Quello che abbiamo visto e intuito finora del Napoli di Spalletti

Il 4-2-3-1, le linee alte e compatte, la qualità al centro del villaggio. Sarà un Napoli unito, capace di sorprendere e votato all'attacco.
18.07.2021 07:54 di Pierpaolo Matrone Twitter:    vedi letture
Fonte: Da Dimaro, Pierpaolo Matrone
Quello che abbiamo visto e intuito finora del Napoli di Spalletti

Premessa: finora, qui in Val di Sole, abbiamo assistito ad appena tre giorni di allenamenti. Di tattica ne è stata fatta, certo, ma essendoci tante assenze è complicato decifrare nel dettaglio quello che sarà. Siamo alle prime intuizioni, ai primi indizi, alle prime percezioni. Luciano Spalletti ha cominciato a lavorare tatticamente, un po' s'è sbottonato anche in conferenza stampa, per cui qualcosa siamo riusciti a capire. E proviamo a sintetizzarlo, in attesa di vederlo in campo oggi dalle 17:30 nella prima amichevole stagionale contro la Bassa Anaunia.

MODULO - Su questo non ci sono dubbi: sarà 4-2-3-1, il sistema di gioco più caro all'allenatore di Certaldo. Che può diventare anche 4-3-3 - l'ha fatta facile lui in conferenza stampa - abbassando il trequartista, che dev'essere un centrocampista offensivo (alla Zielinski) e non un attaccante arretrato (alla Mertens), anche per favorire quella costruzione dal basso che Luciano chiede venga fatta "il più possibile". Il suo Napoli dovrà però avere la forza di essere imprevedibile, di far girare i calciatori, di portare "un cliente sempre diverso" ai marcatori avversari. Spalletti l'ha spiegato con semplicità e ci ha già lavorato venerdì qui a Dimaro.

LINEA ALTA E COMPATTA - Tutti per uno, uno per tutti. Il Napoli di Spalletti dovrà essere camaleontico, votato all'attacco, aggressivo al massimo. Proprio per questo diventa importante la fase difensiva, a cui ha già lavorato il suo collaboratore Francesco Calzona (colui che guidava gli allenamenti sulla fase difensiva anche all'epoca di Maurizio Sarri). Una fase difensiva "in cui devono aiutare tutti", ha spiegato Luciano in conferenza stampa: pressione alta, dagli attaccanti ai centrocampisti, fino ai difensori. E poi via, in caso di lancio, scappare rapidamente all'indietro, tutti insieme. Se gli avversari attaccano a sinistra il terzino scivola e tutti gli altri lo seguono. Viceversa dall'altro lato. Nessuno va lasciato solo.

LA QUALITA' AL CENTRO DEL VILLAGGIO - Spalletti lo sa bene: in Serie A il Napoli è temuto. Lui per primo, quando l'ha sfidato sulla panchina dell'Inter, ha piazzato il pullman davanti alla porta. O, per dirla in maniera più tecnica, ha fatto densità davanti alla propria area di rigore. Con Osimhen quest'aspetto sarà rafforzato perché nessuno vorrà lasciargli spazio in profondità. Ecco perché il tecnico toscano ha fatto capire l'importanza dei centrocampisti e dei trequartisti: Demme "deve girare di più la testa" perché è necessario sorprendere gli avversari il più possibile; il trequartista e gli esterni dovranno scambiare rapidamente, magari dribblare, insomma creare lo spazio necessario; al centravanti sarà chiesto un lavoro anche di connessione del gioco. Complicato scavare di più per il momento, ma lo faremo. Dateci solo qualche altro allenamento di tempo.