Da 0 a 10: ADL compra il nuovo Mertens, la cura shock di Spalletti, la finta rabbia di Osimhen e la misteriosa scelta di Anguissa

Il Napoli batte anche il Bologna: segna una doppietta Insigne, meraviglioso gol per Fabiàn.
29.10.2021 16:52 di Arturo Minervini Twitter:    vedi letture
 Da 0 a 10: ADL compra il nuovo Mertens, la cura shock di Spalletti, la finta rabbia di Osimhen e la misteriosa scelta di Anguissa
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© foto di Cesare Purini / Insidefoto

Zero fastidio. Il Bologna è una zanzara che fa un carpiato in una piscina di Autan, è un fastidio latente, un ronzio che si ferma al casello autostradale senza nemmeno arrivare al Maradona. Una prova di forza, quasi un abuso. Dal primo all’ultimo minuto la dea speranza non si è mai palesata agli occhi dei ragazzi di Mihajlovic, probabilmente costretti ad un corso di autostima dopo aver incontrato questo Napoli. Impressionante. 

Uno il gol preso nelle ultime sette di campionato (in mischia contro la Fiorentina). È un voto di castità, un rigore assoluto dello spirito che non si concede nessuna distrazione. È l’armonia dei movimenti, degli intenti, delle volontà alla base di un risultato strabiliante, credere che ragionare di squadra può rendere il singolo eccezionale. L’uno che trova la forza nel tutto e non il contrario. Il ribaltamento ideologico del Divide et impera. 

Due rigori che nascono dal re del caos: è Joker senza maschera o forse è Jim Carrey che trova ‘The Mask’ per il modo in cui riesce a snodarsi, un incubo costante per le certezze di ogni difesa. Pensi di averlo fermato, ma Osimhen riparte. Pensi che sia innocuo e già sta puntando verso la porta. Il fattore Victor incombe sulle teste delle rivali, oscura il sole come una navicella spaziale di Independence Day. È fatto di materia sconosciuta agli umani, per i tifosi del Napoli alimenta una materia cara a Shakespeare: i sogni. Avrebbe voluto tirare un rigore, Insigne gli ricorda le gerarchie, lui non si arrabbia col capitano. Aveva solo tanta voglia di fare gol.

Tre…nta metri, un pallone stampato all’incrocio, la faccia che resta sempre la stessa. Probabilmente Anguissa dopo la gara torna a casa senza nemmeno fare la doccia, si cambia giusto le scarpe. Gioca e non fatica. Domina e non ha bisogno nemmeno di alzare la voce. Si impone, con l’eleganza che s’abbina ad una fisicità dirompente. Ricorda Tim Duncan per la capacità di trattenere a sè ogni emozione. Noi invece no Frank. Noi stiamo perdendo proprio la testa per te. Vorremo scriverlo su tutti i muri come Jovanotti. 

Quattro giorni pieni di recupero per la Salernitana, due appena per il Napoli. Scherzetti senza dolcetti del calendario, trame a volte inspiegabili ma necessarie in questo pallone che non si concede un attimo di respiro. Importante, dunque, centellinare le energie, dosare gli sforzi. Col Bologna è sembrata una passeggiata, ma la sensazione non racconta dell’intensità messa in campo. Sarà fondamentale allargare ancora un pochino le rotazioni.

Cinque assenti, poche idee, tre sberle. Al Maradona son dolori per Mihajlovic, che riceve però la notizia che farà di questo giorno unico: è diventato nonno. Auguri al vecchio leone Sinisa, che nel dopo gara non si nasconde mica: "Rosa forte e pubblico straordinario, spero che il Napoli vinca lo scudetto!”. Ti vogliamo bene assai. 

Sei il voto in campo spazzato via dalla notizia del post-gara: “I nostri cuori esplodono di gioia: diamo il benvenuto al nostro piccolo napoletano”. Così l'hanno annunciato Dries Mertens e la moglie Kat, aspettano un bambino. Il loro primo figlio, un 'little Napolitan boy' scrivono sui social. E, magia di questo sport chiamato calcio, è come se nascesse un figlio ad un nostro caro amico. Auguri Ciro! Auguri Kat! Gli zii non vedono l'ora di conoscere questo piccolo scugnizzo. De Laurentiis, inizia a far firmare un precontratto al ragazzo

Sette mesi e mezzo. Ancora a fare i conti con l'incubo di non tornare più. A lavorare come un matto, per dimostrare al mondo che c'è ancora spazio per tornare quello che eri. Il nuovo inizio di Ghoulam, con la speranza che sia davvero la volta buona. Come canta Caparezza: “Il mio fine è fare di ogni fine un buon inizio”. Chi più di questo ragazzo ha trovato la forza di ricominciare dalla macerie di un corpo che troppe volte lo ha tradito. Noi, siamo tutti con te Faouzi. Te lo meriti. Ti meriti tutto.

Otto allo specchio, che può riflettere tutte le tue paure. Lorenzo tiene alto lo sguardo, dagli undici metri incrocia qualche fantasma che gli ricorda che il passato torna se gli apri la porta. Insigne, invece, respinge i recenti errori e per due volte si prende il centro della scena, recita la parte del protagonista. “Teatro significa vivere sul serio quello che gli altri, nella vita, recitano male” diceva il grande Eduardo. Convertire gli errori in energia è l’unico modo per mantenere brillante l’interpretazione.

Nove vittorie su dieci, appena due punti lasciati nel cammino virtuoso. Fagocita tutto quello che incontra, si tiene stretta ogni possibilità come posseduto dal demone dell’avarizia. Come scrive Molierè “Il verbo “Dare” gli è tanto in odio che non dice mai “Ti dò il buon giorno”, ma “Te lo impresto”. È un approccio di questo tipo ad ogni gara: zero concessioni all’avversario, zero concessioni a se stessi. Il Napoli vuole tutte e se lo prende. Mette in saccoccia ogni monetina, consapevole che ogni soldo risparmiato è un soldo conservato. Così come i punti in classifica.

Dieci a quel mancino lì, che fa quel che gli pare. Che sai già come andrà a finire, quando per un istante alza la testa e prende la mira. Lo sanno tutti, ma nessuno può evitare che accada. C’è la magnificenza di una guglia della Sagrada Familia in quel corpo che spadroneggia, tende all’infinito, lo accarezza, stuzzica le leggi dell’universo con quel sinistro che è schiaffo in faccia alla mediocrità. La perfezione che si fa terrena, l’infinito che si fa gesto atletico, la balistica che viene dominata da un sol uomo. La vera rivoluzione di Luciano Spalletti si chiama Fabiàn, la gemma impolverata che ora splende al centro del progetto Napoli. Una cura shock per la velocità degli effetti.