Moncalvo: "Andrea Agnelli non si è dimesso, è stato cacciato, costretto ad andarsene!"

"Bisogna fare un monumento alla persona che ha aperto il fuoco, la signora Daniela Marilungo"
30.11.2022 11:20 di Redazione Tutto Napoli.net Twitter:    vedi letture
Moncalvo: "Andrea Agnelli non si è dimesso, è stato cacciato, costretto ad andarsene!"
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A Radio Napoli Centrale, nel corso di Un Calcio alla Radio, è intervenuto Gigi Moncalvo, autore 'Agnelli Coltelli': "L’agnellino si è fatto fuori da solo per la sua presunzione. Andrea Agnelli non si è dimesso, è stato cacciato, costretto ad andarsene, si è trovato in minoranza nel consiglio di amministrazione che credeva suo, ha preso 6 voti contro, uno indeciso a tutto Pavel Nedved e solo due voti a favore, il suo e quello del fedele Francesco Roncaglio. Andrea Agnelli è soggetto, da qualche tempo, da un disturbo: ha preso la Trebisonda, non è più con i piedi per terra e soprattutto non ha capito la gravità della situazione che c’è da un punto di vista della Procura della Repubblica. Il sito della Juventus ha dovuto pubblicare un documento in cui ammette le manovre sugli stipendi e dice che si è trattato di integrazioni salariali e quindi dice che prevedono un nuovo progetto di bilancio. Ma come? Andava presentato entro il 31 ottobre scorso, come prevede la legge, l’hanno rinviato al 18 gennaio e presentano un piano di bilancio credendo che i consiglieri di amministrazioni avrebbero coperto e non avrebbero avuto paura delle conseguenze penali, pensando siano dalla tua parte.

Bisogna fare un monumento alla persona che ha aperto il fuoco, la signora Daniela Marilungo, una signora di 52 anni bolognese, che ha un curriculum di tutto rispetto e non voleva macchiarlo con inchieste dalla Procura della Repubblica con il terrore di rinvii a giudizio. Ha fatto mettere a verbale un lungo elenco di critiche alla gestione Agnelli. Nel momento in cui c’è qualcuno che apre fuoco, tutti diventano coraggiosi, o almeno tutti coloro che sono stati raggiunti da una chiamata di John Elkann, ovvero gli altri tre messi da lui stesso all’interno del CDA. Questa mattina è stata formalizzata la nomina del presidente di uno che, in famiglia, viene chiamato il contabile: Ferrero. Dal punto di vista tecnico, la Juventus è in mano a dei commercialisti, contabili, commissari straordinari che tutto hanno come requisito tranne che quello di capirci di calcio.

L’area tecnica è orfana, ognuno va per i fatti suoi, questa è una notizia tremenda per i tifosi della Juventus, non c’è nessuno di tutta questa banda che sappia di calcio. Chi ha superbamente, con prosopopea, senza alcuna modestia trascurato la Procura della Repubblica e invece di dare una mano alle indagini ha voluto fare braccio di ferro, ne colga le conseguenze. Alla fine della primavera scorsa, la mamma di Andrea Agnelli ha invitato John Elkann a prendere un tè nella sua residenza, questa volta Don Allegra non ha più osato, non ci sono più margini. La Juventus rischia la penalizzazione? Dipende da Gravina che domenica, pur sapendo tutto ciò che circolava intorno, era seduto accanto ad Andrea Agnelli ed ascoltava le sue sarchiaponate. Adesso c’è il contabile che di calcio non sa niente e deve prendere ordine perché non prende mai decisioni, questa cosa è costata 90 milioni di euro a Santa Marella Agnelli per tasse arretrate richieste dall’Agenzia delle Entrate. Anche una società del gruppo allora FIAT era stato multato per la stessa ragione. Voglio fare un appello: metto in palio 30.000 euro in contati al primo giornalista del gruppo Elkann, che oserà parlare male del mio libro Angelli Coltelli dov’è previsto tutto questo nei capitoli dedicati ad Andrea Agnelli e soprattutto nella parte titolata ‘La resa dei conti tra John e Andrea’. Adesso tutto è nelle mani della Procura della Repubblica, se avrà il coraggio di fare una sentenza di rinvio a giudizio senza dimenticare che aveva chiesto l’arresto per Andrea Agnelli. Speriamo ci sia un giudice a Berlino".