Raspadori, l'ex allenatore: "Basta fare il gregario, per il post-Osimhen punterei forte su di lui"

In diretta a Radio Punto Nuovo, nel corso di 'Punto Nuovo Sport', è intervenuto Francesco Cattani, ex allenatore di Raspadori al Sassuolo U15.
27.02.2024 19:50 di  Antonio Noto  Twitter:    vedi letture
Raspadori, l'ex allenatore: "Basta fare il gregario, per il post-Osimhen punterei forte su di lui"
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In diretta a Radio Punto Nuovo, nel corso di 'Punto Nuovo Sport', è intervenuto Francesco Cattani, ex allenatore di Raspadori al Sassuolo U15: “Le idee di calcio di Calzona possono essere più utili a Giacomo e al suo modo di giocare. Hanno lavorato insieme la scorsa estate e c’è stato un feeling maggiore, rispetto a Garcia e soprattutto Mazzarri. Affrontare il Sassuolo da avversario per lui, ora, sarà una grandissima emozione e non sarà facile. Ha una grande riconoscenza verso i neroverdi e mi aspetto di vederlo in campo da protagonista, anche se da subentrante. Tra Sassuolo e Napoli arriva peggio il Sassuolo, perché ha anche qualche assenza importante e determinante, come Berardi. Poi la situazione di classifica è davvero difficile, oltre ad esserci un livello differente tra le due squadre. Il Sassuolo ha l’acqua alla gola e non può permettersi passi falsi.

Futuro Raspadori? Ha un contratto ancora lungo con il Napoli, se fossi nella società investirei fortissimo su di lui e metterlo al centro del progetto con una titolarità quasi garantita. Deve essere un punto di riferimento del prossimo Napoli, soprattutto ora che andrà via Osimhen. Di certo poi il mercato porterà dentro qualcuno di nuovo e potenzialmente più forte. Se vuoi lavorare con una squadra forte nel corto e nella costruzione alla maniera di Spalletti, Raspadori è il centravanti ideale sul quale puntare. Poi è chiaro, bisognerà vedere anche quella che sarà la volontà del ragazzo. Viene da due anni in panchina e l’ultima volta che l’ho sentito era entusiasta per lo Scudetto che ormai stavano per vincere. Io farei di tutto per giocare al Napoli e guadagnarmi il posto da titolare, ma serve avere le giuste garanzie anche da parte della società. Di certo, l’anno prossimo deve giocare in una squadra dove è al centro del progetto. Ha 24 anni ed è finito il tempo di fare il gregario, ne va anche della sua titolarità in Nazionale”.