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Conte-Italia, CorSera: "Nome concreto, il futuro ct sarà un big"

Conte-Italia, CorSera: "Nome concreto, il futuro ct sarà un big"
Oggi alle 13:00Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Carlos Passerini, giornalista del Corriere della Sera, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "

Come sta Gattuso?

"Guardi faccio una premessa: le responsabilità di questo ennesimo tracollo non sono tutte del Ct, e credere che la colpa sia solo di Gattuso sarebbe il primo errore della nuova serie. Se si pensa che basta cambiare commissario tecnico, così come basta cambiare presidente della Federcalcio per risolvere tutti i problemi del calcio italiano, non abbiamo capito niente: prepariamoci a saltare anche il prossimo, anche quello dopo il Mondiale. Questa credo fosse una premessa doverosa. Detto questo, credo che anche Rino abbia commesso alcuni errori nella partita di andata, io ero inviato per il Corriere, e non credo tanto negli interpreti, nelle convocazioni, perché non credo che Rino abbia lasciato a casa Yamal o Messi di dieci anni fa: l'Italia questa è. Quindi sulla scelta dei giocatori non ho grossi appunti da fare, non credo che Zaniolo ci avrebbe portato al Mondiale. Credo che nella gestione della partita sia emerso qualche limite, forse qualche difficoltà, qualche errore di Rino. Di sicuro l'Italia ha subito troppo la partita, questo senz'altro, e credo che abbia fatto fatica anche nella gestione della gara. Qualche cambio non mi ha convinto, qualche sostituzione secondo me è stata inefficace, anche la lista dei calci di rigore non mi ha convinto, l'ordine. Di sicuro qualche errore lo ha commesso, ma qui credo che non ci siano persone in tutto il sistema calcio che possano sentirsi al riparo da critiche."

Il primo passo da fare per provare a ripartire, per cercare veramente di rialzarsi da questa batosta, qual è il problema principale da cui secondo te bisogna iniziare a lavorare?

"Credo che sia al plurale, innanzitutto, da comunicare. I problemi sono tanti, non c'è un problema solo. Credo che sia sotto gli occhi di tutti che c'è un problema generazionale, cioè che in questo momento l'Italia non ha grandi giocatori. Se noi togliamo Donnarumma, di fatto io faccio fatica a trovare veramente… possiamo metterci anche Tonali, però oltre quei due oggi faccio un po' fatica a trovare grandissimi campioni. Noi Yamal non ce l'abbiamo, e vi ripeto per fare un esempio: tutti i giocatori che oggi ha la Francia, onestamente non li abbiamo. Non abbiamo un Haaland."

Ma non c'è il talento secondo te? Oppure non si riesce a farlo emergere, a tirarlo fuori?

"Io credo che siano entrambe le cose, nel senso che il talento è una cosa che nasce: Maradona ce n'è uno solo e non è più rinato, quindi è evidente che solo Maradona era Maradona. C'è anche qualcosa di fatale, di casuale: se Pogacar nasceva 50 km più a sinistra avevamo uno dei più grandi campioni del ciclismo della storia italiana; se Sinner fosse nato 30 km più a nord magari non avremmo Sinner come uno dei più grandi tennisti al mondo in questo momento. Quindi c'è una parte anche di casualità. Credo però che le responsabilità, cioè ciò su cui noi possiamo incidere come sistema calcio, sia la coltivazione dei talenti. Siccome Maradona ce n'è uno, però il calcio va avanti e si gioca anche senza Maradona, ognuno fa con quello che ha: tu speri che prima o poi nasca Maradona a casa tua, però intanto devi coltivare i tuoi talenti. Per coltivare devi dare loro fiducia, devi creare le strutture che li sostengano, ma devi creare anche un ambiente che li sostenga mentalmente, perché questo è quello che sta mancando in questo momento in maniera molto chiara. Lo vediamo: in Italia giocano tanti giocatori che hanno 35-40 anni, grandi campioni, alcuni meravigliosi come Modric che ho avuto la fortuna di intervistare, però è chiaro che un campionato che accoglie giocatori a fine carriera e che spesso tolgono il posto a scommesse giovani, magari italiane, è un campionato che non guarda tanto al proprio futuro."

Dato che ne scrivi questa mattina, tra i nomi che vengono accostati alla Nazionale c'è quello di Antonio Conte.

"Credo che siamo in una fase ovviamente molto iniziale di tutta questa corsa al nuovo Ct. Io credo che le chance di Gattuso di restare siano molto basse, non credo che si metterà da parte, però sono basse le possibilità di una sua conferma. Lui stesso è tentato di lasciare, ma non credo lo farà. Il nuovo presidente della Federazione sceglierà un nuovo Ct e sceglierà un nome importante, non farà una scelta come quella di Gattuso, per intenderci, cioè un Ct sperimentale. L'intenzione che circola è quella di prendere un Ct che offra garanzie ed esperienza. Tra i nomi ci sono Antonio Conte, Roberto Mancini e Simone Inzaghi, ma anche altri: si è parlato di Allegri. Di sicuro quello di Antonio Conte è un nome che sta circolando tanto in queste prime ore. Detto questo, non è così semplice, perché sappiamo che Conte è l'allenatore del Napoli, che sta ragionando su un futuro ancora lì e mi pare che nelle ultime settimane sia diventata abbastanza chiara questa sua volontà. È vero che i contratti nel calcio contano fino a un certo punto, però da quello che risulta a me lui è sempre più convinto di proseguire con il Napoli, nonostante alcune incomprensioni con De Laurentiis. Antonio Conte è un grande allenatore dal carattere non semplice, forse proprio per questo è un grande allenatore. C'è questo nodo, sicuramente. Lui era già stato sondato per un ritorno in Nazionale e, da quello che risulta a me, non aveva mai detto 'no' in modo definitivo. Io credo che lui abbia dentro l'idea di completare quel percorso che aveva avviato anni fa con la Nazionale. Detto questo, è una partita tutta da giocare: lui è in gioco, ma vedremo cosa succederà."