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Il match-analyst Galardo: "Cosa cambierà con Lobotka? Tornare ai 4 centrocampisti sarebbe forzatura"

Il match-analyst Galardo: "Cosa cambierà con Lobotka? Tornare ai 4 centrocampisti sarebbe forzatura"
Oggi alle 19:30Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto

Francesco Galardo, match-analyst, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, che puoi seguire sulle app gratuite (scarica qui per Iphone o per Android), qui sul sito anche in video.

Il Napoli ha un po’ sonnecchiato nel primo tempo del match vinto 2-1 contro il Lecce. Secondo te ci sono più meriti del Lecce oppure è stato il Napoli ad approcciare male la gara? "Sinceramente non tolgo meriti al Lecce perché ha fatto veramente un primo tempo di un’applicazione importantissima, ma il Napoli ovviamente ha approcciato in maniera diciamo morbida e poi ha peggiorato le cose nei minuti successivi perché è stato un Napoli veramente lento, veramente poco applicato. Anche perché magari Elmas a centrocampo non ha dato quella dinamicità che ha dato nelle ultime partite, perché il Napoli poi si è incaponito nel dover per forza sviluppare a destra quando i giocatori di maggior qualità ce li abbiamo a sinistra dove c’è Alisson Santos. Invece nel primo tempo abbiamo provato a spingere sempre da quel lato destro dove Politano ha fatto il possibile, però ovviamente era coadiuvato da giocatori come Beukema che comunque tecnicamente non è un dribblatore, non è uno che porta qualità e non porta superiorità qualitativa e quantitativa da quel lato. Anche Gilmour è stato probabilmente, anche nel contesto in cui si trovava, limitato tantissimo. Infatti poi nel secondo tempo è uscito ed è stato un altro giocatore anche lui. Højlund sempre solo, Spinazzola sempre molto dentro al campo lasciando Alisson Santos all’esterno. Quindi sono state un po’ di ragioni che nell’insieme hanno fatto sì che il Napoli fosse bloccatissimo, sempre però dando merito al Lecce che ha fatto una partita difensiva e di ripartenza straordinaria perché, se fosse stato 2-0 alla fine del primo tempo, il Lecce non avrebbe rubato nulla sinceramente.

Queste difficoltà del primo tempo possono anche essere dovute alle assenze di Juan Jesus e Milinkovic-Savic, che hanno limitato il gioco del Napoli in fase di impostazione dal basso? "Sicuramente sì. Milinkovic è importantissimo per il Napoli perché, a parte la costruzione dal basso, una delle armi principali di quest’anno del Napoli è stata la palla lunga su Højlund e con Meret purtroppo questa soluzione viene a mancare. Ovviamente avere anche Juan Jesus in campo, che è un giocatore tecnicamente in grado di fare una costruzione pulita dal basso, sarebbe un plus che in questo momento il Napoli non ha e quindi la manovra ne risente. Credo che dalla prossima rivedremo Milinković senza togliere nulla a Meret che è un gran portiere, ma in questi frangenti dove ti trovi di fronte una squadra che ha un’applicazione incredibile, anche alta, perché poi il Lecce nel primo tempo ha difeso alto e non si è chiuso nell’area almeno per gran parte del primo tempo. Il baricentro era alto ma a volte la linea difensiva era a centrocampo".

È anche una caratteristica del gioco di Di Francesco? "È emblematico anche il gol dell’1-1 di Højlund: anche lì la linea difensiva del Lecce era altissima. Però è anche un po’ una prerogativa del gioco di Di Francesco. Spesso, anche sentendo qualche collega dal Salento, è stato un po’ bacchettato su questo aspetto. Di Francesco è un allenatore che ha sempre prediletto l’attacco alla difesa, una squadra propositiva. Poi nella sua carriera è stato anche abbastanza sfortunato perché in un paio di circostanze ha raggiunto retrocessioni incredibili all’ultima giornata, quindi è stato anche un po’ sfortunato. Il gioco di Di Francesco a Sassuolo ma anche nei primi anni alla Roma dimostra che è un allenatore che predilige assolutamente il gioco offensivo. Io aggiungo una parentesi: benvenga, perché ovviamente poi in Italia servirebbe questo, visto che quando andiamo a vedere la Champions League sembra di vedere un altro sport. Benvenga Di Francesco.

Con l’ingresso in campo di De Bruyne e McTominay è cambiata la musica? "Sì, ma De Bruyne io faccio ancora fatica a credere che sia un giocatore del Napoli perché è un calciatore che ogni volta che lo vedo in campo per me è un godimento proprio sportivo. È un giocatore che ha una percezione spaziale del campo unica, nel senso che controlla completamente lo spazio intorno a sé. L’emblema di questa sua qualità è una palla data di prima ad Alisson Santos ieri su una transizione: una palla talmente antintuitiva che l’ha vista soltanto lui e che per i difensori avversari è illegibile. Ma lui vede queste tracce in continuazione sia con la palla sia senza palla. Questa è la forza di De Bruyne. Ieri andava a pressare con una foga a tutto campo veramente incredibile, non sembra neanche venga da un infortunio lungo mesi. A differenza di Anguissa che ieri purtroppo arrancava e che secondo me ha bisogno ancora di molto tempo per riprendersi. De Bruyne sembra ancora meglio di quando è arrivato: è incredibile. È un giocatore che determina. Se il Napoli l’avesse avuto in continuità durante tutto l’anno la stagione avrebbe preso una piega totalmente diversa".

Come è possibile che un giocatore come Gutierrez trovi così poco spazio? Può giocare anche a sinistra insieme ad Alisson Santos? "Questa è una domanda di difficile interpretazione perché effettivamente sono scelte un po’, non dico strane, però fanno riflettere quelle di Conte riguardo Gutiérrez. Innanzitutto non vederlo dal primo minuto sembra strano perché ogni volta che entra lo fa con una tenacia, con una grinta abbinata poi a una disciplina tattica e una tecnica che comunque è indiscutibile. Ieri ho riflettuto anche sul fatto che ha inserito Mazzocchi destro e Gutiérrez, che è mancino, e li ha messi entrambi a piedi invertiti. Sarà interessante vedere poi nelle prossime settimane quale sarà l’utilizzo che Conte vorrà fare di Gutiérrez, soprattutto quando il Napoli recupererà altri giocatori sulle fasce. Io personalmente lo vedrei molto bene a sinistra e secondo me si sposa tantissimo anche con Alisson Santos. Essendo un giocatore che può tagliare anche internamente, a differenza di Spinazzola che predilige più l’esterno, secondo me divide bene lo spazio con il brasiliano".

Col Cagliari dovrebbe rientrare Lobotka, che centrocampo schiererà Conte? Possibile la coppia Gilmour-Lobotka? "Il secondo tempo di Gilmour è stato sublime: è stato la marcia in più del centrocampo e il raccordo tra la costruzione e poi l’attacco alla porta, che nel secondo tempo è stato molto più efficace. Io credo che possano tranquillamente coesistere. Ovviamente Conte dovrà fare delle scelte perché non si deve tornare alla questione dei quattro centrocampisti tutti insieme in campo: sarebbe una forzatura. Però credo che possano ruotare tantissimo. Lobotka secondo me è titolare, questo è indubbio, ma Gilmour deve giocare perché ha caratteristiche che gli altri non hanno. Il gioco in verticale tra i centrocampisti del Napoli, tolto De Bruyne, probabilmente Gilmour è quello che lo fa meglio, con i tempi giusti. Ed è una qualità che serve tantissimo al Napoli, soprattutto contro squadre che vengono a pressare così forte come ha fatto il Lecce ieri".