La cattiva informazione: James ed il presunto fallimento di Monaco smentito dai numeri

Eccoci qua. Come sempre. Come tutte le volte. A raccontare quello che siamo, i nostri vizi, la nostra ineluttabile attrazione verso il masochismo
13.06.2019 17:27 di Arturo Minervini Twitter:    Vedi letture
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La cattiva informazione: James ed il presunto fallimento di Monaco smentito dai numeri

(di Arturo Minervini) -  Eccoci qua. Come sempre. Come tutte le volte. A raccontare quello che siamo, i nostri vizi, la nostra ineluttabile attrazione verso il masochismo. James Rodriguez, si parla di lui. Di chi sennò. Di chi si potrebbe parlare in queste ore caldissime, con il Napoli che lavora per piazzare un colpo che sarebbe sensazionale. Per troppi motivi, che già abbiamo provato a spiegare e che proveremo a spiegare ancora in caso di esito positivo della trattativa con il Real Madrid. Resta però un punto da chiarire, analizzando meglio le voci che si stanno insinuando nelle ultime ore tra i vari commenti espressi sul possibile affare. 

Il presunto fallimento di Monaco. Frase tipica del momento ‘Se fosse stato buono, il Bayern lo riscattava’. Giusto partire dal qualunquismo e provare a confutarlo con alcune semplici considerazioni. In primis le parole di Rumenigge, direttore generale del Bayern Monaco: ”Posso dire che James ci ha chiesto di non essere riscattato perché vuole avere la garanzia di essere titolare con continuità e qui non possiamo assicuraglielo”. Una separazione consensuale insomma, con un calciatore che ha avvertito il bisogno di sentirsi nuovamente fondamentale in progetto, dopo un biennio in una piazza che non gli ha scaldato il cuore. 

Numeri in soccorso. Affermare, però, che James abbia fatto male nell’esperienza in Germania, è un pochino azzardato se si contestualizza il discorso e si entra nello specifica. Il colombiano in questa stagione, per vari fastidi fisici, ha collezionato 20 presenze in Bundesliga ma appena 13 dal primo minuto. Nonostante ciò, ha realizzato 7 reti e fornito 4 assist nei 1.139 minuti disputati. In pratica: ogni 103’ giocati James o ha segnato o ha fornito un passeggio decisivo per un compagno. Non proprio un disastro insomma. 

Facciamo un passo alla prima stagione in Germania: 28 presenze in Bundesliga, 19 da titolare e all’attivo 7 reti e la bellezza di 11 assist in 1.623 minuti disputati. Anche in questo caso il calcolo è abbastanza semplice: un gol o un assist ogni 90’ giocati. Totale nel biennio in Bundesliga: giocati 2762 minuti, 14 reti e 15 assist in 48 presenze (appena 32 da titolare) con una rete o un assist ogni  95’ disputati. Evidente, dunque, che il problema di James non sia la qualità o la capacità di incidere  in una partita di gara. Il classe ’91 ha solo bisogno di ritrovare serenità, forti motivazioni ed una piazza che sia capace nuovamente di esaltare il suo infinito talento. Non resta che incrociare le dita e sperare. Altro che fallimento...