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Forgione: "Lukaku ha 'passato' il Napoli, il suo obiettivo è il Mondiale"

Forgione: "Lukaku ha 'passato' il Napoli, il suo obiettivo è il Mondiale"
Oggi alle 16:40Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto in diretta ed è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.

Napoli avvolta ancora dal caso Lukaku con una novità importante, anzi due: Lukaku non si è presentato alla convocazione del club e il club ha risposto con un comunicato, cosa ne pensi?

"È l'obvia risultante di una diatriba che si è protratta in questa settimana, il Napoli si prende posizione, quindi c'è qualcosa che non va indubbiamente. Adesso non sappiamo quali sono i veri motivi, però è chiaro che Lukaku se ne sta in Belgio perché oramai la sua priorità non è più il Napoli, non è il fine stagione col Napoli, visto che la sua condizione è talmente precaria da non potergli assicurare nulla. Conte, nonostante sia il suo mentore, non gli può assicurare nulla, ha un attaccante che invece gli assicura presenza, esecuzione di temi tecnici e tattici e quindi è un passaggio molto particolare nella carriera di Lukaku che fondamentalmente si vede un po' perso in questo momento. Quindi l'unico obiettivo all'orizzonte è quello del Mondiale e lui sta mirando a quello e sta passando il Napoli, è triste dirlo ma purtroppo è questo."

Lui rischia di perdere anche il Mondiale così? Un calciatore che viene messo fuori rosa poi non ha possibilità di mettere minuti nelle gambe, rischia davvero tanto.

"Sì, questo fa parte del rischio che si sta assumendo, però se sta facendo questo il rischio è anche calcolato. Non credo che stia agendo incoscientemente da solo, io credo che si sia consultato con qualcuno, forse con lo stesso Garcia, nella speranza di averlo ai mondiali in una forma non atletica ma comunque fisica integra. La forma atletica magari la può guadagnare strada facendo, il mondiale è un torneo anche lungo, nel giro di 1-2 settimane può trovare una condizione anche minima. Ricordiamo quello che è successo a Totti nei mondiali del 2006, più o meno la situazione è analoga: Totti non fece un gran mondiale ma comunque assicurò la presenza."

Quindi anche il ruolo nello spogliatoio può incidere?

"Sì, ma poi certi calciatori diventano anche uomini spogliatoio, lui lo è, lo è stato a Napoli e questo è anche un fattore da considerare perché un atteggiamento del genere gli fa perdere anche dei galloni, credo anche al cospetto dell'allenatore e del gruppo. Però credo che comunque, per tornare alla questione mondiale, bisogna vedere chi ha dietro, chi sono gli attaccanti del Belgio e non penso che ci siano talmente tanti attaccanti di livello da poter fare a meno di Lukaku. Un Lukaku al 50-60% fa sempre comodo al Belgio in questo momento."

Possiamo dire che Lukaku, in questi due anni, è stato un affare per il Napoli oppure una minusvalenza?

"Dal punto di vista tecnico l'anno scorso non si è discusso, non si doveva discutere. È stato importante e anche decisivo nell'economia dello scudetto, altrimenti non lo vinci uno scudetto se non hai un attaccante di livello. Il Napoli non avrebbe vinto lo scudetto se non avesse avuto un Lukaku là davanti, che ha distribuito assist e ha fatto gol. Purtroppo quest'anno è stato messo fuori gioco da quell'infortunio che gli ha cambiato totalmente il destino o ha cambiato anche il destino del Napoli. La conseguenza è anche quello che sta succedendo adesso: lui si vede separato dal suo mentore che adesso predilige Højlund per evidenti motivi. Le garanzie gliele dà Højlund e non Lukaku. Quindi la situazione è inversa rispetto a prima e bisognerà vedere quest'estate cosa succederà. Può essere anche che questa situazione porti a un vantaggio per il Napoli, perché quando si parla di soldi, quando accadono certe situazioni, si cerca di sfruttarle anche sotto questo aspetto. Se Lukaku dovesse forzare la mano il Napoli avrebbe carte da giocarsi per ridurre il danno."

C'è chi ipotizza che dietro questa situazione ci sia anche lo zampino di Garcia. Lukaku rischierebbe davvero così tanto senza una strategia?

"È quello che ho detto prima, non credo che sia così sprovveduto da agire da solo. È un ragazzo con un'esperienza importante, quindi sa come muoversi e se si muove lo fa consultando magari i suoi procuratori, magari in funzione dei mondiali. Io ritengo che qualche garanzia gliel'abbia data l'allenatore della Nazionale belga, a patto che lui si presenti con una forma decente. Sta percorrendo una strada rischiosa mettendo davanti la nazionale al Napoli e questo dispiace, perché poi il Napoli è il club che lo paga e che ha investito su di lui."

Secondo te ha parlato con Antonio Conte prima di prendere questa decisione?

"Credo anche che abbia parlato con Conte, forse Conte non è d'accordo. Non penso che Conte sia felice di questa situazione, lui vuole sempre tutti a disposizione. Il gruppo per Conte è fondamentale, bisogna essere tutti pronti e quando proprio il suo pupillo fa questo non credo che sia contento."

Questa situazione crea problemi anche dal punto di vista tattico al Napoli?

"Sì assolutamente, perché poi ti vai a giocare un finale di stagione importante. Hai bisogno di tutti i migliori elementi e anche di quelli che facciano gruppo. Se un Lukaku manca, perdi tanto anche nello spirito collettivo. L'anno scorso il Napoli ha vinto lo scudetto proprio con il gruppo e senza quello spirito non avrebbe raggiunto l'obiettivo."

Possiamo definirlo un “core ingrato” oppure è una scelta professionale?

"Non lo so, qua non entrano in ballo contratti o soldi, ma un'esigenza personale sportiva. Lui vuole chiudere la carriera al meglio, sa che è l'ultimo mondiale e magari vuole mettersi in vetrina per un ultimo contratto importante. Ha capito che il Napoli non punta più su di lui e quindi sta facendo le sue valutazioni. Non lo chiamerei “core ingrato”, però lascia l'amaro in bocca questa situazione."

Quel “non volterò mai le spalle al Napoli” può essere letto come una dichiarazione in vista del mercato estivo?

"Sì, bisogna capire perché ha detto quella frase. Probabilmente sapeva già come si sarebbe comportato, quindi è stata una dichiarazione preventiva. Ha preso la decisione di non tornare e quindi tutto quello che succederà dopo è difficile da prevedere. È chiaro che la situazione è evidente: ha 32 anni, un ingaggio importante e davanti adesso ha Højlund. Non sarà più il titolare, quindi è normale che i suoi procuratori si muovano per trovare soluzioni e permettere anche al Napoli di monetizzare."