I dimenticati: Lozano, Meret e la grande (nuova) occasione

27.05.2020 17:07 di Arturo Minervini Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
I dimenticati: Lozano, Meret e la grande (nuova) occasione

(di Arturo Minervini) - Dimenticati, col volto malinconico. Accomunati da aspettative gigantesche, ritrovatisi ai bordi della strada col motore in panne, qualche nuvola sulla testa e dei cattivi pensieri ad accarezzare in maniera insistente le tempie. Lozano e Meret, Meret e Lozano. Solo due nomi, simboli più ingombranti di altri, di quelli che dall’avvento di Gattuso hanno finito col fare i conti con la sensazione dell’abbandono, convissuto con l’incubo di non essere più utili ad una causa che ai nastri di partenza li vedeva invece come guerrieri di prima linea. 

Storie che si sono inerpicate in maniera differente sull’albero della vita, rami intrecciati con circostanze incontrollabili e annaffiati con l’acqua bizzarra del fatalismo. Lozano e Meret, due pupilli di Ancelotti silurato prima che arrivasse il nuovo anno. Lozano e Meret, agli estremi del campo a rappresentare certezze in quello che sarebbe dovuto essere il Napoli costruito nella testa del leader calmo, incapace poi di trasformare il pensiero in azione quando il mare si è fatto mosso e gli appigli hanno iniziato a scarseggiare.

Eccola, però, all’orizzonte, una forma sinuosa che somiglia alla terraferma, approdo a cui affidare qualche paura e la speranza di ritagliarsi un ruolo in una stagione più che tribolata. Con il calcio che i conti con la ripartenza, che stipa partite come fossero vestiti che non usi più in un armadio troppo stretto, che elabora calendario più fitto di una spiaggia (pre-virus) nel mese di luglio, ecco una piccola luce per ‘i dimenticati’.

Gare d’estate, gare con temperature insostenibili, gare ogni tre giorni. Elenco che risuona come musica nelle orecchie di chi sa tradurre questa nuova condizione in una considerazione alquanto ovvia: più che mai servirà gestire le energie, sfruttare tutte le risorse a disposizioni per evitare di implodere come un gelato abbandonato in piazza. Traduzione: chi ha giocato meno, giocherà in pochino di più, anche in virtù della regola delle cinque sostituzioni per gara. 

Sognando un finale differente. Mutano le condizioni, si livellano le posizioni o per lo meno si può sperare di colmare un gap che sembrava ormai insanabile. Meret, Lozano e quelli che avevano trovato poco spazio dall’avvento di Ringhio, avranno nuove carte da giocarsi e magari la possibilità di segnare in maniera decisiva presente e futuro. Il calcio compresso d’estate sarà la grande nuova occasione per i dimenticati.