Podcast

Rampulla non ha dubbi: "Meret o Milinkovic? Io ho una preferenza"

Rampulla non ha dubbi: "Meret o Milinkovic? Io ho una preferenza"
Oggi alle 13:00Radio Tutto Napoli
di Arturo Minervini

Michelangelo Rampulla è intervenuto durante Pausa Caffè su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.

Perché Antonio Conte in passato non si è quasi mai legato a lungo ai club e a Napoli potrebbe invece restare più anni?
“Credo che Conte sia un allenatore e una persona molto esigente. È uno che vuole sempre il massimo e lo pretende prima di tutto da se stesso. Se si accorge che l’asticella dell’ambiente o della società si abbassa anche solo un po’, secondo me perde stimoli e preferisce cambiare aria. Lui vuole vincere sempre e desidera che tutti ragionino allo stesso modo. Però Napoli ha intrapreso una strada importante e credo che Antonio sia contento di questo”.

Quest’anno Conte ha attraversato momenti complicati, ma ora sembra trasmettere grande serenità. Che impressione ti dà?
“Sicuramente parte già da una base di motivazioni molto alta. È uno che vuole sempre essere protagonista. Pretende tanto da se stesso e da chi gli sta attorno. In allenamento non molla mai, ma allo stesso tempo combatte per i suoi giocatori e quando deve difenderli è sempre in prima linea. Anche per questo è molto stimato”.

Nei mesi scorsi avevi indicato l’Inter come favorita per lo scudetto e il Milan come outsider. Perché?
“All’inizio parlavo di una corsa a due tra Napoli e Inter. L’Inter in questi anni ha sempre avuto una rosa molto ampia e di qualità, capace di sopperire agli infortuni. Il Milan lo vedevo come outsider, ma si è dimostrato all’altezza. Il Napoli invece ha avuto tantissimi problemi fisici e con tutti questi infortuni era prevedibile un calo”.

Senza tutti questi infortuni il Napoli avrebbe potuto lottare per lo scudetto?
“Secondo me sì, sarebbe stato molto vicino all’Inter. Non so se sarebbe stato sopra o sotto in classifica, ma sicuramente sarebbe rimasto lì. L’Inter però sta facendo il campionato che ci si aspettava da una squadra con quella qualità di rosa”.

Tema portieri: tra Meret e Milinkovic-Savic chi preferisci?
“Io sono sempre stato dalla parte dei portieri italiani. Meret tecnicamente è molto forte e lo ha dimostrato nel tempo. Milinkovic-Savic è un grande portiere, ha presenza fisica, gioca bene coi piedi e ha un grande rilancio. Però se devo esprimere una preferenza, scelgo Meret. Non dimentichiamo che ha già vinto due campionati”.

L’alternanza tra i due è stata utile?
“Secondo me non è stata utile a nessuno dei due. Le grandi squadre devono avere due grandi portieri, ma le gerarchie devono essere chiare dall’inizio. Il portiere ha bisogno soprattutto di tranquillità mentale: se entri in campo pensando che al primo errore verrai sostituito, è più facile sbagliare”.

Nel calcio moderno si dà troppo peso alle abilità con i piedi dei portieri?
“A me piace il gioco con i piedi, ma la prima cosa che deve fare un portiere è parare. Poi comandare la difesa. Se è bravo anche con i piedi è un valore aggiunto. Ma la priorità resta sempre dare sicurezza ai compagni”.