Fischi o applausi per Sarri: ecco la risposta giusta

Sarri torna al San Paolo: Fischi o applausi, dunque? L’unica risposta possibile al quesito è che non esiste risposa al quesito
25.01.2020 16:57 di Arturo Minervini Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Fischi o applausi per Sarri: ecco la risposta giusta

(di Arturo Minervini) - “È meglio aver amato, e perso, che non aver mai amato”. Il confine tra sconfitta-vittoria ed amore-odio è così complesso da tracciare, diventa invisibile agli occhi quando ci si mettono di mezzo sentimenti quali rancore/rimpianto/senso di vendetta (mischiateli in ordine sparso). Contenere i ricordi, che ti si riversano in faccia come acqua di cascata gelida di prima mattina, sarà senza dubbio impossibile. Inevitabile. Un dolce e amaro naufragar in quello che è stato un rapporto diverso da tutti gli altri. Nato dalle viscere, da una sintonia dialettica che ben presto è diventata una voce unica contro un certo tipo di sistema.

Maurizio Sarri torna al San Paolo da avversario. Un avversario un pochino più avversario degli altri, perché indosserà i colori che qui aveva tanto combattuto, attaccato fino allo strenuo delle forze passando per la presa di Torino fino alla resa in quella maledetta notte in albergo a Firenze. Maurizio, mentre si accende l’ennesima sigaretta. Maurizio, che imbocca il tunnel del San Paolo e si prepara a ricevere ciò che in fondo si aspetta, lasciando in un angolino del cuore la speranza che a prelevare sia la gratitudine. Maurizio che dentro il suo cuore resta convinto che i tifosi del Napoli continuino ad amarlo, perché quei tre anni lì restano indimenticabili.

Fischi o applausi, dunque? L’unica risposta possibile al quesito è che non esiste risposa al quesito. Perché magari qualcuno vorrà educarvi al fatto che vada applaudito, altri istigare una furia profonda da scagliare verbalmente contro l’ex Comandante dell’esercito Sarrista. Come se ci fosse un libretto delle istruzioni per i sentimenti: apri il pacchetto, leggi il foglio informativo e prendi una pillola dopo ogni pasto. Magari fosse così semplice. Magari si potesse racchiudere quel triennio in uno schema, in una reazione logica e consequenziale. In ballo c’è un tremore alle mani, uno sfarfallio nello stomaco che ancora avverti se chiudi gli occhi. 

Confesso: ho guardato dei video di quel Napoli almeno tre volte nelle ultime. Ho messo tutto da parte per qualche minuto: rancore, delusione, false promesse. Che spettacolo abbacinante era quel Napoli? L’attesa spasmodica di ogni partita, un cuore che iniziava a battere forte perché già pregustava certe emozioni. Maurizio Sarri torna al San Paolo e come sempre “Qualcosa rimane, tra le pagine chiare e le pagine scure e cancello il tuo nome dalla mia facciata e confondo i miei alibi e le tue ragioni i miei alibi e le tue ragioni”. Stanotte vorrei sognare Maurizio che si accende una sigaretta e dice a Koulibaly di pressare fino a centrocampo, di mordere alla giugulare gli avversari per mandarli al tappeto con la dirompenza della bellezza. Vorrei riaprire gli occhi e scoprire che magari abbia fatto scelte diverse, più coerenti rispetto al romanzo meraviglioso che si era scritto negli anni napoletani.

Ora gli occhi sono aperti, magari lucidi, ma si apprestano a vivere una serata che sarà diversa dalle altre. Una serata di reazioni viscerali, spontanee, incontrollabili. Nessuno pensi di insegnare ad altri come gestire un sentimento così forte. Ognuno seguirà la propria pancia. Come giusto che sia quando c’è di mezzo un amore finito troppo in fretta. O forse mai.