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Dazn, Cirillo: "Non solo ruolo e provenienza, Vergara ha un'altra cosa simile a Insigne"

Dazn, Cirillo: "Non solo ruolo e provenienza, Vergara ha un'altra cosa simile a Insigne"
Oggi alle 17:20Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone

Barbara Cirillo, giornalista Dazn, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android) “Il mercato di gennaio è sempre complicato, soprattutto per squadre che hanno obiettivi importanti. Inserire giocatori pronti, capaci di adattarsi subito agli allenamenti e al lavoro di Conte, non è semplice. Io credo che il Napoli abbia centrato i suoi obiettivi, anche perché – e lo dico convintamente – i veri acquisti saranno i rientri dagli infortuni. In questo momento la notizia più importante del mercato del Napoli è il minutaggio ritrovato di Lukaku. Conte lo ha detto chiaramente: in questa fase è più importante recuperare i titolari che aggiungere nuovi elementi”.

Quindi la panchina corta è stata una scelta precisa?
“Sì, è stata una dichiarazione di intenti. Conte e Stellini lo hanno spiegato: ci sono giocatori che magari possono servire numericamente, ma non sono utili al progetto. Mandarli via è stato giusto. Chi è arrivato, come Giovane, è un ragazzo che secondo me, sotto la guida di Conte, può far vedere cose importanti”.

Oltre ai rientri, però, c’è un’esplosione che ha sorpreso tutti: quella di Antonio Vergara. Che percezione c’è fuori da Napoli?
“È stata una bellissima scoperta. E poi, inevitabilmente, quando si parla di italiani e di giovani, con marzo che si avvicina, si pensa anche alla Nazionale. È normale immaginare che Gattuso lo stia osservando. È piacevole vederlo giocare: ha spontaneità, cattiveria agonistica, ma anche divertimento. Quella gioia lì, quella voglia di giocarsi la chance al cento per cento, è tipica di chi è nato e cresciuto con quella maglia addosso”.

In molti lo hanno accostato a Insigne.
“Non solo per il ruolo o per l’esultanza. È proprio l’atteggiamento. È la gioia di chi sente quella maglia come qualcosa di suo. È anche una storia bella da raccontare, per il suo passato e per l’infortunio che ha vissuto. Lo scherzo del destino è che l’infortunio di un altro giocatore gli abbia aperto questa porta. È una buona notizia non solo per il Napoli, ma anche per la Nazionale: può essere una forza fresca, spensierata, utile anche a Gattuso”.

C’è spesso la polemica italiani-stranieri.
“A me non piace. L’importante è che i giocatori siano forti. Però è chiaro che, pensando alla Nazionale, fa piacere sapere che in casa nostra ci sono ragazzi come Vergara, Palestra, Sebastiano Esposito. Siamo passati dal dire ‘mancano gli italiani’ al dover pescare oriundi, come Retegui, al renderci conto che in realtà ce li abbiamo in casa. Bisogna sfruttarli”.

Guardando alla classifica, il mercato di gennaio ha cambiato gli equilibri in testa?
“Non molto. L’Inter ha un vantaggio, ma fino al Como vedo una lotta serrata per tutte le posizioni europee. Per il Napoli, più che il mercato, il vero valore aggiunto saranno i recuperi. Basta pensare a quanti giocatori erano in infermeria: vedere lo spogliatoio quasi vuoto nell’ultima partita faceva impressione. All’inizio stagione era un Napoli ricco di scelte, ora Conte ha bisogno di riavere una rosa completa”.

Secondo te chi ha sfruttato meglio il mercato di gennaio?
“La squadra che ne ha beneficiato di più, secondo me, è la Roma. Con Malen ha trovato l’attaccante che mancava. È tornata a fare gol, cosa che non le riusciva, e questo può cambiare il suo cammino da qui a fine stagione”.