Il viaggio nello spazio di Kalidou, l’indizio su Verdi e Fabian, le perle di Diawara e Mertens: la Top10 dei gol più belli del 2018

01.01.2019 08:15 di Fabio Tarantino Twitter:   articolo letto 29555 volte
© foto di Matteo Gribaudi/Image Sport
Il viaggio nello spazio di Kalidou, l’indizio su Verdi e Fabian, le perle di Diawara e Mertens: la Top10 dei gol più belli del 2018

10^ - Diawara in Napoli-Chievo 2-1 (Serie A, 8 aprile) - Il Napoli rincorre lo scudetto, siamo nel recupero dell'ennesima partita decisiva. Ultim'azione, ultimo corner. Va Callejon dalla bandierina. L'insospettabile Diawara è solo in area. Stop di suola e destro a giro vincente all'angolino. Sorrentino s'alluga ma non riesce ad intervenire. È il primo gol del guineano in Serie A. È una perla che tiene vivo il campionato, la Juve ad un passo e la felicità alle stelle. Un momento indimenticabile di un campionato pazzesco. 

9^ - Mertens in Napoli-Empoli 5-1 (Serie A, 2 novembre) - Il Napoli domina, ha la vittoria in tasca, gli attaccanti si divertono e Dries Mertens s'esalta. Segna tre gol, il secondo è un'autentica prodezza: Callejon lo serve al limite dell'area, il belga allarga il piatto destro, corpo all'indietro e palla ad arcobaleno sul secondo palo. Un gol bellissimo, solo apparentemente facile. Un gol alla Dries. Non il primo, neppure l'ultimo. Uno dei tanti. 

8^ - Fabian in Udinese-Napoli 0-3 (Serie A, 20 ottobre) - Non doveva neppure giocare, s'è ritrovato in campo dopo quattro minuti solo per l'infortunio di Verdi. Gliene servono una manciata per presentarsi. Palla recuperata col mancino, se la sposta sul destro e dal limite tiro a giro sul secondo palo. Scuffet vola, lo fa inutilmente. L'effetto è geometrico. Il Napoli sblocca la partita, lo spagnolo segna il suo primo gol con la maglia del Napoli col piede che non è il suo. Quello che usa per accompagnare l'altro. Piacere, Fabian Ruiz. Piacere nostro...

7^ - Milik in Sampdoria-Napoli 0-2 (Serie A, 13 maggio) - Quant'è mancato Arek, se ne accorgono tutti quando il suo mancino è in vena. Fa ciò che vuole. Con la Samp, alla penultima giornata, segna dal limite col piede che porta a spasso ovunque. Un tiro potente e preciso che s'insacca all'incrocio. Il più facile dei gol, per lui. Il biglietto da visita di un attaccante campione di sfortuna e coraggio. Anche nel 2019 sarà in credito col destino...

6^ - Mertens in Napoli-Bologna 3-1 (Serie A, 28 gennaio) - Quasi danza, sul pallone, il biondo fiammingo dalla sensibilità eterna, dal guizzo tascabile, dal coniglio (e un cilindro) itinerante. Accarezza la sfera, insieme s'avviano in area di rigore e poi, in un fazzoletto, la sposta e col destro conclude a giro sul secondo palo. Tutto in un istante, coi difensori alle porte e la visuale ridotta. Quanto basta per rubare ancora una volta la scena. 

5^ - Verdi in Torino-Napoli 1-3 (Serie A, 23 settembre) - Indizi di Verdi nella trasferta di Torino, c'è tutto nel suo primo gol in maglia azzurra: qualità, velocità, precisione, forza, potenza, duttilità. L'attaccante parte esterno, scambio panoramico con Mertens, palla di ritorno in area e sinistro secco col quale beffa Sirigu. L'esultanza è una L per la sua Laura, la donna che l'ha sempre sostenuto e che s'è perdutamente innamorata di Napoli. Come darle torto. E i tifosi di Verdi, nonostante l'infortunio e lo stop prolungato. Ci sarà tempo per recuperare. 

4^ - Insigne in Psg-Napoli 2-2 (Champions League, 24 ottobre) - Certe prodezze vanno pesate con le circostanze, gli stadi, gli avversari. Ecco perché la rete di Insigne al Parco dei Principi, in Champions League, col Paris Saint-Germain, è più bella di ciò che il gesto tecnico suggerirebbe. Si è avuta la conferma, allora, della rinascita di Lorenzinho come attaccante, della sua personalità, del suo carattere. Non è da tutti restar lucidi a due passi da Areola. Insigne ci riesce: assist di Callejon, tocco morbidissimo, palla in rete. E Napoli in vantaggio. Come a Madrid, un gol per il vanto di sentirsi orgogliosamente napoletani.

3^ - Insigne in Napoli-Empoli 5-1 (Serie A, 2 novembre) - Sembrerebbe un gol come tanti, non lo è perché nasce da lontano. Dal recupero di Koulibaly, dal suo istinto nello spingersi oltre, dalle sue qualità di jolly puro, mica solo elegante difensore. Insigne finalizza l'idea splendida di Kalidou: trasformare un anticipo in un gol. Il suo coast to coast sulla sinistra è sorprendente, così come la lucidità nel servire Lorenzo in area. Al resto ci pensa l'azzurro, che rende semplice anche una rete complessa. Con lo stop asseconda il tiro, col movimento del corpo indirizza il pallone in un buca d'angolo. Esulta il San Paolo, dieci secondi dopo un tentativo dell'Empoli. La frenesia del calcio moderno, a ritmo di Kou. 

2^ - Mertens in Napoli-Lazio 4-1 (Serie A, 10 febbraio) - Se vi chiederanno di Sarri, riproponetegli questo gol. Undici secondi di poesia, cinquanta metri di bellezza verticale. Jorginho recupera palla e avanza, Zielinski si propone e riceve, danza sul pallone mentre attende Mertens, poi lo serve tra due avversari e il belga neppure calcia, semplicemente sfiora la sfera, la soffia sul secondo palo, un tocco impercettibile ma vincente, una carezza a concludere un'azione splendida. Uno dei gol più belli dell'anno, il manifesto del Sarrismo che resisterà nel tempo, scavalcherà gli anni. Sarà ricordato a lungo. 

1^ - Koulibaly in Juventus-Napoli 0-1 (Serie A, 22 aprile) - Tre metri sopra al cielo per far compagnia a Kalidou. Sarebbe bello immaginarselo ancora lì, sospeso tra le nuvole, più in alto di tutti, per ricevere dal corner di Callejon, per incornare al novantesimo, per beffare Buffon, la Juve, lo Stadium, per regalare un acconto di sogni ai suoi tifosi. La rete di Koulibaly alla Juve è molto più di un semplice colpo di testa. È la diapositiva di una stagione infinita, l'orgoglio di una squadra folle, lo sguardo di una città riflessa nel suo destino. Nessuno scudetto potrà mai cancellarlo. Ognuno di noi, in quel preciso momento, sa cos'ha provato. Come s'è sentito. Un istante eterno, un gol scolpito della memoria. Il più bello di tutti.