Stadio Maradona, cons. Borriello: "Ieri step importante, la Regione s'impegna a finanziare riqualifica"
Il Consigliere di Napoli Ciro Borriello ed ex Assessore allo Sport del Comune di Napoli, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito, in auto col DAB Campania o sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o qui per Android).
Il Comune ha finalmente approvato tutta la situazione legata allo Stadio Maradona. Ci spieghi un po’ le ultime novità? Cosa è successo?
"È successo che ieri c’è stata una delibera della Giunta Regionale della Campania che ha dichiarato la disponibilità a un rapporto di collaborazione tra Comune e Regione per la riqualificazione dello Stadio Maradona. La Regione ha riconosciuto il Maradona come il principale impianto sportivo della Campania. Questo è un passaggio politico e istituzionale importante, perché significa affermare che quello è lo stadio di riferimento regionale e che, per opportunità politica e sociale, dovrà candidarsi a ospitare gli Europei di calcio del 2032. È un presupposto completamente diverso rispetto al passato, quando addirittura si tentò di candidare Castellammare o Salerno: nulla contro Salerno, ma oggettivamente il principale impianto della regione è lo Stadio Maradona, lo stadio di Napoli, terza città d’Italia. Con questa delibera si sancisce un vero e proprio patto istituzionale: la Regione si impegna a finanziare tutto ciò che servirà per la riqualificazione dello stadio".
Il Comune ha mai pensato seriamente di inserirlo tra i beni alienabili, per capire se il Napoli fosse interessato ad acquistarlo?
"È una bella domanda e ti ringrazio, perché rappresenta anche il sentimento di tanti tifosi e sportivi. Come Comune, fino a qualche tempo fa, nessuno pensava a questa ipotesi, se non in momenti di particolare crisi delle casse pubbliche. Oggi questo tema non è sul tavolo. Milano è un esempio importante: lì lo Stadio San Siro è stato ceduto a una società formata da Milan e Inter, che faranno un investimento enorme. Ma in quel caso c’è stata una volontà precisa delle due società, che hanno avanzato una proposta concreta. A Napoli, invece, non è mai arrivata alcuna proposta da parte della SSC Napoli per acquisire o acquistare lo Stadio Maradona. Se arrivasse, metterebbe inevitabilmente in crisi la politica, perché saremmo chiamati a una scelta che finora non abbiamo mai dovuto fare".
Napoli merita uno stadio moderno, stile inglese, fruibile 24 ore su 24, con soldi privati e non pubblici, che potrebbero essere usati per finalità sociali diverse.
"Capisco perfettamente la visione, che è quella di uno stadio a utilizzo esclusivo per il calcio. Però lo Stadio Maradona ha già oggi anche una finalità sociale, che noi intendiamo preservare. La nostra idea di riqualificazione punta a mantenere la doppia funzione: calcio e funzione sportiva e sociale.
In Inghilterra molti stadi sono privati, ma lì ci sono società private che investono direttamente. Qui, ad oggi, proposte concrete da soggetti privati non ne sono arrivate".
Si era parlato anche di altre soluzioni. Il sindaco, dai nostri microfoni, ha escluso l’area di Carmagnola. Ma lì ci sono difficoltà oggettive che vanno spiegate bene. Ce le racconti?
"Ci sono questioni sociali importanti: parliamo di circa 300 lavoratori che dovrebbero essere ricollocati, e non è semplice. In più, nell’area ipotizzata per il nuovo stadio c’è un’infrastruttura rilevante che dovrebbe essere spostata. Senza contare che la zona si interseca con il progetto “Arenapoli”, che è già in fase avanzata e ha visto l’approvazione di una variante in Consiglio Comunale. Non è tutto così semplice come viene raccontato: gli ostacoli sono superabili, ma richiedono approfondimenti seri, soprattutto dal punto di vista amministrativo".
Questo porta a pensare che le ricognizioni sui terreni possano riguardare un centro sportivo, magari a Napoli Est, che potrebbe diventare una nuova casa per il Napoli. Che ne pensi?
"Sarebbe molto bello, ma Napoli Est presenta criticità importanti. Parliamo di suoli industriali, spesso inquinati, siti di rilevanza nazionale che necessitano di bonifica, un po’ come Bagnoli. Questo comporterebbe un aumento notevole dei costi di realizzazione. Servirebbe una grande volontà politica ed economica. Detto questo, Napoli Est – così come l’area Ovest – è vista come uno snodo fondamentale per lo sviluppo sociale ed economico della città. Un impianto sportivo avrebbe senso, ma al momento progetti concreti non ne sono arrivati".
Chiudiamo con il Napoli giocato. Dopo l’uscita dalla Champions sono cambiati gli obiettivi, ma restano campionato e Coppa Italia. Difendere lo Scudetto nel miglior modo possibile è ancora un dovere?
"Tutta la fortuna dello Scudetto l’abbiamo pagata quest’anno con gli interessi. La catena di infortuni ha penalizzato fortemente la squadra: siamo arrivati a giocare partite importanti con assenze pesantissime. Alcuni pareggi, come quelli di Verona e Parma, ci hanno impedito di restare davvero competitivi per il titolo. Le sconfitte possono capitare, ma certi passi falsi pesano. Lo Scudetto, in parte, è demerito nostro, anche se gli infortuni – che Conte aveva previsto chiedendo una rosa ampia – hanno azzerato sia la squadra A che la B. Ora va onorato il campionato fino all’ultima giornata. Senza la Champions, forse, anche noi tifosi tiriamo un sospiro di sollievo. La Coppa Italia resta un obiettivo concreto e raggiungibile: Napoli può diventare la vera regina di questa competizione".
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