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Simeone, Rampanti torna sul gol dell'andata: "Quello che ha fatto dopo non l'ho capito"

Simeone, Rampanti torna sul gol dell'andata: "Quello che ha fatto dopo non l'ho capito"
Oggi alle 12:10Radio Tutto Napoli
di Fabio Tarantino

Rosario Rampanti, ex centrocampista di Napoli e Torino, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video: "Un allenatore come Conte, che ovunque vada dimostra di saper vincere e anche in maniera inaspettata, quando fa delle scelte valuta tante cose: i valori della squadra, la condizione dei giocatori, la gestione del gruppo. Deve tenere tutti in forma, tutti con l’attenzione altissima, deve evitare di perdere pezzi o demoralizzare qualcuno. Se fa delle rotazioni vuol dire che ha le sue ragioni. Poi naturalmente parlano i risultati del campo: qualche volta puoi anche sbagliare, perché sbagliare è umano. Però io, da tifoso del Napoli, darei carta bianca a Conte."

Tanti sinistri, tanta qualità?
"Hai detto una cosa sacrosanta: il mancino di solito è un giocatore con più fantasia. Colpisce la palla in modo diverso, ha caratteristiche particolari. Sono giocatori preziosi in una squadra, soprattutto sugli esterni di spinta, dove è difficile trovare giocatori forti. Quando li trovi li tieni ben stretti. Quindi fa bene a far giocare gli esterni e a ruotare i giocatori. Nelle grandi squadre, come Napoli o Inter, i giocatori quasi si equivalgono e l’allenatore deve saperli gestire."

Con D'Aversa il Torino ha avuto subito una reazione. 
"Fino all’altra domenica in zona retrocessione c’erano due squadre importanti come Torino e Fiorentina. La Fiorentina continua la sua crisi, mentre il Torino sembra averla risolta. Questo allenatore non ha fatto grandi cambiamenti tattici: è partito con due punte come Zapata e Simeone, cosa che prima non accadeva spesso. Secondo me il vero cambiamento è stato l’arrivo di un nuovo allenatore che ha messo i giocatori spalle al muro: ha detto chiaramente che c’era il rischio di retrocedere. A volte basta questo per cambiare l’atteggiamento. Il Napoli però deve stare molto attento, perché quando una squadra ritrova entusiasmo può diventare pericolosa."

Simeone sarà uno dei tanti ex. 
"Sì, ha saputo conquistare subito i tifosi. Ha avuto fiducia da parte dell’ambiente e degli allenatori. Però lasciami dire una cosa: questa storia del non esultare contro l’ex squadra io la trovo una sciocchezza. Un giocatore quando segna deve esultare sempre. Nel calcio bisogna guardare avanti, non vivere di ricordi."

Simeone però sta facendo la differenza nel Torino.
"Assolutamente sì. Quando è stato infortunato il Torino è andato in crisi. Lui ha dato l’input giusto alla squadra. Poi c’è anche Zapata: ha avuto un lungo infortunio e non è ancora al massimo, ma è un attaccante che dà peso davanti e sa proteggere la palla, un po’ come Lukaku. Con queste caratteristiche può creare spazi per i compagni e rendere il Torino pericoloso sulle seconde palle."

Chiudiamo con Marianucci: all’inizio ha avuto un buon impatto.
"Il giocatore bravo quando arriva deve imporsi e non mollare più. Quando hai la pagnotta in bocca non devi fartela portare via da nessuno. Anche i compagni diventano avversari, perché vogliono il tuo posto. Marianucci deve crescere sotto questo aspetto: è giovane, ma non è un alibi. Deve trovare continuità, altrimenti rischia di non arrivare mai al livello che potrebbe raggiungere."