Podcast

Sportitalia, Longari: "Infortuni responsabilità di Conte! Dall'inizio va con gli stessi..."

Sportitalia, Longari: "Infortuni responsabilità di Conte! Dall'inizio va con gli stessi..."
Oggi alle 17:40Radio Tutto Napoli
di Pierpaolo Matrone

Gianluigi Longari, giornalista di Sportitalia, è intervenuto nel corso di "Napoli Talk" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "In campionato il Napoli trarrà giovamento dall’essere uscito dalla Champions League. Però non penso sia ciò a cui i tifosi aspiravano, né De Laurentiis. Il Napoli deve diventare una realtà stabile anche a livello continentale, e con questa maniera di pensare non ci riesci”.

Stai dicendo che le responsabilità sono di Conte?
“Secondo me le responsabilità sono quasi tutte di Conte, da questo punto di vista. Lo stimo tantissimo: per me è il miglior allenatore in Italia, non ho dubbi. Il problema è la gestione, che secondo me è completamente sbagliata, e poi le conseguenze le paghi anche sugli infortuni. Parlare sempre di cattiva sorte, per uno che non concede alibi a nessuno, nemmeno a se stesso, è un discorso che non regge. Un po’ di autocritica non guasterebbe”.

In che senso gestione sbagliata?
“Quando aveva tutti a disposizione sceglieva sempre gli stessi. E quando fai così, li usuri e vai incontro a problemi fisici. Il Napoli gli aveva messo a disposizione tante scelte per garantire rotazioni regolari e far sentire tutti coinvolti. Non è successo. E non parlo solo dell’ultimo periodo: è una programmazione che devi fare da settembre, da ottobre. Se ci pensi solo quando arrivi a gennaio, è tardi”.

Conte però ripete che “si gioca troppo”. Non è un problema di sistema?
“Si gioca tanto, sicuramente. Ma Conte lo mette in luce perché è l’unico che non lo sa gestire. Non mi risulta che altri allenatori top abbiano lo stesso tipo di problematica, fino a trasformarla in una lamentela costante. Tutti hanno gli stessi impegni: devi attingere alla rosa ampia. Se non lo fai, poi paghi il conto”.

Un dato fa discutere: il Napoli è tra le ultime in Serie A per numero di sostituzioni…
“È emblematico. È un segnale, un campanello d’allarme. Se fai poche sostituzioni e usi sempre lo stesso blocco, alla lunga si crea usura. E quando poi arrivano i mesi più duri, ti ritrovi senza il ventaglio di scelte che avevi a inizio stagione”.

Parliamo di Vergara: è esploso “all’improvviso”. Merito di Conte?
“Più fortuna che merito. Vergara lo alleni da sei mesi: non ti puoi accorgere solo ora che non è uno dei tanti. Ha qualità, partecipazione, voglia, spirito di sacrificio: ha tutto per appartenere a una squadra di Conte. Per me è più una colpa non essertene accorto prima, che un merito averlo oggi”.

E il discorso vale anche per Beukema? Perché gioca così poco?
“Non so quale sia la problematica, ma Beukema è stato uno dei centrali più performanti del campionato. È strano che all’improvviso non dia più garanzie per giocare una partita. Il punto è più generale: non ti puoi aspettare che un nuovo arrivi e sia subito perfetto nei meccanismi di Conte. Però se non gli dai mai campo, come fai a farlo crescere? L’apprendimento lo fai giocando: sbagli, correggi, migliori. Se lo tieni sempre fuori perché ‘non dà garanzie’, non costruisci nulla”.

Cosa ti aspetti ora, con la settimana tipo? Anche sullo Scudetto…
“Mi aspetto un Napoli che vinca quasi tutte da qui alla fine. Ha rosa e qualità, e senza partita in mezzo torna nel suo habitat naturale. Non so se rientrerà fino in fondo per lo Scudetto, ma siamo a inizio febbraio: c’è tempo. E ci sono squadre che hanno bruciato vantaggi enormi in poche settimane”.

Ultima: quali rischi vedi a Marassi contro un Genoa in ripresa?
“I rischi sono quelli che corri sempre in trasferta, ma il Napoli non dovrebbe avere problemi. Deve diventare una schiacciasassi contro squadre inferiori per qualità e meccanismi. De Rossi sta lavorando bene, ma è appena arrivato: il Napoli deve superare l’ostacolo con relativa agilità”.