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Corbo: "Conte svegliò ADL alle 8 di mattina per chiudere un acquisto"

Corbo: "Conte svegliò ADL alle 8 di mattina per chiudere un acquisto"
Oggi alle 09:40Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Antonio Corbo, giornalista di Repubblica, è stato nostro ospite su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e sempre live, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in auto col DAB o qui sul sito anche in video.

"Il Napoli ha bisogno di essere un po' risistemato. È come una casa lasciata in disordine, non per colpa di Conte ma dallo stesso Conte, perché c'è stato un finale all'improvviso e inedito nel senso che lui non è rimasto, ha deciso di non rimanere. E se è andato, devo dire, in maniera all'odevole perché ha rinunciato a incassare un ingaggio molto importante, credo 8 milioni abbondanti, perché non se la sentiva di guidare un Napoli con delle nuove coordinate. Un Napoli non pronto a dire sempre sì ad ogni richiesta, ma a cercare di dare un indirizzo tecnico-finanziario diverso. Il Napoli ha speso molto nel viaggio di Conte, ha vinto abbastanza, non moltissimo perché dobbiamo vincere anche il secondo scudetto. Il Napoli era di forza in Inter l'anno scorso, l'ha dimostrato. Ha avuto la forza, la sua squadra, la sua rosa di poter impiegare 28 giocatori perché la squadra è stata tormentata dagli infortuni. Addirittura ha calcolato tutte le giornate per essere i giocatori più importanti e ne viene fuori un quadro allucinante. Il quadro è ovviamente complicato."

Tu riassumi un po' quelli che devono essere i punti della prossima stagione in sette punti principali, non in sette domande. Chissà se il Napoli e Allegri si ritroveranno in questo tempo. 

"Ma ci sono dei personaggi che un club non dovrebbe mai perdere. Nel caso di De Nicola non è colpa di nessuno perché negli ultimi tempi gli si è allontanato e noi gli auguriamo tutti di tornare presto nella condizione migliore. Però l'esperienza di Alfonso De Nicola andava replicata. Andava replicata proprio per la gestione fisica dei calciatori che diventa quest'anno veramente importantissima. Era uno specialista della prevenzione. Credo che nessuna squadra in Europa abbia avuto così pochi giocatori non disponibili per una partita. E se Napoli ha battuto tutti i record di infortuni, De Nicola realizzava dei primati al contrario. Sì, infatti molti tifosi spesso ci scrivono e ci mandano messaggi. Anche durante la stagione scorsa ci hanno mandato dicendo che De Nicola non poteva tornare perché ha un ottimo ricordo del dottore del Napoli per diversi anni. Ho avuto anche la fortuna e il privilegio di essere moderatore in alcuni convegni di medicina sportiva con De Nicola protagonista che spiegava questi suoi metodi. Per molti anni la Roma ha cercato di portarlo via, di ingaggiarlo. Poi lui ha sempre preferito rimanere a Napoli e questo gli fa onore. Sicuramente è stato un uomo importantissimo per il primo Napoli che stava facendo la grande realtà e anche il suo lavoro ha portato il Napoli ad avere questo grande miglioramento nel corso degli anni."

Al Mondiale intanto scrivi anche di De Bruyne e Lukaku che sembrano un po' ringiovaniti in America.

"Lukaku l'ho visto anche molto più pronto in area, sono due ottimi giocatori con ingaggi molto elevati, però quei soldi li puoi impiegare diversamente, investendo e iniziando a comprare. Se invece compri 100 giocatori per volta e non riesci ad avere dei giocatori assolutamente da Napoli, è sempre lo stesso gioco. Io auspico una buona campagna acquisti e soprattutto se si comprano dei giocatori bisogna insistere sui giocatori acquistati, non si fa come con Lukaku: di una domenica di luglio alle otto l'allenatore è costretto a svegliare il presidente per strappargli Lucca e poi non lo si può giocare, bisogna andare avanti e insistere. Bisogna puntare un po' di più sul mondo giovanile ma bisogna puntare anche sulla questione burocratica, la chiami diplomazia delle bollicine, con l'invito a Manfredi e a Figo per la presentazione della nuova maglia, anche per portare un po' di serenità. Per me è importante, io non riesco a capire perché De Laurentiis, che è un presidente straordinario, l'ideale presidente italiano insieme a Percassi dell'Atalanta, poi abbia ogni tanto dei conflitti che a volte coincidono con esigenze in cui la popolazione e il pubblico non sono soddisfatti, perché non diventi chiaro che c'è la Corte dei Conti e non sempre un Comune, che è un ente pubblico, può concedere quello che sarebbe valutato in maniera severa dalla Corte dei Conti. Ai Comuni bisogna chiedere quello che è giusto chiedere, non quello che si può chiedere a un ente privato. Il rapporto tra pubblico e privato è delicatissimo e quindi bisogna cercare un punto di equilibrio."