Esposito consiglia: "Contro il Milan serve Alisson Santos, vi spiego perché"
Massimiliano Esposito, ex calciatore del Napoli, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG), in DAB o qui sul sito anche in video: "Non c’è nulla di nuovo. Sono passati dodici anni e ogni volta, dopo un fallimento, si ripetono sempre le stesse cose. Stavolta, almeno, si è vista una Nazionale diversa, che ha rispecchiato l’allenatore: una squadra che ha corso, lottato e combattuto. Però il calcio italiano oggi questo offre. Non è tanto un problema di ct, presidente o responsabili, è un problema di fondamenta. Negli anni si è dato sempre più spazio agli stranieri e sempre meno valore ai settori giovanili, quelli che una volta formavano davvero i giocatori destinati poi alla Nazionale. Ai miei tempi per arrivare in azzurro dovevi fare almeno tre campionati ad alto livello, non tre partite decenti. Oggi basta molto meno, e questo fa capire quanto sia sceso il livello medio".
Quanto pesa la presenza massiccia di stranieri nel nostro campionato?
"Tantissimo. Se un ct fa il giro dei club di Serie A, spesso trova due o tre italiani per rosa, e in alcune squadre anche meno. Questo abbassa inevitabilmente il bacino da cui attingere. Una volta c’era una concorrenza spietata, oggi no. Prima c’erano Maldini, Costacurta, Baggio, Zola, Vialli, Mancini e tanti altri. Oggi il numero di giocatori italiani di altissimo livello è diminuito in maniera drastica".
Il problema è solo tecnico o anche strutturale?
"È strutturale. Bisogna rifondare tutto, dai vivai alle infrastrutture, fino alla mentalità con cui si cresce un giocatore. Se non sistemi il terreno, il giardiniere e il vivaio, non puoi pretendere i frutti. In questi dodici anni non si è fatto quasi nulla di serio e il risultato è sotto gli occhi di tutti".
Guardando al Napoli, che partita ti aspetti contro il Milan?
"Le prossime due giornate diranno tanto. Napoli-Milan e Inter-Roma sono incroci pesantissimi. È ovvio che se il Napoli vince e l’Inter dovesse perdere punti, si aprirebbe uno spiraglio importante. Però il Napoli deve pensare prima di tutto a consolidare il terzo posto e, magari, ad andare a prendersi il secondo. Poi, se l’Inter dovesse ancora rallentare, con il recupero di tanti giocatori importanti il Napoli potrebbe anche provarci fino in fondo".
Dal punto di vista tattico, ti aspetti qualche scelta particolare?
"Conte farà tutti i ragionamenti del caso, come sempre. Se ragiono da attaccante, partirei subito con Alisson Santos perché è rapido, verticale, attacca bene la linea e può creare problemi immediati. Se invece ragiono da allenatore, allora penso a una partita più simile a quella di Cagliari: partire con una formazione equilibrata e poi giocarsi Alisson a gara in corso, quando il Milan può essere più stanco e lui può incidere ancora di più. Però è chiaro che avere De Bruyne, McTominay, Hoylund e altri uomini di qualità ti permette diverse soluzioni".
Pensi che i nazionali del Napoli possano risentire dell’eliminazione con l’Italia?
"Può esserci amarezza, è normale, ma uno come Conte sa trasformare quella delusione in rabbia positiva. Politano e Spinazzola, per esempio, possono arrivare carichi proprio per riscattare quella frustrazione. In certe partite, la componente mentale conta tantissimo".
Come va la tua esperienza a Padova con la Sacra Famiglia?
"Stiamo lavorando bene, soprattutto sul settore giovanile, che è la parte che mi sta più a cuore. La prima squadra è uno sbocco naturale per i ragazzi della Juniores, ma il nostro focus resta la crescita dei giovani. Io insisto sempre su tecnica di base, appoggi e qualità del lavoro. È lì che si costruisce un calciatore".
Che cosa manca oggi nella formazione dei giovani?
"Manca qualità nell’insegnamento. Si danno troppi patentini con facilità a persone che poi, magari, non sanno nemmeno insegnare davvero calcio. Se un allenatore non sa trasmettere tecnica, come può formare un giocatore? Questo è un altro punto su cui bisognerebbe intervenire seriamente".
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