesce a mantenere un rendimento elevato per più di un'ora, forse anche meno. Mi sembra un calciatore scarico, capace di accendersi soltanto a sprazzi e che, dal punto di vista fisico, oggi non offre sufficienti garanzie. Il dato è preoccupante: il Napoli ha perso quattro delle otto partite disputate tra campionato e Champions League. Eppure, contro Como, Inter, Arsenal e Villarreal, non ha mai subito sconfitte nette. È sempre rimasto in partita. Paradossalmente, considero questo un elemento a sfavore di Allegri e della squadra, perché significa che gli azzurri hanno commesso errori talmente gravi da compromettere incontri che avrebbero potuto recuperare. Almeno due di quelle sconfitte si potevano evitare, forse addirittura tutte e quattro. Il problema riguarda sia la fase difensiva sia quella offensiva. Il Napoli spreca troppe occasioni, concretizza poco e mi sembra una squadra arida sotto porta. Allo stesso tempo, dietro un'apparente organizzazione difensiva, continuano a emergere numerosi errori individuali. Una volta sbaglia Politano, un'altra Anguissa o Rrahmani, come contro il Como. Lo stesso Politano aveva commesso un errore anche contro l'Inter. Sono episodi che si ripetono troppo spesso. Allegri, però, mi sembra abbia individuato il problema quando parla di scelte sbagliate ed errori tecnici. Ha ragione, perché è proprio quello che accade. Sotto porta manca precisione, spesso si sbaglia l'ultima giocata e continua a esserci la nota dolente rappresentata da Lucca. Non credo invece che il problema principale sia la mancanza di gioco. Tutti conoscevano Allegri e il calcio che propone, De Laurentiis compreso, che addirittura gli aveva detto: ‘Divertiti e facci divertire’. Il presidente sapeva benissimo quale allenatore stava scegliendo. Non possiamo sorprenderci se la squadra, una volta passata in vantaggio, tende ad abbassarsi. Quello che manca oggi è soprattutto l'equilibrio, come ha ammesso lo stesso tecnico. La gestione dei momenti della partita è pessima, ci sono letture sbagliate, anche da parte di Allegri in almeno un paio di occasioni, e soprattutto manca la capacità di difendere tutti insieme".
Infine, Scotto ha lanciato un avvertimento sulle possibili conseguenze di una stagione negativa, sottolineando quanto sia importante invertire immediatamente la tendenza: “Questa stagione, a metà ottobre, può ancora prendere due direzioni completamente opposte. Da una parte c'è la possibilità di risalire e ricostruire un Napoli forte, concreto e ambizioso. Dall'altra il rischio di un'annata anonima, con un'eliminazione precoce dall'Europa e la mancata qualificazione alla prossima Champions League. E quest'ultimo scenario rappresenterebbe un vero disastro economico per il Napoli”.
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