Esclusiva

Clemente di San Luca a TN: "Dubbi su gol di De Bruyne, Di Bello doveva rivederlo al Var"

Clemente di San Luca a TN: "Dubbi su gol di De Bruyne, Di Bello doveva rivederlo al Var"
Oggi alle 10:50Le Interviste
di Arturo Minervini

Guido Clemente di San Luca, Docente di Giuridicità delle regole del calcio presso il Dipartimento di Giurisprudenza dell'Università Vanvitelli, ha scritto il suo consueto editoriale in esclusiva per TuttoNapoli: "Ripiglio la penna dopo altri tre mesi (quasi). Sono ancora nell’isola greca. Purtroppo, non ci sarò per la prima al Maradona, col Como, perché sulla nave di ritorno. Ho visto (goduto e sofferto) la partita di esordio a Genova nel solito bar-ristorante, per l’occasione diviso in due. Da un lato, lo schermo (più grande) col Napoli, dinanzi al quale una decina di tifosi azzurri; dall’altro, uno (appena un po’ più piccolo) con la partita in contemporanea dell’Olympiakos, che ha radunato un più folto numero di tifosi greci. Vista dall’esterno, un’immagine sicuramente divertente (io invece, dentro, carico di tensione, come sempre).

Il giudizio su Allegri

Nel rispondere a qualche intervista radiofonica, a metà luglio, avevo detto che era prematuro esprimere giudizi sul Napoli di Allegri. Che, però, il nuovo mister è diverso da Conte, il quale ci ha «consegnato due anni di juventinizzazione». Che il fatto ha purtroppo contribuito a modificare la nostra antropologia tifosa, perché la tradizione e l’identità azzurre, presentando un calcio essenzialmente speculativo, per nulla effervescente, sono state in un certo senso ‘violentate’. Che nel nostro DNA c’è la ricerca della vittoria attraverso la bellezza. Del resto, quella di contrapporre ‘giochisti’ e ‘risultatisti’ è un’autentica corbelleria: nel calcio contemporaneo quasi sistematicamente vincono le squadre che giocano bene, attaccando e difendendo in modo ad un tempo efficace e gradevole.

Sebbene avessi preferito Italiano, mi sono dichiarato «meno angustiato rispetto a quando arrivò Conte». Perché Allegri non è impermeabile alla fantasia e al talento, varia gli schemi in maniera meno integralista. Ho affermato che, prima di soggiacere alla cultura e allo spirito juventini (che lo scorso anno ha trasferito al suo secondo Milan), aveva fatto giocare bene le sue squadre (il Sassuolo, il Cagliari, il Milan con cui vinse lo scudetto). E che mi auguravo che l’arrivo (anzi, il ritorno, visto che aveva già, sia pur brevemente, vestito la maglia azzurra) a Napoli avrebbe potuto permettergli di riprovare il gusto della ricerca della bellezza, che si respira nella storia e nell’aria della città.

Ebbene, i primi 90’ di campionato almeno non sembrano frustrare la speranza. Per carità, ancora niente di che. Ma obiettivamente meglio rispetto a Conte. a) La squadra sembra più serena. b) Appare evidente la consapevolezza di gestire appieno la rosa, con cambi appropriati negli uomini e nei tempi. c) Una seconda frazione convincente per approccio, anche senza riuscire a generare azioni da gol nitide, ma prendendo pieno possesso della metà campo avversaria, con pronta riaggressione della palla, una volta persa. Indubbiamente il Genoa ha notevolmente rallentato il ritmo, che per i primi 25-30 minuti era stato – come prevedibile – asfissiante. Tuttavia, il Napoli ha mostrato convinzione e tenuta, e soprattutto dopo il gol di KDB – su cui torno brevemente a seguire – non s’è ritratto, indietreggiando, così facendo pure il secondo gol con una bella azione in ripartenza.

Le polemiche per il gol di De Bruyne

Certo, la rete che ha stappato la partita presenta qualche dubbio. Soprattutto perché il VAR doveva intervenire. Ho letto molti commenti privi, come al solito, di fondamento giuridico. Ripetiamolo. Stando al dettato normativo, non è compito del VAR stabilire se ci sia stato un errore «chiaro ed evidente». Questo spetta all’arbitro dopo aver rivisto l’episodio dubbio. All’esame universitario di Giuridicità delle regole del calcio, affermare che il VAR «non poteva intervenire» non comporterebbe proprio la bocciatura, ma certamente comprometterebbe il conseguimento di un buon voto. Altro è stabilire – ma solo l’arbitro alla review – se quel braccio di KDB costituisca o no una «negligenza», e cioè se il belga abbia spinto Vasquez mostrando «mancanza di attenzione o considerazione», ovvero abbia agito «senza precauzione». È opinabile. Molti interventi di Østigård su Højlund nel primo tempo sono stati ben più rudi di quello del belga, e non sanzionati. D’altronde, se in quel contrasto il braccio incriminato fosse stato del difensore, i soloni delle moviole televisive non avrebbero forse sostenuto che l’intensità non era tale da poter decretare il calcio di rigore?

Comunque, arbitri, commentatori e addetti ai lavori dovrebbero studiare e imparare la interpretazione giuridicamente corretta del Protocollo VAR. L’episodio – che il braccio fosse del difensore messicano o di KDB non rileva – rappresenta il tipico caso in cui il VAR ha il dovere giuridico di richiamare l’arbitro alla revisione, solo all’esito della quale questi, e solo lui, può insindacabilmente decidere se ha commesso un errore «chiaro ed evidente».

Concludo. I due anni di Conte hanno lasciato – sì, uno scudetto e una supercoppa italiana (praticando però un gioco da piangere, assistito da fato favorevole, tranne in rare occasioni, generate in buona sostanza dal patto di non ‘spremitura’ siglato con lo spogliatoio), ma anche – notevoli difficoltà di bilancio, un umore conseguentemente piuttosto depresso, per l’impossibilità di fare acquisti decenti, e diversi giocatori sfiancati o rotti. Ci si deve riflettere. Gioire per un risultato è una banale ovvietà. Ragionare con amore e onestà intellettuale è un po’ più difficile. Siamo autorizzati, per questo, a sperare che Allegri si stia lasciando sedurre dalla ricerca della bellezza. Come auspicato dallo stesso Presidente: «Divertiti, fai divertire i tuoi giocatori e fai divertire il mondo dei tifosi napoletani», ricordando che «Napoli ispira il sentimento della felicità di esistere e di vivere sempre le situazioni complicate a testa alta, con un grande sentimento di libertà», e invitandolo a far «volare il pallone con forza» affinché «questo volo alleggerisca il peso di coloro che hanno problemi». Amen!"