Inter eliminata, Forgione: "Super in Italia, ma Bodo ha dominato nei 180'! C'è un problema..."
Angelo Forgione, giornalista e scrittore, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.
Dopo l’uscita dell’Inter contro il Bodø/Glimt nel doppio confronto, si può parlare di campionato già chiuso?
"Credo che l’Inter possa perderlo solo per colpe proprie. Al momento non vedo una vera contesa: dovrebbe fermarsi improvvisamente, e mi sembra difficile. In Italia ha una marcia in più. Può rallentare, ma bloccarsi del tutto no. Recuperare così tanti punti per chi sta dietro – Milan, Napoli e Roma – non credo sia possibile."
L’eliminazione contro il Bodø/Glimt è una figuraccia oppure si poteva mettere in conto?
"Si poteva uscire, perché non bisogna sottovalutare un club che sta facendo buone cose. Forse l’Inter non l’ha preso con la giusta attenzione. Il problema è che nell’arco delle due partite il Bodø/Glimt ha dominato: ha vinto andata e ritorno. Le scuse sul campo sintetico, la temperatura o l’aurora boreale lasciano il tempo che trovano. Se la squadra che domina in Italia non riesce a superare i playoff, qualche problema c’è. E non riguarda solo l’Inter, ma tutto il calcio italiano."
È un momento particolare per il calcio italiano?
"È un momento molto negativo. La crisi della Nazionale va avanti da anni e ora si riflette anche sui club. Se dovessero uscire anche Juventus e Atalanta, non ricordo una Champions senza italiane agli ottavi. È un periodo nero, soprattutto se pensiamo che in altri sport l’Italia sta vivendo una fase d’oro. Il calcio, che era il nostro vanto, sta diventando la pecora nera. Bisogna riflettere sulla formazione dei giovani e sulla scuola calcio."
Sabato si gioca Verona-Napoli e arbitrerà Colombo, già protagonista di polemiche in Inter-Napoli. Che cosa si porta dietro questa designazione?
"Si porta dietro le difficoltà dei vertici arbitrali, che devono gestire tante situazioni complicate. Per me non cambia molto chi arbitra: il livello medio è basso. È difficile individuare oggi un arbitro che dia piena sicurezza. Gli errori sono ormai all’ordine del giorno."
Antonio Conte non ha parlato prima e dopo la gara con l’Atalanta. È il momento di tornare a parlare in conferenza stampa?
"Dal punto di vista dell’informazione è giusto che si parli, perché i media devono poter lavorare. Dal punto di vista sportivo, però, conta poco: il Napoli deve parlare sul campo. Le conferenze ormai durano pochi minuti. L’obiettivo è la qualificazione in Champions e ora serve concentrazione. Poi arriverà anche il momento di chiarire eventuali conti in sospeso."
Il ritorno di Frank Anguissa può essere decisivo per il Napoli?
"Più che aspettarmelo, lo spero. Significherebbe che è pronto davvero. È un giocatore fondamentale: muscoli, sostanza, inserimenti e gol. Il Napoli ha avuto tante assenze e, nonostante questo, sta facendo un miracolo. Recuperare Anguissa e gli altri sarà decisivo per raggiungere l’obiettivo."
Un parere sulla prima serata del Festival di Sanremo: è stata rispettata la napoletanità?
"Mi è sembrato un festival un po’ sottotono. Ritmi lenti, troppo lungo: si arriva a notte fonda e si perdono spettatori. Quanto ai napoletani, li ho visti inseriti in un contesto artistico non eccelso. Forse avrebbero potuto fare di più, ma molto dipende dalle scelte artistiche. Alcuni brani potevano essere di livello superiore."
Quindi i cantanti napoletani potevano fare di più?
"Sì, credo di sì. Alcuni avrebbero potuto proporre qualcosa di più forte, ma magari non è stato possibile. Resta il fatto che, artisticamente, mi aspettavo qualcosa in più."
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