"Cerchiamo un giocatore che attacchi la profondità", il 5 maggio Ancelotti 'annunciò' Lozano

18.09.2019 17:47 di Fabio Tarantino Twitter:    Vedi letture
© foto di Antonello Sammarco/Image Sport
"Cerchiamo un giocatore che attacchi la profondità", il 5 maggio Ancelotti 'annunciò' Lozano

di Fabio Tarantino - Il 5 maggio scorso, in conferenza stampa, al termine della partita vinta contro il Cagliari, Carlo Ancelotti - i tifosi senza saperlo, lui sperandoci - stava dipingendo il ritratto di Hirving Lozano parlando di mercato: "Non dò molta importanza alla struttura del giocatore ma alla capacità di muoversi senza palla, di attaccare la profondità. Non stiamo cercando un giocatore con una struttura particolare, ma uno che possa migliorare la qualità del reparto offensivo". Tre mesi dopo, quell'identikit è molto più chiaro.

Lozano è l'attaccante che mancava. Per caratteristiche, in organico, non c'è un calciatore così bravo a ricercare la profondità, a rincorrerla, inseguendo una possibilità. Il messicano lo fa più di tutti. Gioca soprattutto senza palla, si muove tra i due centrali avversari sperando di poterli bruciare sfruttando gli assist dei compagni. Chi si aspettava un esterno classico o un giocatore abile tra le linee è rimasto deluso. Lozano è un killer d'area di rigore, ha segnato 40 gol in due anni col Psv e molti sono di rapina, da centravanti navigato, qualcuno "alla Inzaghi" - ricordate quello all'Inter in Champions? - e altri belli da vedere, come la rete al Mondiale contro la Germania.

Perché Lozano sa fare tante cose, non è un rifinitore puro e neppure un palleggiatore, ma un finalizzatore atipico. Ha velocità, resistenza fisica, intelligenza tattica. In queste prime partite - dove ha giocato da vero centravanti, più alto anche di Mertens che gli gira attorno - sta imparando a conoscere i compagni e il campionato italiano, dovrà allenarsi per entrare negli schemi, coinvolgendo la squadra nei suoi movimenti.

L'impatto con la Serie A è stato devastante: il gol alla Juve è la fotografia del suo calcio. Lozano ha percepito uno spazio, lo ha attaccato e ha fatto gol. Capiterà ancora. Poi ci saranno anche i dribbling, certo, così come le percussioni e i gol nello stretto, i gialli che invocherà e qualche sprint che farà impazzire i tifosi. Ma quella è l'altra faccia di un talento del 2019 che si è calato perfettamente nelle esigenze della realtà tattica in cui è nato. Perché - citando Ancelotti - non serve una struttura fisica particolare per far gol. Per info chiedere a Mertens, bomber tascabile. A breve nessuno come lui nella storia del Napoli.