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Il cantautore Jovine: "Scudetto? Sognare è gratis, noi non siamo la Juve! Su Sanremo..."

Il cantautore Jovine: "Scudetto? Sognare è gratis, noi non siamo la Juve! Su Sanremo..."
Oggi alle 19:00Radio Tutto Napoli
di Antonio Noto

Valerio Jovine, cantautore, musicista e grande tifoso del Napoli, è intervenuto su Radio Tutto Napoli, l'unica radio tutta azzurra e live tutto il giorno, che puoi seguire sulle app gratuite (per Iphone o per Android, Android Tv ed LG) o qui sul sito anche in video.

Come valuti questo momento del Napoli? "Col Lecce un primo tempo bruttissimo, ne abbiamo visti altri durante questa stagione. Il secondo tempo per fortuna è andato tutto come doveva andare e quindi siamo felici. Quest'anno ci siamo sudati tutti i punti che abbiamo guadagnato. Siamo stati in una situazione complicatissima, adesso cominciamo a vedere un po' di luce, perché sì, ieri sono entrati i pezzi da novanta, però purtroppo i pezzi da novanta stanno rientrando quindi non li vedi nella loro massima forma. È stato un campionato particolare, l'abbiamo vissuto tutti noi tifosi azzurri comunque in una maniera abbastanza serena dal mio punto di vista, nel senso che comunque i tifosi credo che hanno capito questa enorme difficoltà. Io, come dicevo ieri mentre riguardavo la partita mentre registravo in studio, per me è stata ancora più dura, però forse quest'anno ho visto più la bravura di Conte dal mio punto di vista che l'anno scorso. Conte è una garanzia, magari non del bel gioco, questo lo dico per tutti quelli che parlano di ciò che c'è, però nelle difficoltà che abbiamo avuto quest'anno comunque ci ritroviamo al terzo posto e secondo me non è un caso. Per quanto riguarda l'allenatore, spero che l'anno prossimo vedremo altre storie".

Da tifosissimo del Napoli qual è il tuo stato d'animo in questo momento, anche alla luce del pareggio dell’Inter? C’è ancora spazio per sognare? "Faccio parte di quei tifosi, ma soprattutto di quegli esseri umani, che pensano che finché sia possibile sognare, nella vita così come nel calcio bisogna farlo. Appena è finita la partita sono andato a vedere la classifica con i miei musicisti, a fare i conti, a vedere il calendario. Sognare è gratis e, come dico in una canzone che sto scrivendo adesso, le cose belle non si pagano. Quindi sognare almeno che sia concesso. Naturalmente la vedo complicatissima: il nostro obiettivo adesso è entrare in Champions e lo stiamo vivendo con il piede giusto. Per sognare ancora di più ci vogliono delle cadute. Fino adesso c'è stata una caduta, un inciampo: speriamo che ci sia una bella ruzzolata. Noi continuiamo a divertirci. Vincere con il Milan in casa è una cosa fondamentale, poi vediamo. Io comunque, come tutti i sognatori, sto là".

Guardando anche agli ultimi anni del Napoli, che riflessione fai?
"Negli ultimi tre anni abbiamo vinto due scudetti e per quanto mi riguarda, siccome ormai sono grandicello, nella mia vita ho visto tutti e quattro gli scudetti. Noi non siamo la Juventus pluriscudettata, quindi ce li siamo sempre sudati e guadagnati, ma stanno comunque sempre là. Perciò sogno in quest'anno, ma sogno ancora di più nell'anno prossimo, perché mi fido dei calciatori nuovi di quell'età che già abbiamo e mi fido di Conte".

Secondo te Conte può aver imparato di più da questa stagione difficile rispetto a quella dello scudetto?
"Nella vita, così come nel calcio, dalle sconfitte e dai dolori si impara molto di più rispetto che dalle vittorie. Conte è uno che ovunque è andato ha vinto. Anche inciampare quest'anno può servire. La cosa che mi è piaciuta è che siamo inciampati, siamo caduti, ma siamo caduti tutti insieme. Io non ho mai criticato il Napoli. Poi ci sono sempre quelli che dicono via Conte, eccetera eccetera. Però comunque quest'anno finiamo il campionato con un titolo preso, che nella vita ci porteremo sempre appresso".

 Che idea ti sei fatto delle polemiche dopo la vittoria di Sal Da Vinci al Festival di Sanremo? "Per fortuna abbiamo ancora il potere della parola. Quando viene una critica da persone sensate, che magari possono anche sbagliare, ma con delle tracce, io sono stato molto spettatore di questa vicenda. Sal Da Vinci lo conosco da una vita: è un uomo che fa questo mestiere da quando era bambino. A me non può far altro che piacere che vinca un musicista napoletano che da quando aveva cinque anni sta sul palco. Le polemiche possono anche starci, perché la musica può piacere o non piacere. Io dico sempre che il mondo è fatto di micromondi. Napoli è fatta di micromondi. Ognuno vede la musica e la gradisce a modo suo. Io vedo attorno a Sal Da Vinci un affetto enorme".

Alcuni associano certa musica napoletana alla criminalità o a stereotipi negativi. Cosa ne pensi? "Ognuno dice la sua. Io sono fiero della mia napoletanità e so quanto è grande Napoli. Non mi offendo quando arrivano cose del genere, passo avanti. Siamo in un mondo dove ognuno dice la sua. Io mi metto dalla parte della Napoli bella, quella che cerca di raccontare Napoli nel migliore dei modi".

Tornando alla musica: cosa stai preparando in questo periodo?
"Sto preparando un sacco di cose. Gli ultimi anni sono stati complicati anche per me: ho perso mio padre e mia madre, che erano i miei primi fan e quelli che mi hanno portato a essere musicista. Dopo questa botta ho detto che l'unica cosa che so fare nella vita è la musica. Ho deciso quindi di sfidare me stesso: sto lavorando a un nuovo disco in maniera molto particolare. Scrivo una canzone, la riascolto, la risento. Mi sono dato un tempo lungo: il progetto completo uscirà nel 2027, ma nel frattempo usciranno singoli. Inoltre sto facendo un disco con Andrea Tartaglia e Nicola Canzo, un progetto condiviso a tre. In questi giorni siamo in studio e penso che a maggio usciremo con un primo singolo, poi altri brani, fino a un vinile che dovrebbe uscire tra novembre e dicembre. In totale saranno circa quaranta canzoni da scrivere. Dopo tutto quello che è successo ho tanta voglia di scrivere, fare nuove canzoni e tirare fuori tutte le energie positive che ho".