Guido Clemente di San Luca a TN: "Giustizia è fatta, sconcertante il racconto dei fatti dei media nazionali"

Guido Clemente di San Luca, Ordinario di Diritto Amministrativo, Università della Campania Luigi Vanvitelli, ha analizzato per Tuttonapoli la questione Juve-Napoli. 

23.12.2020 12:10 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    vedi letture
Guido Clemente di San Luca a TN: "Giustizia è fatta, sconcertante il racconto dei fatti dei media nazionali"

Guido Clemente di San Luca, Ordinario di Diritto Amministrativo, Università della Campania Luigi Vanvitelli, ha analizzato per Tuttonapoli la questione Juve-Napoli. 

"La sentenza del Collegio di garanzia del CONI va accolta senza alcun trionfalismo. Così deve fare chi - pur se emotivamente coinvolto da tifoso - ha una conoscenza anche elementare del diritto. Potremo esprimerci con adeguata cognizione di causa solo quando avremo modo di leggere la sentenza. Oggi, sulla base del solo dispositivo, è possibile affermare soltanto che la Cassazione sportiva ha reso giustizia, cancellando le sentenze di 1° e 2° grado, che s’erano espresse ignorando in maniera evidente i più elementari principi giuridici. E così facendo - prevedendosi l’inesorabile esito ove si fosse finiti davanti al giudice amministrativo - ha salvato l’ordinamento sportivo da un pericolosissimo corto circuito, che avrebbe rischiato di comprometterne seriamente l’autonomia.

Quel che appare sconcertante, ancora una volta, è il racconto dei fatti da parte dei media nazionali. Anziché riferire, come doveroso, dell’essersi fatta giustizia, assecondano il pensiero tracotante della Juventus. Le dichiarazioni di Pirlo dopo la sconfitta con la Fiorentina ne sono una conferma avvilente. Abbiamo già usato l’espressione ‘giornalisti pronubi’: quasi tutti quelli delle tv e delle radio nazionali chini ad assecondare una lettura della vicenda in chiave esclusivamente bianconera. Tolti tre punti alla Juve? Ma se erano dati assegnati nonostante la questione fosse sub iudice! Dovrebbero, invece, recitare un doveroso mea culpa, riconoscendo di aver assunto in questi due mesi una posizione sbagliata e preconcetta. 

Veniamo a stasera. «Ammesurate ’a palla!». Dopo la partita con la Lazio, l’antico detto napoletanto (dalle origini incerte), che esprime tutta la profondità della saggezza popolare, va affettuosamente rivolto (oltre che a tutti noi) a Gattuso, il nostro condottiero. Sin dall’inizio, contrariamente alla opinione largamente maggioritaria, ho sostenuto che Ringhio non è soltanto un motivatore, e tatticamente non è un fondamentalista. Mostra solida preparazione, che attentamente aggiorna con costanza. Stavolta, secondo me, deve far tesoro degli errori commessi.

La svogliatezza in campo - sulla cui causa non si può negare abbia influito la formazione largamente rimaneggiata (a meno di non credere che la squadra abbia d’emblée perduto l’identità riconquistata), non essendo quindi secondaria l’attenuante delle assenze - è stata favorita dalla ambiguità tattica. Avevo già scritto, ben prima dell’amara sconfitta di domenica sera, che, quando manca Osimhen, non si può giocare a due in mezzo al campo con Baka e Fabian. Per dare equilibrio e velocizzare il palleggio, Demme (o eventualmente Lobotka) è indispensabile. Capisco la scelta di Fabian, perché, mancando molta fantasia davanti, si poteva correttamente pensare di sopperire alzando la qualità in mezzo al campo. Ma allora deve uscire Baka, non Demme.

E poi, non disponendo di altri attaccanti, meglio tenere Politano in panchina (che è sempre efficacissimo quando subentra, meno dall’inizio) e partire con Elmas al posto di Insigne. Così, alla bisogna, hai un cambio in grado di cambiare in corso la partita. Insomma, quando le circostanze di fatto sono difficili, per infortuni e squalifiche, bisogna tenere i piedi saldamente a terra. 

Stasera abbiamo una straordinaria occasione per poter trascorrere un Natale sereno, sperando che il Toro non faccia come i viola ieri sera (che goduria vedere Nedved che va via dalla tribuna furibondo perché, con la consueta protervia, ritiene di aver subito un torto!).

A Milano abbiamo dato prova della nostra forza: il Napoli ha dominato l’intero incontro, non solo i venti minuti finali!. Al netto delle irregolarità arbitrali avremmo vinto. Ora dobbiamo renderci consapevoli che occorre saper giocare anche sopportando direzioni arbitrali inique. Se impareremo, tutti, a ‘misurarci la palla’, e capire quando è opportuno attaccare e quando attendere, quando è giusto protestare e quando è meglio darsi un pizzico sulla pancia, nulla ci è precluso. Il campionato in cui si gioca ogni tre giorni riserva sorprese in continuazione. E non dimentichiamocelo: vivere senza poter sognare ad occhi aperti è pesantissimo. Ragazzi continuate a farci sognare!