Aglietti: "Anguissa insostituibile, manca più di De Bruyne e chiunque altro"
Alfredo Aglietti, allenatore, è intervenuto nel corso di "Pausa Caffè" sulla nostra Radio Tutto Napoli, prima radio tematica sul Napoli, in onda tutto il giorno, che puoi ascoltare/vedere qui sul sito o sulle app (qui per Iphone/Ipad o qui per Android): "Ora sicuramente Conte avrà più soluzioni. Le assenze sono state pesantissime e il ritorno di questi calciatori offre alternative importanti. Magari all’inizio non saranno ancora al top della condizione, ma per il finale di stagione il loro rientro è fondamentale. Poi l’allenatore potrà anche decidere di cambiare qualcosa dal punto di vista tattico”.
Quanto è mancato Frank Anguissa al Napoli?
“Anguissa non lo sostituisci. Nel Napoli non c’è un altro giocatore con le sue caratteristiche. È un centrocampista completo: lo trovi nell’area avversaria a finalizzare e nella tua area a difendere. È un calciatore moderno, totale. Per me è l’assenza più pesante che il Napoli abbia avuto. Il suo ritorno è un plus enorme, non solo tatticamente ma anche dal punto di vista mentale e morale per tutta la squadra”.
È mancato più Anguissa di De Bruyne?
“Secondo me sì. De Bruyne è un giocatore di grandissima classe, ma il Napoli in qualche modo ha trovato soluzioni alternative, penso ad esempio a Vergara che si è messo in mostra. Anguissa, invece, ha un peso specifico unico all’interno della squadra e non è facilmente rimpiazzabile”.
Si parla molto di Giovane, che domani affronterà il Verona da ex. Ti aspettavi di più?
“Credo sia giusto considerarlo un investimento per il futuro. A Verona stava facendo molto bene, ma Napoli è un’altra cosa: qui le aspettative sono più alte. È arrivato in un momento di difficoltà della squadra e pretendere che si prenda subito grandi responsabilità forse è troppo. Ha mezzi importanti, deve solo avere tempo per assorbire il salto”.
Verona-Napoli può essere una classica gara-trappola? Qual è l’errore da non commettere?
“È assolutamente una gara-trappola. Il Verona è in grande difficoltà, ma gioca con la testa libera perché ha poco da perdere. Inoltre è una partita molto sentita, c’è una rivalità storica e lo stadio spingerà forte. Se il Napoli fa il minimo sindacale rischia di complicarsi la vita. Servono attenzione massima e approccio giusto fin dal primo minuto”.
Il calcio italiano in Europa: solo l’Atalanta agli ottavi di Champions. È un segnale preoccupante?
“Sì, è la conferma delle difficoltà del nostro calcio. Pensiamo di affrontare squadre come Bodo o altre realtà minori convinti di essere superiori e poi ci ritroviamo fuori. Il livello del campionato italiano non è altissimo e questo ti abitua a certi ritmi. In Europa, quando incontri squadre con intensità, fisicità e organizzazione diverse, fai fatica”.
In Serie A il Napoli è fortissimo in casa, ma fatica fuori. Che dato è per un allenatore?
“Il Maradona è un fortino, il pubblico è il dodicesimo uomo. Fuori casa invece il Napoli paga anche l’assenza di giocatori di personalità, quelli che sanno prendersi la squadra sulle spalle nei momenti difficili. Senza certi leader diventa più complicato dominare lontano da casa”.
Chi è, finora, l’allenatore rivelazione del campionato italiano?
“Direi Palladino. Ha risollevato l’Atalanta in una stagione difficile, portandola agli ottavi di Champions ed essendo l’unica italiana ancora in corsa. Ha dato tranquillità e identità alla squadra. Anche Chivu sta facendo molto bene all’Inter: alla prima esperienza in una grande squadra ha già un vantaggio importante in campionato, anche se resta la macchia dell’eliminazione col Bodo”.
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