Pellissier: "Hojlund interessante, ma deve segnare di più per diventare bomber vero"
Sergio Pellissier, ex attaccante e oggi presidente del ChievoVerona, è intervenuto nel corso di "Pausa Caffè" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): “Pochi gol dai centravanti? Perché non fanno più i centravanti, fanno i primi difensori. Il calcio moderno chiede a tutti di fare tutto, ma non è così. I ruoli servono proprio a capire chi può incidere in certe situazioni. Se hai un attaccante forte lo devi giudicare per i gol che fa, non per quante volte rincorre il difensore o il centrocampista. Finché si continuerà a pensare così, sarà difficile rivedere veri bomber”.
Quindi è anche una questione di mentalità degli allenatori?
“Sì, oggi si imitano modelli che non sempre sono adatti al nostro calcio. Noi abbiamo vinto tanto quando giocavamo alla nostra maniera: difesa solida e attaccanti che fanno gol. Non bisogna far giocare i giovani per forza, devono giocare se sono forti. Anche nei Mondiali che abbiamo vinto non eravamo la squadra più giovane, ma quella più compatta. Dobbiamo ricordarci cosa siamo stati”.
Un esempio attuale è Hojlund, che lavora molto per la squadra ma segna meno di quanto potrebbe. Cosa ne pensi?
“Ognuno ha le sue caratteristiche, però l’obiettivo di un attaccante resta fare gol. Va bene aiutare la squadra, ma se devi correre 70 metri per arrivare in area è normale che perdi lucidità. Non dico che non debba sacrificarsi, ma bisogna metterlo nelle condizioni di incidere. Da quando chiediamo alle punte di fare i centrocampisti, gli attaccanti segnano meno”.
Il problema riguarda anche la crescita del calcio italiano?
“Sì, perché non si investe più nei settori giovanili. Negli altri sport c’è meno pressione e si accetta il percorso di crescita, nel calcio no: se retrocedi con la Primavera è un fallimento. Così nessuno costruisce più. Servono strutture, investimenti e meritocrazia. Una volta l’Under 21 era il passaggio obbligato per diventare campioni, oggi si vuole bruciare le tappe e si rischia di rovinare i ragazzi”.
Chi è oggi l’attaccante più forte della Serie A?
“Il più completo è Lautaro, perché fa gol, lotta, fa segnare gli altri e si muove da vero centravanti. È quello che assomiglia di più agli attaccanti di una volta, anche se non è italiano”.
Tra i giovani chi ti convince di più?
“Hojlund è interessante, ha qualità e può crescere, ma deve segnare con continuità per diventare un vero bomber. Tra gli italiani mi piacciono Scamacca ed Esposito. Esposito in particolare ha grande impegno e qualità, se resta umile può migliorare tanto. Ha la fortuna di allenarsi con un attaccante forte e deve imparare tutto quello che può”.
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