Potrebbe esser peggio, potrebbe piovere

Inizia un lungo conto alla rovescia verso l’Atalanta, probabilmente una notte di pensieri impossibili da scacciare via per il tecnico
20.02.2021 16:53 di Arturo Minervini Twitter:    Vedi letture
© foto di Daniele Buffa/Image Sport
Potrebbe esser peggio, potrebbe piovere

Tutto ribaltato. Tifosi che non tifano, opinionisti che mettono le loro idee al centro della discussione, le accarezzano, se ne innamorano e, vinti dall’amore, arrivano a sostenerle a prescindere da quello che racconta il campo.

‘Potrebbe essere peggio, potrebbe piovere’ profetizza Igor in Frankenstein Junior, previsione che puntualmente si avvera nel giro di qualche secondo. E guardatela bene la faccia di Igor quando inizia a piovere: gode. Non può esternarlo, ma gode. Sogghigna. È soddisfatto, perché in fondo è accaduto quel che voleva.

Napoli vive questa vigilia così, col naso all’insù con la paura, per alcuni, e la speranza di altri che possa andare ancora peggio. Che il Napoli possa crollare, perché vuoi mettere la soddisfazione di un ‘avevo ragione’.

Pochi rimasti a parlare di calcio. In molti a parlare di loro, a specchiarsi nell’ego, a sostenere l’uomo Gattuso o ad attaccare l’uomo Gattuso, quando le due cose dovrebbero restare ben distinte. Inizia un lungo conto alla rovescia verso l’Atalanta, probabilmente una notte di pensieri impossibili da scacciare via per il tecnico, consapevole di giocarsi gli ultimi pezzi intatti della sua panchina.

Napoli all’apice del proprio masochismo. Tifosi spaccati in due, critica pure. Contro l’Atalanta serviranno idee chiare, esecuzioni pulite, menti sgombre da cattivi pensieri. Non sarà facile, in questo clima quasi surreale di precarietà. Una precarietà figlia di troppi errori: del club, che avrebbe dovuto tutelare le proprie scelte o, eventualmente, trovare la forza di farne di differenti. Del tecnico, che nelle ultime dichiarazioni è apparso così arrendevole, che si fa fatica a rinascere il guerriero che è sempre stato.