ADL inchioda Insigne alle sue responsabilità: riuscirà a dare un senso a quella fascia?

ADL oggi ha chiamato all'ordine Lorenzo Insigne, capitano azzurro che in questo momento è lontanissimo da rappresentare un esempio positivo per la squadra
17.10.2019 21:00 di Redazione Tutto Napoli.net  Twitter:    Vedi letture
© foto di Federico De Luca
ADL inchioda Insigne alle sue responsabilità: riuscirà a dare un senso a quella fascia?

Aurelio De Laurentiis oggi ha chiamato ufficialmente all'ordine Lorenzo Insigne, capitano azzurro che in questo momento - al di là del rendimento in campo - è lontanissimo dal rappresentare un esempio positivo per la squadra. Per la delusione di chi in questi giorni ha raccontato di dissidi con il tecnico, il presidente del Napoli ha blindato la posizione del tecnico, rinnovando il desiderio di averlo per tanti anni, puntando pubblicamente il dito proprio su chi col tecnico ha visto aumentare i contrasti nell'ultimo periodo. Al punto da ritenere necessario un summit anche con il suo agente, Mino Raiola, a Castel Volturno. Una situazione stucchevole e che ormai si ripete ad ogni esclusione, più o meno rumorosa, ma che produce solo una difficoltà in più all'allenatore che rischia di ritrovarsi settimanalmente in sede una decina di agenti degli esclusi ad ogni gara e non fare più le proprie scelte liberamente.

Chiarissime le parole di De Laurentiis, sottolineando il malessere di Insigne che peraltro in prima persona non ha mai nascosto di soffrire alcune critiche e l'immagine che parte della tifoseria ha di lui: "Il problema di Insigne non lo risolvo io, non lo risolve Raiola, ma lo deve risolvere Insigne in primis, che deve capire da grande cosa vuole fare - ha detto De Laurentiis a margine della firma della convenzione-, ha sempre avuto un atteggiamento di scomodità a Napoli. Io lo capisco, lo proteggo, mi piace, mi sta molto simpatico, però ha sempre sentito scomoda la situazione napoletana, già parecchi anni fa. Allora voglio dire che bisogna che lui si tranquillizzi e diventi una persona più serena.  E' un grandissimo calciatore, ma se è meno in forma, a giudizio dell'allenatore che non lo utilizza, non può uscirsene con battute o atteggiamenti quasi di sfida verso l'allenatore. L'allenatore è un padre di famiglia, ha 60 anni e non ti manda a quel paese perché ha tre volte la tua età". Un'uscita dura, ribadita poi a Kiss Kiss, ma con più ottimismo sul futuro, contando anche sull'aiuto di Raiola: "Insigne? E' un gran giocatore, a Napoli però è sempre stato l'eterno incompreso. Raiola gli ha già fatto capire che deve darsi da fare perché questo è il suo territorio. Spero che l'incontro con Raiola abbia chiarito tutto con il Napoli, con l'allenatore e con lo spogliatoio".

In molti hanno criticato i tempi dell'uscita di ADL che, però, ha provato a mettere un punto ad una situazione che va avanti da tempo ed un freno alle reazioni di Insigne, più volte venute fuori ad un cambio, ad un'esclusione e spesso anche a mente fredda in alcune interviste (come prima dell'Arsenal o dopo il gol al Sassuolo). Non il massimo. Le colpe della società, entrando nello specifico, possono essere più che altro in una fascia di capitano affidata troppo frettolosamente, ad un giocatore spesso sopra le righe e lontanissimo caratterialmente dal predecessore, con Marek che sia con Benitez che con Sarri ne avrebbe avuti motivi per sbottare - col favore anche del pubblico - ma che ha sempre messo il gruppo e la squadra davanti a tutti. Ma anche nel non aver abbassato le pretese sul cartellino in estate, prolungando un matrimonio molto complesso e che danneggia tutti. "Per il Napoli mi farei ammazzare", una delle frasi più incisive di Insigne in nazionale, ma - per iniziare - il capitano dovrebbe accettare le scelte dell'allenatore, rasserenarsi e tornare ai suoi livelli. Riuscirà Lorenzo a non farsi schiacciare dal suo carattere, dall'allergia alle critiche e, indiscutibilmente, anche dal suo amore per il Napoli?