Da 0 a 10: i milioni che terrorizzano ADL, il piano del Sarri 2.0, lo svincolato a sorpresa e Gattuso con la nostalgia del Pisa

Napoli fuori dall'Europa League, non bastano le reti di Zielinski e Fabiàn. Gattuso ancora sotto accusa, bella prova di Ghoulam
26.02.2021 15:23 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    Vedi letture
Da 0 a 10: i milioni che terrorizzano ADL, il piano del Sarri 2.0, lo svincolato a sorpresa e Gattuso con la nostalgia del Pisa
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© foto di Daniele Mascolo/PhotoViews

(di Arturo Minervini) - Zero spaccato, perché uno non basterebbe a inchiodare i colpevoli di questo scempio alle proprie responsabilità. Va fuori anche dall’Europa il Napoli, contro un Granada che a tratti nemmeno si reggeva in piedi. Bisogna dividere le colpe, le amarezze, le incongruenze e interrogarsi sull’ennesimo flop stagionale. Gattuso dice di aver bisogno dei tappi per non sentire certe polemiche, noi vorremo usarli per non sentire l’ennesima fiera della banalità, un qualunquismo degno del corregionale Cetto. Da aggiungere al Kit Partita anche una benda come quella di Sandra Bullock in Bird Box: almeno evitiamo di guardare certe oscenità tattiche.

Uno il gol che Montoro segna, rischiando quasi di morire di solitudine in piena area azzurra. Dopo aver composto diverse epistole intrise di malinconia, invocando la disperata necessità di dialogare con altro essere vivente, il numero 19 trova il tempo di piazzare la zuccata che inchioda Meret e condanna il Napoli. La distanza che c’è tra l’attaccante e i difensori è la stessa che ha il Napoli dal concetto di squadra in questo momento: siderale. 

Due reti segnate ed un secondo tempo che è quasi una reazione nervoso, a tratti isterica, di un corpo da troppo tempo atrofizzato. Nel cielo azzurri si intravedono sprazzi di volontà col rientro di Mertens, passando ad un assetto tattico congeniale allo scopo e alle risorse. Un proverbio cinese recita: “Quando sei ricco trovi parenti anche tra gli sconosciuti, quando sei povero trovi sconosciuti anche fra i parenti”. In questo momento si è trascinato da solo dentro ad un baratro e dovrà uscirne con le proprie forze.

Tre in mezzo ed Elmas a fare il terzino. Gattuso cerca  improbabili alchimie, quando invece la squadra arranca alla voce ‘certezze’. Si sveglia con la fantasia di ‘Divenire uno scienziato’ come in una pellicola cult di Maccio Capatonda, sperimentando il macedone in ruolo che non gli sarebbe stato affidato nemmeno al più inguaribile degli ottimisti. Alla luce della prestazione di Ghoulam, sorge un dubbio: ma Gattuso dov’era durante gli allenamenti?Non l'aveva visto quel Ghoulam?

Quattro come il quarto posto che vale la Champions. De Laurentiis terrorizzato dalla prospettiva di perdere la barca di milioni che imporrebbe una revisione dei conti, Gattuso è solo come Leonardo Di Caprio sulla sua ultima spiaggia. Questo Napoli è assolutamente da quarto posto, come era (almeno) da ottavi di Europa League. Gattuso dice che ci proverà, vorrebbe dare i toni dell’impresa a quella che impresa non sarebbe. L’impresa è questo disastro combinato negli ultimi tre mesi.

Cinque alla soglia di attenzione. Perchè Gattuso commette errori, ma bisogna chiedersi se inconsciamente non sia divenuto parafulmine per tutta la squadra. Perchè il caos che regna ha l’effetto di tirare fuori il peggio dai singoli, convincerli che è colpa di qualcun altro e allora tutto vada come deve andare. La società farebbe bene a fare quattro chiacchiere con qualcuno, ormai da settimane stipendiato ma utile alla causa azzurra come un bicchiere d’acqua minerale nella Fossa delle Marianne. 

Sei a Fabiàn, ancora arruffone per quello che è il livello estetico del suo calcio quando è al massimo. Segna, pasticcia anche prima di segnare rischiando di vanificare l’azione, ma potrebbe incidere molto di più con la sapienza di un calcio che gli appartiene e che non può aver dimenticato. Segnali di ripresa ce ne sono, la continuità è ancora tutta da inseguire. 

Sette come la settimana da Dio invocata da Gattuso. Il disco rotto su cui zompetta la puntina, una musica disturbata che ha il ritornello di un lamento. Ma Rino pensava di allenare ancora il Pisa? Non conosceva le ambizioni del Napoli? È imbarazzante la continua invocazione alla Settimana Tipo, che potrebbe restare il suo unico obiettivo raggiunto in stagione. De Laurentiis, europeista più di Mario Draghi, che ne pensa? Cosa dice? È soddisfatto di un tecnico che quasi esulta dopo l’ennesima figuraccia? Speriamo che quest’acqua miracolosa della settimana tipo abbia l’effetto rigenerante della piscina di Cocoon, riattivando gli appetiti di una squadra da troppo tempo senza fame.

Otto al ballo solitario di Pietro. Traccia un solco profondo nel terreno, affondando le ruote motrici che sanno poi diventare le mezze punte di un ballerino di danza classica quando c’è da invertire il ritmo. Tutto Zielinski in trenta metri, l’esplosione di gusto, potenza, delicatezza e tecnica che inclina il piano della gara, inverte la polarità di una gara che andava poi attaccata alla giugulare. Invece, dopo la meraviglia del polacco, il Napoli si rintana, si fa attendista. E l’attesa, quando non hai la mente lucida, si trasforma presto in paura. Detto, fatto. Ma quanto è forte Piotr. 

Nove alla gioia di rivederlo su quella fascia a martellare calcio come uno scultore con un pezzo di marmo. Faouzi entra e cambia la gara, non smette nemmeno per un secondo di puntare il fondo, di mettere in mezzo idee che non diventano geniali solo per la confusione che regna nella testa di qualche compagno. Con tutta la qualità del suo mancino, con la falcata che azzanna metri ad una voracità che gli avversari non possono sostenere. Un tuffo nella nostalgia, una corda speciale in quel violino zingaro che è il cuore. Chissà se sei tornato davvero. Non sarebbe bello. Sarebbe molto di più. Col Benevento dal primo minuto, sarebbe come pescare uno svincolato nel momento del bisogno.

Dieci a quello che resta, che va salvato. Per il presente, per il futuro che è già adesso. De Laurentiis intervenga, pianifichi, supervisioni. Deve sporcarsi le mani il patron, incidere in prima persone sugli eventi che seguiranno. Faccia tremare qualche parete, inviti chi è sceso da questa nave a ‘tornare a bordo ca**o’. La qualificazione alla Champions darebbe nuove prospettive, colori dal tono accesso nel disegno del domani. Quel che verrà, lo decida in fretta Aurelio. Sarà quel che sarà. O sarà Sarri. Il piano di Aurelio sembra essere proprio un Comandante 2.0.