Da Zero a Dieci: la truffa di Elmas come Eriberto, l'arroganza di Lozano, l’annuncio di Ciro e Meret ‘Salvavita’

Calcio Napoli: Mertens manda al tappeto la Sampdoria. Esordio con assist di Llorente. Carattere incredibile di Elmas e cresce Di Lorenzo
15.09.2019 13:18 di Arturo Minervini Twitter:    Vedi letture
© foto di www.imagephotoagency.it
Da Zero a Dieci: la truffa di Elmas come Eriberto, l'arroganza di Lozano, l’annuncio di Ciro e Meret ‘Salvavita’

(di Arturo Minervini) - Zero a questa sosta più estenuante del discorso presidenziale nella notte di Capodanno. Chiacchiere che risuonavano come stridule note, poi la musica più lieta: il fischio d’inizio di Napoli-Samp. L’universo che torna ‘pallone-centrico’, il calcio finalmente in primo piano e tutto che diventa così marginale. Così stupido. Così irrilevante. Un dribbling, un tiro che sfiora il palo, un errore banale ed il cuore che si impenna con i battiti in un lampo. That’s amore. Bentornata passione vera. 

Uno come l’assist che vale come biglietto da visita di Llorente. Primi 45’ in azzurro per il basco per mettere subito le cose in chiaro e raccontare tutto quello che potrà dare: sacrificio, altruismo, visione d’insieme. Quella testa che si alza, quel bivio maledetto tra porta e compagno piazzato meglio lo vede scegliere la seconda opzione. Perché per vincere serve fare un passo indietro per la gloria personale e ragionare con il sangue freddo di un basco dagli ogni di ghiaccio. Meraviglioso ossimoro che si presenta al San Paolo. Vamos Fernando!

Due reti segnate, fanno nove in totale, ma soprattutto finalmente zero subite. La castità ritrovata, dopo due gare orgiastiche riporta il tutto ad una condizione di normalità. Troppo importante l’equilibrio per lasciarsi trasportare dai sensi come nell’Ars Amatoria di Ovidio. E proprio da lui rubiamo una massima che racconta qualche passaggio difensivo del Napoli: “Chi ha naufragato trema anche di fronte ad acque tranquille”. Questo ‘Zero’ alla casella gol subiti fa morale, ma c’è ancora tanto da lavorare. 

Tre presenze, un gol a Torino ed un assist contro la Samp. Di Lorenzo continua a dare segnali di crescita importanti e mostrare un’intesa con il compagno Callejon quasi telepatica. Perfetto nei movimenti senza palla, col piede educato ed una fisicità ancor più imponente di quanto si pensasse. È la parabola educativa degli ‘Underdog’, gergo molto in voga negli States per indicare uno sfavorito. Uno destinato a perdere. Giovanni, arrivato da Empoli con una colpa (non si sa bene quale) da espiare nei confronti di parte della critica, sta stupendo per sostanza e concretezza. Tempi dura per chi vorrà togliergli spazio su quella fascia…

Quattro a centrocampo e tra questi Fabiàn, rimesso al proprio posto dopo due gare da seconda punta. È come camminare al buio in una caverna per settimane e poi ritrovare immediatamente la luce. Una cascata di fosforo calcistico che si riserva sul Napoli, una scarica adrenalinica per le sinapsi che iniziano a viaggiare e folle velocità. Sempre con grande leggerezza, senza apparente sforzo. Come accade solo ai grandi. Ai grandissimi. Dacci oggi il nostro Fabiàn quotidiano. Basta che giochi in mezzo al campo, cuore iberico che sa pompare sangue ed ossigeno come fosse un personaggio di ‘Siamo fatti così - esplorando il corpo umano’.

Cinque al povero Gabbiadini, finito a fare il panchinaro anche in una Samp disastrata. Qualche buono spunto per l’ex di turno, qualche momento di sincera commozione per l’impegno frustato una volta trovatosi di fronte al gigante Kalidou. In qualche scontro fisico il povero Manolo viene abusato da Koulibaly in maniera spietata, che al confronto Godzilla versus Topo Gigio sarebbe un match equilibrato. Coraggio Manolo. Coraggio.

Sei all’autostima più elevata di un Chihuahua che ringhia in faccia Pit Bull di Mario Rui. L’esterno a metà primo tempo prova un tiro da 60 metri che solo a pensarci ci vuole coraggio. Lo stesso coraggio che mostra Meret, che oscura la vallata di Rigoni con un intervento da fenomeno. Alex come il Salvavita Beghelli.

Sette alla stella cometa. Una scia luminosa che piomba dall’alto, gli occhi che si impennano a cercare la sfera, poi la terrà che tremò che nemmeno nella sigla di Ken Shiro. Lozano con un controllo volante sembra spostare l’asse terrestre, addomesticare il caos di un pallone che rotola e sottometterlo al proprio volere. In quell’istante c’è una vita intera, un regalo fuori dal comune, il talento che non può essere insegnato. L’istinto che si fonde con l’imponderabile legge del caos che regola questo giochino. Un’immagine che può creare dipendenza. Tenere lontano dalla portata dei bambini ed abilitate il Parental Control per la visione. Pornografia d’autore, atto sublime di arroganza calcistica.

Otto ad ‘El Fu Eljif Elmas’c’è una truffa in atto, uno scandalo passaporto come quello che coinvolge Eriberto che in realtà era Luciano. La Guardia di Finanza indaghi su questo misterioso macedone, che dice di essere nato nel 1999 ma in campo ha la saggezza di un Maestro Zen e  la cattiveria di Christoph Waltz, alias Colonnello Hans Landa, in ‘Bastardi senza gloria’. La testa è sempre alta, la visione periferica sempre attiva, il piede pronto ad andare in contrasto e prendere la decisione giusta. Un bizzarro scherzo del destino, un fraudolento atto contro la stupidaggine dei calciatori ‘immaturi’ o ‘senza esperienza’. Quando sei un fenomeno ci vuole poco. Quando sei un ‘Diamante’, ancora meno. Lo confesso davanti al mondo: mi sono innamorato. Fate outing con me?

A Nove reti dalla leggenda. Come un maestro di origami con le sapienti mani plasma le sue due opere e le appoggia sull’espositore del match, marchio di fabbrica come fosse il ‘Professore’ de ‘La casa di Carta’. Leader senza fare rumore, trascinatore inconsapevole di una banda che vuole provare ancora una volta a piazzare il colpo del secolo, contro il sistema. ’Ciro il Biondo’ infilza due banderillas nella sua scalata al trono dei marcatori all-time, arrivando a 112 e minacciando sempre più il primato a 121 di Hamsik. Non c’è però cattiveria, o contesa, o bramosia in questo percorso. C’è solo sorriso, la voglia di divertire e divertirsi. Quella contagiosa smania di rincorrere un pallone, di scagliarlo verso la porta senza pensarci nemmeno troppo come nel primo gol alla Samp. Istinto antico, sorriso amico, lezione dimenticata troppo in fretta. L’ennesima rinascita, come quel pallone portato in grembo dopo il gol. “È nato nu criaturo è nato biondo, e 'a mamma 'o chiamma Ciro,sissignore, 'o chiamma Ciro”.

Dieci alla superiorità a tratti imbarazzante. Non può passare inosservata, non può non essere sottolineata. Il Napoli è di una categoria superiore, ha raggiunto un livello tale da rendere quasi un’amichevole la sfida alla Sampdoria. Non pensate a chi era in campo, pensate a quelli che non c’erano: Ospina, Manolas, Ghoulam, Allan, Insigne, Milik e tutti gli altri. Ragioniamo sulla quantità di talento, sulle capacità dei singoli, sulle armi a disposizione di Ancelotti. Ricordiamo chi eravamo, apprezziamo chi siamo oggi. Non sarà facile, ora che venti del nord soffiano forti alle spalle dell’Inter e con la Juve sempre strafavorita. Il Napoli però c’è. Vuole esserci. Ci sarà. E dovremo esserci anche noi a soffiare fino allo sfinimento nelle vele azzurre